Toro, grande vittoria. Secondo tempo perfetto

A Bergamo D’Ambrosio ha segnato il primo gol in serie A: «E’ un’emozione che resterà indimenticabile -riporta il sito granata – Cerci è stato fantastico, mi ha messo sulla testa un pallone con il contagiri. Segnare in serie A non è mai facile, ma con quell’assist è bastato prendere la mira. Lo dedico a un po’ di persone, proprio perchè io non sono un goleador e quindi il pensiero deve essere multiplo: questa gioia la condivido con i miei nonni che non ci sono più, con il papà della mia fidanzata, che è mancato recentemente, e con la mamma del nostro Presidente».

GLIK – «Siamo usciti alla distanza, grazie ad un gran secondo tempo. Ora dobbiamo continuare così, restando umili e sempre concentrati. Abbiamo affrontato una squadra molto forte, che in casa sua l’anno scorso ha costruito uno splendido campionato: questa partita ha detto che se giochiamo come il nostro allenatore vuole possiamo fare bella figura su qualsiasi campo».

DARMIAN – «Vittoria sacrosanta grazie a un secondo tempo di grande intensità. E’ un risultato che dedichiamo alla mamma del nostro Presidente. Era una grandissima tifosa del Toro: sarebbe stata sicuramente orgogliosa della nostra prestazione. I nostri obiettivi? Restare sempre umili, con i piedi ben saldi a terra, anche dopo una vittoria così importante. Il nostro obiettivo deve essere la salvezza: solo dopo, eventualmente, potremo alzare l’asticella, adesso no, stiamo molto calmi. La doppietta di Bianchi? Non ci sorprende. Rolando è il nostro punto di riferimento e il nostro Capitano; ha cominciato molto bene il campionato. Noi gli auguriamo, e desideriamo, che continui così».

Il Napoli risponde alla Juve, la Lazio insegue. Palermo ok

Dopo la Juve c’è solo il Napoli. Espugnare Marassi al termine di una gara ostica, di difficile interpretazione tattica, significa molto per la squadra di Mazzarri. Innanzitutto che il Napoli riesce a vincere soffrendo, capitalizzando al massimo l’azione, forse l’unica, più pericolosa creata grazie a un’incursione di Hamsik abile a procurarsi un calcio di rigore trasformato da Cavani. Poi che gli azzurri hanno tenuto a debita distanza la Lazio, pericolosa avversaria nella rincorsa a un posto il Champions. La squadra di Petkovic ha riscattato le due sconfitte consecutive chiudendo la pratica nel primo tempo grazie all’uno-due di Ederson (preferito a Hernanes) e Ledesma su rigore.

Mazzarri: “Questa partita l’anno scorso l’avremmo persa”

“L’anno scorso una partita come questa l’avremmo persa. Siamo cresciuti”. E’ soddisfatto Walter Mazzarri dopo l’1-0 di Marassi sulla Samp. “L’anno scorso – spiega il tecnico del Napoli ai microfoni di Sky – la Champions ci ha fatto crescere. Eravamo incostanti, ora siamo meno leziosi, meno superficiali, c’è più attenzione, più consapevolezza nei nostri mezzi. Ora si tiene in considerazione più il campionato, vogliamo perdere meno punti di un anno fa”.
Mazzarri spiega così la sua espulsione: “E’ stato un problema di microfono tra arbitro e quarto uomo. Quando ho visto il fallo a tre metri dalla panchina l’ho evidenziato allargando le braccia. L’arbitro mi ha detto ‘se lo fa ancora la mando via’ e io non ho detto più una parola. Tagliavento è poi tornato indietro dopo la comunicazione del quarto uomo”.

