Scommesse, ancora indagini su Conte. Gegic: “Io traduttore

Ormai è l’indagine infinita: altri sei mesi di proroga sono stati chiesti dal capo della Procura Di Martino, mentre il giudice Salvini continua a interrogare Almir Gegic. Non c’è nesso tra le due notizie di giornata, il supplemento è imposto dall’esigenza di approfondire posizioni esaminate superficialmente, le parole dell’ex latitante saranno vagliate tra qualche settimana.
Gegic davanti al gip tenta di alleggerire la sua posizione: lo chiamavano il maestro, lui si definisce un semplice traduttore. Sarebbero stati i calciatori a mettersi d’accordo sulle combine delle partite, mentre gli slavi si sarebbero riservati di scommettere o meno. Una verità che non convince totalmente gli inquirenti, nelle intercettazioni telefoniche croate era lui il maestro. Gegic davanti al giudice per oltre 7 ore in due giorni ha confermato fatti riferibili a 10 partite ritenute combinate, come Palermo-Bari o Bari-Sampdoria, confermando anche inconsapevolmente la versione dei fatti di Carlo Gervasoni il grande pentito. Gli sarà chiesto conto di altre 30 partite negli interrogatori investigativi del 10 e 11 dicembre con il procuratore Di Martino. Si è descritto come un sottoposto dell’altro latitante, Ilievsky. Ha ridimensionato le cifre investite, ma ha ammesso che la stessa partita si vendeva spesso a diversi gruppi: Atalanta-Piacenza, per esempio, sarebbe stata venduta due volte: il 3 a 0 del primo tempo, il 3 a 0 del risultato finale. Ha raccontato Gegic degli incontri notturni nella autostrade italiane, momenti bui in cui scambiarsi il denaro.
E poi di quel Mister X, un italiano senza capelli con tanti telefonini, un faccendiere incontrato in un hotel di Milano sulla cui identità ci sono dei sospetti e grande riserbo. Le indagini a Cremona continuano: il capo della Procura Di Martino ha consegnato la richiesta di proroga per altri 6 mesi per 33 persone, ci sono i nomi illustri del calcio: Bonucci, già assolto dalla giustizia sportiva, la cui posizione non è ritenuta grave dagli inquirenti, come del resto quella di Antonio Conte. Indagati anche Sculli, Criscito, Stellini, il presidente del Siena Mezzaroma, Coppola, Vitiello, Kalazde e Vieri. Tutti nomi già usciti e poi accantonati per dar spazio alle piste più rilevanti. Le indagini preliminari non sono concluse si legge nella richiesta, numerosi indagati devono essere ancora ascoltati, ci saranno accertamenti tecnici e incidenti probatori. Molte partite indicate come manipolate devono essere esaminate e poi si attende Ilievsky, il latitante che forse aspetta di capire come andrà all’amico Gegic,in carcere da lunedì.

Marchisio d’anticipo: “Ogbonna, vuoi vincere? Vieni da noi”

Claudio Marchisio, la Juve e il derby di Torino. Alla vigilia della sfida, che per la prima volta si giocherà allo Juventus Stadium, il centrocampista bianconero ha raccontato la grande attesa che c’è nella città piemontese: “Lo aspettavamo da tempo, sia noi che loro”. E poi un invito al granata Ogbonna: “Vieni nella Juve”.

(mbocchio)

Ventura: “Mi aspetto qualcosa di speciale dai miei”

“Incontriamo la squadra in assoluto più forte, ma se non avessi la speranza di fare risultato non avrebbe senso partecipare. Andiamo ad affrontare la Juve con l’umiltà, la speranza e la convinzione di poterlo fare. Mi aspetto qualcosa di speciale da tutta la squadra”. Giampiero Ventura carica così il Toro alla vigilia del derby che torna dopo tre anni e mezzo. “E’ una partita che mi incuriosisce molto per vedere chi siamo sul piano della maturità – aggiunge il tecnico granata -, metteremo sul campo il lavoro fatto in un anno e mezzo a che punte dobbiamo metterlo domani sul campo e vedere chi siamo”.
Sulla designazione dell’arbitro Rocchi, lo stesso del derby 2007 deciso da un gol contestato di Trezeguet, Ventura smorza i toni: “Nessuna polemica sugli arbitri, ho apprezzato molto le parole di Buffon e Marotta dopo il Milan. Dal nostro punto di vista però ho visto sei-sette episodi consecutivi che sono stato determinanti, l’ultimo in coppa Italia mercoledì, ma finisce lì. Per Rocchi non sarà una partita difficilissima, entrambe le squadre provano a giocare a calcio, gli faccio in bocca al lupo, ma non ne ha bisogno”.

(mbocchio)

Prandelli: “Confederations Cup occasione per i giovani”

“La Confederations Cup sarà un’occasione per qualche giovane per fare esperienza e proporsi su un palcoscenico internazionale”. Così il ct azzurro Cesare Prandelli nella conferenza stampa alla vigilia del sorteggio del torneo in programma sabato alle 11.20 ora locale (le 14.20 italiane) al Centro Congressi Anhembi di San Paolo. Gli azzurri conosceranno le avversarie del girone della manifestazione in programma dal 15 al 30 giugno 2013 in Brasile.
“Due anni fa avevamo una visione pessimistica del nostro calcio, in questo biennio, però, abbiamo dimostrato con il nostro settore giovanile gestito da Arrigo Sacchi, che con la qualitàe la ricerca della qualità si ottengono buoni risultati. Abbiamo un gruppo di ragazzi molto molto interessanti che, però, non hanno avuto modo di fare esperienza, decideremo con la Figc e i responsabili dell’Under 21 chi portare con noi e chi mandare agli Europei di categoria. L’importante è farsi trovare pronti, giocheremo contro le squadre più forti del mondo e vogliamo arrivare con una preparazione mentale adeguata”. Saranno otto le squadre ai nastri di partenza (Brasile, Italia, Giappone, Messico, Spagna, Tahiti, Uruguay), con il nome dell’ottava partecipante, la nazionale campione d’Africa, che si saprà solo il prossimo 10 febbraio. Prandelli, che non ha voluto parlare della Coppa del Mondo del 2014 (“non siamo ancora qualificati”), ha sottolineato l’importanza dei “nuovi italiani” per il futuro della Nazionale: “Possono portare cultura e mentalità, con loro possiamo solo migliorare”.
A chi, invece, ha chiesto un commento sui tanti juventini presenti in Nazionale, Prandelli ha spiegato: “Da qualche anno a questa parte la società bianconera ha individuato nei giocatori italiani gli elementi che possono dare continuità per risultati e mentalità, le altre, invece, rincorrono gli stranieri e questo è un dato di fatto significativo”. Prandelli ha anche ricevuto i complimenti del commissario tecnico dell’Uruguay, Oscar Washington Tabarez, che parlando di un eventuale confronto con gli azzurri ha dichiarato: “Sarebbe un onore se dovessimo sfidare l’Italia, una squadra forte alla quale Prandelli ha dato un buon gioco”.
“La Confederations Cup è un’opportunità per effettuare prove ed esperimenti, per costruire al 90 o al 100% la squadra che giocherà i Mondiali”. Luiz Felipe Scolari, appena nominato ct del Brasile, accende i riflettori sulla Confederations Cup. Alla vigilia del sorteggio a San Paolo i gironi del torneo che la Seleçao, la prossima estate, disputerà da padrona di casa. La competizione, alla quale partecipa anche l’Italia del ct Cesare Prandelli, farà da prologo ai Mondiali del 2014. I verdeoro, che organizzeranno anche il torneo iridato, ovviamente vanno a caccia del sesto titolo. L’ultima World Cup è arrivata nel 2002 e in panchina, nell’edizione di Corea e Giappone, c’era proprio ‘Felipao’. Ora, il Brasile riparte dopo il deludente biennio legato alla gestione di Mano Menezes. Pochi risultati, visto che viene considerato un flop anche l’argento olimpico a Londra 2012, poco spettacolo e tanta confusione nella creazione di uno ‘zoccolo duro’. “Se portassimo qui Messi, Iniesta e qualche altro giocatore – dice Scolari – potremmo provare a giocare come il Barcellona. Ma le caratteristiche che abbiamo sono altre. Dobbiamo costruire una squadra tenendo conto delle qualita’ che abbiamo e, con queste, dobbiamo cercare di offrire un buon calcio”.
La costruzione di una Seleçao vincente potrebbe passare anche per il recupero di ‘senatori’ accantonati forse troppo in fretta. “Molti, tra i nostri giocatori, non hanno mai disputato un Mondiale. Possono compensare la mancanza di esperienza con la gioventù e l’entusiasmo. Però, stiamo pensando anche a calciatori ‘navigati’. Potrebbero essere convocati, nessuno è tagliato fuori e nessuno può essere certo della chiamata”. “Chi ha qualità – spiega ancora – verrà osservato e preso in considerazione. Sceglieremo poi in vista della prima amichevole”, in programma il 2 febbraio con l’Inghilterra.