La coscienza di Zeman: “Juve superiore per tutta la partita”

Una partita nella partita. Juventus contro Roma era anche tifosi bianconeri contro Zdenek Zeman. E, com’era inevitabile, al boemo non sono stati risparmiati fischi, cori e sfottò. L’accoglienza è “calorosa” fin dalla lettura delle formazioni; insulti anche all’ingresso in campo della squadra giallorossa, che sfociano nell’ironia quando il risultato è ormai acquisito (“Il boemo ce l’avete voi” cantavano i tifosi bianconeri).
Dopo la batosta Zdenek Zeman ammette tranquillamente la superiorità della Juventus: “Abbiamo cercato di fare la partita, non ci siamo riusciti. La Juventus è stata nettamente superiore per tutta la partita. Non abbiamo difeso e non abbiamo attaccato, siamo sempre rimasti in balia del’avversario: è difficile se non giochiamo veloce e in verticale”.
Una disamina “spietata”, a cui segue una difesa strenua delle proprie idee: “Il gruppo è compatibile con le mie idee di calcio, il problema è trovare il filo del gioco: se non difendiamo insieme, la difesa si stacca giù e gli attaccanti salgono su nel mezzo non prendiamo nessuno. Lavoriamo, ma questa partita è stata molto brutta. A parte che prendere 3 gol in 7 minuti abbatte tutti…”.
Roma irriconoscibile anche a livello fisico. “Abbiamo corso poco ma non è un discorso di preparazione quanto mentale”, spiega Zeman. “Dobbiamo renderci conto di come dobbiamo giocare, fermo restando che avevamo di fronte una Juve che è un anno avanti e dove i giocatori si conoscono e giocano a memoria”.
Nessuna polemica con Totti, sostituito (“L’ho fatto uscire perché la partita non era più recuperabile e l’ho risparmiato”), nè sui cori che gli hanno riservato i tifosi della Juventus (“Non ho sentito niente, forse avevo qualcosa nell’orecchio…”, ironizza).
Resta il fatto che l’avvio di stagione della Roma è lontano da quello sognato, ma Zeman non rimpiange la scelta di lasciare Pescara per la seconda avventura in giallorosso: “Sono contento di essere qua e sono convinto che la squadra riuscirà a esprimersi – assicura – Queste partite ci devono insegnare tanto, si impara e spero che la squadra si renda conto che ha fatto male. Oggi non abbiamo vinto un contrasto, non eravamo mai decisi nel conquistare palla e se la fai giocare, la Juventus ti ammazza”.

Udinese e Genoa a secco, al Friuli finisce 0-0

UDINESE-GENOA 0-0

Un pari con handicap per l’Udinese, un buon punto esterno per il Genoa. L’assenza di Totò Di Natale, non convocato dopo la lite con Guidolin, si è fatta sentire nell’anticipo domenicale della sesta giornata di Serie A. Il provvedimento disciplinare preso dal tecnico bianconero si è sommato alle scelte obbligate, per via degli infortuni, di Basta e Muriel. Nel Genoa, invece, formazione tipo sconvolta dal cambio forzato dopo 15′, a causa dell’infortunio di Seymour.

Nonostante la presenza di Borriello e Immobile tra le fila del Grifone, nel primo tempo le offensive più pericolose sono arrivate su corner con i due centrali di difesa dell’Udinese, Danilo (traversa al 2′) e Benatia (a ridosso dell’intervallo). De Canio, che dopo soli quindici minuti aveva dovuto sostituire Seymour (colpito duro da Pinzi) nell’avvio della ripresa propone Ferronetti al posto di Sampirisi, mantenendo inalterato l’assetto offensivo. Ma sono i padroni di casa a rendersi più pericolosi: Di Natale, che ha seguito la gara dagli spogliatoi assieme ai magazzinieri, avrà potuto apprezzare le iniziative di Fabbrini e Ranegie, molto attivi dalla trequarti in su. Positiva anche la prestazione di Faraoni, che non ha fatto rimpiangere Basta. La difesa genoana ha sempre tenuto, e i timidi attacchi di Immobile e Borriello hanno spaventato il Friuli soltanto in due occasioni: da moviola quella in cui l’ex Pescara, lanciato a rete, viene fermato fallosamente da Coda (graziato da Romeo).
La tensione del tecnico dei friulani, che avrebbe voluto spazzare via le polemiche con un successo, si è sentita anche a partita in corso: nella ripresa, in una fase di gioco fermo, ha richiamato all’ordine la sua panchina, per via del modo in cui si stavano scaldando alcuni suoi giocatori, a sua parere con sufficienza.