Conte prova la Juve anti-Toro: fiducia a Giovinco

La Juventus ha fatto le prove anti-Torino in uno Juventus Center di Vinovo come al solito chiuso alla stampa. L’allenamento del mattino, iniziato poco dopo le 11.30, è stato incentrato quasi esclusivamente sulla tattica: il tecnico Antonio Conte (che dalla partita successiva tornarà a sedere in panchina) ha fatto provare la circolazione di palla, i movimenti difensivi e poi quelli offensivi.
Quello contro il Toro sarà il primo derby allo Juventus Stadium e i bianconeri vogliono arrivarci con la formazione migliore, senza però tralasciare la questione Champions League. Proprio in vista della gara di mercoledì contro lo Shakhtar Donetsk, l’allenatore juventino potrebbe decidere di tenere a riposo Vidal, reduce da un sovraccarico muscolare.
Il cileno serve al massimo della condizione in coppa visto che in Ucraina mancherà lo squalificato Marchisio. Dunque, la sua posizione potrebbe essere rilevata da Pogba, con Giaccherini favorito invece su Asamoah.
Quasi certo il recupero di Chiellini in difesa, a destra Lichtsteiner dovrebbe riprendersi il posto, occupato da Isla nella partita con il Milan. In avanti la certezza è una: Giovinco. Conte è sicuro che sarà il suo derby ed è intenzionato a schierarlo dal primo minuto, con al suo fianco uno tra Matri e Vucinic.

(mbocchio)

Ogbonna e Diop, granata veri, cresciuti nella consapevolezza di cosa voglia dire vincere il derby

Derby – 1. Gli animi della tifoseria granata, di per sé già caldi per i pochi biglietti messi a disposizione dalla Juventus, si sono ulteriormente surriscaldati ieri pomeriggio, quando c’è stata una marcata contestazione contro i rappresentanti del Comune alla cerimonia di intitolazione di piazzale Grande Torino, individuato nell’area davanti alla Curva Maratona dello stadio Olimpico