Nessun gol dunque, ma un brivido nel finale, quando Pasquale ha rischiato di decidere il match sparando sopra la traversa. Partita combattuta, con tanti falli (uno è costato una vistosa fasciatura alla testa a Ranegie, colpito da una gomitata di Tozser) ma soltanto tre cartellini gialli: Kucka, Pinzi e Borriello.

Udinese e Genoa aggiungono così un punto in classifica: i friulani raggiungono il Parma a quota 7, mentre il Grifone affianca la Roma a 8.

Disastro giallorosso, la furia della Juve schiaccia la Roma

JUVENTUS-ROMA 4-1
11′ Pirlo (J), 16′ rig. Vidal (J), 19′ Matri (J), 68′ rig Osvaldo (R), 90′ Giovinco (J)

Juventus-Roma doveva essere la partita della sesta giornata. Doveva, appunto. Perché la partita non c’è mai stata. O meglio, la partita l’ha giocata solo la Juventus che ha dominato in lungo e largo un avversario mai all’altezza e apparso per lunghi tratti spaesato e in completa balia dei bianconeri. I giallorossi hanno mostrato tutte le loro debolezze, soprattutto in difesa. Tre gol, due traverse e tutta la difesa giallorossa ammonita in 35 minuti rispecchiano appieno il paradosso zemaniano.

Il tanto atteso anticipo dello Juventus Stadium finisce 4-1. Pirlo, Vidal e Matri chiudono la pratica giallorossa in soli 19’. E il risultato poteva essere ben più pesante e rotondo. I bianconeri hanno sfiorato la quarta rete in almeno cinque circostanze. La rete della bandiera di Osvaldo su rigore al 68’ serve a poco o nulla. Perché la Roma non c’è, nonostante la verve messa in campo da Florenzi e dai subentranti Marquinhos e Destro. Al 90′ poi arriva anche la rete del definitivo 4-1 di Giovinco.

Peggior ritorno a Torino per Zeman non poteva esserci. Dallo Juventus Stadium il tecnico boemo esce fischiatissimo, sconfitto sul campo e nell’orgoglio: la sua Roma non va. Dall’altra parte invece, la Juve ribadisce ancora una volta la sua solidità, neppure scalfita dalla non bellissima prestazione di Firenze di martedì scorso. Gli uomini dello squalificato Conte giocano e vincono con una facilità disarmante. Il Napoli è avvisato, a Marassi dovrà vincere se vorrà riagganciare in vetta alla classifica i bianconeri, ora a quota 16 punti.

Zidane saluta il Real. Andrà ad allenare in Francia

Da Zidane a Kakà a Cristiano Ronaldo: i campioni di ieri e di oggi fanno sempre parlare, al Real Madrid.

Adieu Zizou – L’ultima novità della Casa Blanca è rappresentata dall’addio di Zizou. “Zidane – ha rivelato l’allenatore José Mourinho – si è dimesso un paio di mesi fa e ci ha detto che vorrebbe fare la cosa che lo renderebbe felice, l’allenatore”.
Il francese, che ricopriva la carica di direttore sportivo, vorrebbe iniziare la sua nuova carriera ripartendo dalla Francia e nello scorso mese di novembre aveva iniziato il corso di allenatore a Limoges, restando al Real Madrid come istruttore dei giovani della “primavera”.