Angelo Ogbonna

Oltre 200 persone hanno interrotto il presidente del Consiglio comunale, Giovanni Maria Ferraris, e l’assessore allo Sport, Stefano Gallo, in rappresentanza del sindaco Fassino (tra l’altro juventino doc), al grido di “Vergognatevi, leccapiedi, siete come la Juve, non si svendono le aree pubbliche”. Motivo del contendere la concessione alla Juventus dell’area della Continassa da pochi giorni accordata al club bianconero, dove tra l’altro, poco più di una settimana fa, Corso Grande Torino è diventato Corso Gaetano Scirea.
Quella che andrà in scena domani sera è destinata ad essere una sfida in cui entrambi i contendenti si presenteranno con i nervi tesi, al di là della logica tensione che la stracittadina ha sempre suscitato.
La Juve è reduce dalla sconfitta di San Siro contro il Milan e penserà anche alla sfida di Chhampions League di mercoledì a Donetsk. I ragazzi di Ventura sono appesantiti dalla gara di Coppa Italia di mercoledì a Siena (perché non è stata posticipata?) e dovranno sfidare anche l’atmosfera surriscaldata dello Juventus Stadium con la rabbia sedimentata per l’immeritata sconfitta di Roma (rigore inesistente) e per non essere riusciti a vincere, domenica scorsa, contro la Fiorentina, pur avendo giocato una grande partita con grande cuore.
Il Torino, che non vince il derby da ben diciotto anni, è ritornato da Siena con una sconfitta per 2-0 che significa esclusione dalla Coppa Italia. Quella granata è stata una formazione largamente rimaneggiata, tuttavia l’allenatore ha bocciato l’atteggiamento del secondo tempo: “Troppo arrendevoli e poco convinti. Ma contro la Juve sarà un’altra storia”.
Inevitabilmente che un cenno di Ventura si sposti sul derby: “Noi saremo arrabbiati neri e chissà che quest’ultimo fattore non possa incidere. I gol stentano ad arrivare? Speriamo arrivino sabato, dove mi auguro non si ripeta il secondo tempo giocato a Siena”.

L’esordio in serie A di Diop contro la Roma

Per quanto riguarda la formazione possiamo fare solo delle ipotesi. Ma le facciamo. Certo il portiere Gillet, in difesa dovrebbero essere sicuri gli affidabili Darmian, Glik e Ogbonna, ancora una volta fortemente richiesto dal Manchester United di Sir Alex Fergusson. Poi Ventura potrebbe puntare su D’Ambrosio (multifunzionale su entrambe le fasce), Basha e Gazzi. A cercare di oltrepassare il muro bianconero dovrebbero pensarci Cerci (rendimento in ascesa), il generoso capitano Bianchi, il “cervello” Santana e, crediamo, Meggiorini, sempre in movimento in ogni zona del campo anche se poi commette grossolani errori in fase di realizzazione. E per questo viene rimbrottato dai tifosi. Ma sarebbe comunque un errore non schierarlo, almeno per uno spezzone, contro la Juve, proprio perché ha in corpo una grande voglia di riscatto. Proprio la grinta che ci vuole per una partita particolare come il derby.
Non tutti i giocatori, benché professionalmente seri, possono dire di essere caratterialmente predisposti per giocare una simile partita, prendendo come parametro di confronto la conoscenza di cosa realmente significhino le maglie granata e bianconera. Ed allora, se da una parte uno dei pochi è certamente Marchisio, nel Toro scegliamo due giocatori: Ogbonna e Diop.
Il primo è ormai una realtà assoluta del calcio italiano, tanto che è entrato nelle scelte del Ct azzurro Prandelli, l’altro (che dovrebbe avere assorbito un recente acciacco fisico) rappresenta l’investimento futuro del Toro, perché ha grandi qualità tecniche e preziosa umiltà caratteriale. Entrambi provengono dalle giovanili dove hanno imparato a conoscere cosa significhi essere del Toro e dove hanno già affrontato sfide con la Juve, seppur nelle categorie inferiori. Ma sanno cos’è la rivalità con il “nemico” di sempre.Quello che stanno vivendo è il sogno realizzato di tutti i tifosi granata: vedere giocare in prima squadra talenti del vivaio, come ai bei tempi del Fila, e magari tenerseli invece che fare cassa quando saranno pronti per il salto di qualità. Forse stiamo galoppando con le ipotesi, forse il Torino le coppe europee le rivedrà tra molti anni, ma uno come Diop potrà far crescere questa squadra, invece che migrare in un club dove un talento come lui sarebbe solo uno dei tanti.

(mbocchio)

Angeli e demoni del derby: quanti scherzetti sotto la Mole

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=KBylqvJyStg[/youtube]

Juventus-Torino 1-2, anno 1976

Angeli e demoni del derby della Mole. Gesti iconici entrati nella leggenda di Juventus-Torino: heroes & villains, direbbero gli inglesi. Ai tifosi giudicare a quale categoria inserire i protagonisti di queste righe, senza pretese di completezza, ma con la giusta dose di amarcord. Perché la Juventus non sarebbe la Juventus senza il Torino, e viceversa.

Boniperti, quello che non poteva – Il miglior marcatore assoluto nei derby di Torino è ancora lui: Giampiero Boniperti. Ne segnò 14, con cinque doppiette, fra il 6 novembre 1949 e il 13 luglio 1958. Giovanissimo, bianconero da poco, venne contattato da Novo, presidente del Grande Torino. “Commendatore, sono della Juve: non posso”. Rifiuto epocale.

Le cinque giornate di Bruno – E’ facile ai cartellini gialli, Pasquale Bruno, e nel derby del 17 novembre 1991 ne piglia due. Al secondo esplode: si scaglia verso l’arbitro. Tentano di fermarlo, lui si sbarazza dei pacifisti. Torna alla carica. Lo bloccano. Si libera. Devono immobilizzarlo. “Solo dopo due minuti e trenta secondi il gioco poteva riprendere”, scrive il giudice sportivo. Otto turni di squalifica. Poi lo sconto famiglia: divennero solo cinque.

Combin nel nome di Meroni – “Magari ne fai tre anche contro la Juve”, lo caricò Gigi Meroni: quel 15 ottobre 1967, Nestor Combin aveva appena segnato una tripletta nel 4-2 alla Samp, e la Farfalla granata così gli disse prima di volare via. Fu l’ultima volta che vide l’amico, Nestor. Poi il dolore, atroce. Sette giorni dopo, quelle tre reti Combin le segnò davvero.

Mi presento: sono Antonio Conte – 1992-93: alla seconda stagione in bianconero, Antonio Conte non ha ancora mai segnato un gol in campionato. Ma il 10 aprile 1993, proprio nel derby, rompe il ghiaccio in apertura. Aguilera fa pari, ma a 9′ dal termine ancora Conte infila Marchegiani. La sua leggenda bianconera nasce lì.

Del Piero, il gol ‘definitivo’ – Segnare in un derby, in trasferta. Farlo di tacco, al volo. Aprire le danze di uno 0-4 con quella che forse è la più bella rete di sempre di una stracittadina sotto la Mole. Alessandro Del Piero, 17 novembre 2002, minuto 6.

Gabetto, il bomber di tutti – Torinese, juventino, granata. Enfant du pays e mito su entrambe le sponde. 7 gol da bianconero contro il Toro, poi a 25 anni alla Juventus lo considerano ormai stagionato e Novo non aspetta altro: 330 mila lire, cambio di sponda. Dei successivi 127 gol nel Grande Torino, 5 sono contro la Juve.

Giagnoni, uomo avvisato… – L’uomo con il colbacco è in panchina. A pochi metri da lui, in campo, c’è Causio. 9 dicembre 1973, al Comunale fa un freddo cane, il Toro perde, è clima derby: il Barone lo sfotte. Giagnoni l’avvisa, lui continua. Sotto il colbacco, Giagnoni perde la testa: pugno allo zigomo, prego s’accomodi fuori. Squalifica. Rimorso sportivo. Tripudio dei tifosi. Leggenda.

Maresca, toro bianconero – 2001-02, all’andata fu rimonta granata, il 3-3 della buca di Maspero e del rigore calciato da Salas alla Pellerina. Al ritorno, fu Maresca: Toro sul 2-1, ma ad un minuto dal termine ecco il colpo di testa del centrocampista bianconero che fa il 2-2 ma, soprattutto, esulta mettendo gli indici sulla fronte a mo’ di corna, mutuando il gesto del rivale Ferrante. Vale doppio.

La… passeggiata di Pulici – Bandierone bianconero posizionato sulla pista, proprio lì da dove si entra in campo. Tutti i granata vi passano a lato, deferenti. Lui, Paolino Puliciclone, no. Lui gli passa sopra. Di lì, non si scappa: chi lo ama, lo fa alla follia. Chi lo odia, pure. Alla fine, saranno 9 le sue reti nei derby: massimo bomber granata contro la Juventus.