Mourinho, preso in contropiede – Anche Florentino Perez, in vena di dichiarazioni, ha parlato. Di José Mourinho, di Cristiano Ronaldo (per il quale ha avuto parole di comprensione) e di Kakà, che sogna di vedere ancora come ai tempi d’oro.
Il sito del quotidiano “As” ha raccolto alcune conversazioni che il presidente del Real Madrid ha avuto in settimana con i suoi delegati. Si comincia con Mourinho che, secondo Perez, “ci ha messo un po’ di tempo prima di capire cosa è il Real Madrid. Ha allenato in Portogallo, Inghilterra e Italia, ma il Real è un’altra cosa e chi viene da fuori non capisce subito la nostra cultura. Quando è arrivato è rimasto sorpreso dal club, dal fatto che i tifosi potessero fischiare un giocatore o lo stesso allenatore. Gli stessi problemi di Mourinho li hanno avuti molti giocatori che poi hanno capito”.
“Mou – continua l’analisi di Perez – pensa di aver allenato tanti club di grande livello, ma io gli ho detto che prima di tutti viene il Real, poi il Madrid e dopo ancora il Madrid, questo per fargli capire la distanza che c’è tra di noi e le altre società”.

Il caso “Tristano Ronaldo” – Sul presunto interessamento nei confronti di Silva, fantasista del Manchester City, spiega: “potevamo prenderlo, ma abbiamo preferito tenere Oezil, anche se Silva è un top player”. E il migliore di tutti è Cristiano Ronaldo che nei giorni scorsi si era detto triste. “Tutti hanno diritto di passare un momento no, ma noi stiamo lavorando affinché senta tutto l’affetto dei tifosi, della società, dell’allenatore e di tutto il mondo”.

La sfortuna di Kakà – L’altro campione su cui Florentino ha puntato nella sua campagna elettorale è stato Kakà, ma non è ancora riuscito a dimostrare tutto il suo valore con la maglia del Real. “Sono i giocatori come lui che ci hanno permesso di rinnovare i contratti di sponsorizzazione, campioni come lui e Ronaldo che hanno vinto il Pallone d’oro, sono loro che ci consentono di avere le maggiori entrate. Purtroppo non è stato fortunato”.

Allegri: “Bisognava vincere e non ci siamo riusciti”

La prestazione è da salvare, il risultato un po’ meno. Massimiliano Allegri non può essere del tutto soddisfatto dopo l’1-1 di Parma. “Nel primo tempo abbiamo gestito bene la palla, nel secondo abbiamo trovato più spazi e abbiamo creato molto – l’analisi del tecnico rossonero – Non siamo riusciti a vincere, dispiace, era una partita che potevamo portare a casa ma non l’abbiamo chiusa segnando il 2-0 e nel calcio è così, capita di non chiudere la gara, agli avversari capita un’occasione e ti puniscono”.
Lo stesso pari siglato da Galloppa non va giù ad Allegri, un po’ perchè “anziché fare fallo al limite dell’area potevamo farlo a centrocampo”, un po’ perchè “quando ci sono le punizioni al limite dell’area la barriera deve stare ferma, unita e non far passare la palla sotto”. Detto questo, in vista del doppio impegno con Zenit e Inter, Allegri resta fiducioso.
“La squadra ha giocato bene, bisognava vincere e non ci siamo riusciti, adesso abbiamo una partita importante in Champions dove dobbiamo cercare di fare risultato visto il pari all’esordio”. Allegri non rinnega nemmeno le scelte iniziali di formazione, con gente come Montolivo e Robinho partiti dalla panchina. “Riccardo ha giocato tre partite con un enorme dispendio di energie, Robinho è stato un mese fuori, credevo ed ero convinto che con i cambi la squadra potesse avere dei vantaggi – si difende – In realtà anche prima dei cambi abbiamo avuto delle situazioni importanti e non le abbiamo sfruttate”.
Ma non è tutto da buttare, anzi. El Shaarawy, per esempio, è un motivo per cui sorridere. Il Faraone non solo ha confermato l’ottimo stato di forma andando ancora a segno, ma si è reso utile anche in fase di copertura, andando a recuperare diversi palloni. “E’ giovane ed è normale che sia in una fase di crescita – continua Allegri –
Ha delle qualità non solo realizzative, ha forza, resistenza, ha veloce, questi recuperi per me sono la normalità, è difficile trovare un giocatore con queste caratteristiche, la sua autostima, la sua sicurezza stanno crescendo ed è importante”.