Conto alla rovescia – Intanto sono state diramate le designazioni per la 15.a giornata di Serie A. Sarà Gianluca Rocchi l’arbitro del derby in programma sabato sera all’Olimpico di Torino.

(mbocchio)

Nervi tesi in una Juventus che ha scoperto l’affanno

Derby – 1. Quella che si avvicina alla storica sfida con i rivali per eccellenza, il Toro, è una Juventus che medita ancora sulla sconfitta di domenica sera a San Siro contro il Milan. Una battuta d’arresto che ha messo in evidenza una sorta di doppia personalità della squadra di Conte, che fatica ad essere grande con le grandi.

Quagliarella copre il labiale del suo sfogo, domenica sera nella sfida contro il Milan

Ovvero non più invincibile, ma fragile contro le rivali di sempre. Mettiamo mano alle statistiche: la Vecchia Signora ha incontrato tutte le primedonne del campionato: Fiorentina, Roma, Napoli, Inter Lazio e Milan. Il bilancio è stato di 2 vittorie, contro campani e giallorossi, 2 pareggi, con biancocelesti e viola, e altrettante sconfitte. Totale: 8 punti. Ma, soprattutto, ha patito il contraccolpo psicologico dei ko contro le milanesi, in modo particolare quello ad opera dell’Inter, che ha violato l’imbattibilità dello Juventus Stadium e ha interrotto la serie di risultati utili consecutivi che durava ormai da 49 partite.
Nello scorso torneo, la Juventus dopo aver sfidato le sei big della serie A si era portata a casa 14 punti dei 18 a disposizione, quasi il doppio rispetto ad oggi: lo score era di 4 vittorie, 2 pareggi e nessuna sconfitta.
Quella che si appresta a sfidare i granata nella stracittadina della Mole nonostante l’1-0 di San Siro, è comunque la squadra prima in classifica con la miglior difesa ed il secondo attacco dopo la Roma. A tenere banco è poi un certo nervosismo che parrebbe serpeggiare nello spogliatoio, con Quagliarella che domenica sera parrebbe aver detto qualche parola di troppo all’indirizzo del viceallenatore Alessio e con addirittura Bonucci e Marchisio che avrebbero litigato alla fine del primo tempo. E non vengano a dire che le nostre sono fantasie, visto che i giocatori sono stati ampiamente e chiaramente sorpresi in gesti di accentuato nervosismo.

Chiellini segna il gol dell’ultimo successo bianconero nel derby. Era il 7 marzo 2009 e Torino-Juventus finì 0-1

 

Quagliarella, in entrambe le partire decisivo contro il Chelsea, al momento della sostituzione nella gara contro il Milan, seppur coprendosi la bocca con il giubbotto, non è parso particolarmente felice di dover lasciare il posto a Giovinco. Che a sua volta era stato addirittura “beccato” dai tifosi nel match casalingo contro la Lazio, reo di non essere esploso come dalle aspettative.
Bonucci e Marchisio, invece, si sono parecchio agitati ed è stata captata la frase che il centrocampista avrebbe indirizzato al compagno: “Stiamo perdendo per colpa tua”.
La potenza del filtro mediatico juventino ha immediatamente provveduto a minimizzare l’accaduto. “Non so cosa mi abbia detto Quagliarella, non ho sentito nulla perché ero concentrato a guardare la partita”, ha ancora oggi confermato Alessio.
Mentre tra Marchisio e Bonucci c’è stato uno scambio di tweet: “Leo, hai letto del nostro presunto litigio? Mah …”, il cinguettio di Marchisio. A cui è seguita la risposta: “Sono rimasto stupito anch’io!!! … mah … ci vediamo al campo …”.
Tutto questo nella settimana che sta precedendo la sfida contro il Toro, “avvelenata” anche dalla decisione del club bianconero (che giocherà per la prima volta la stracittadina nello stadio di proprietà) di puntare sulla prelazione dei biglietti per i possessori di abbonamento, di fatto riducendo ai minimi termini i quantitativi di tagliandi a disposizione dei tifosi granata.
Torniamo ai numeri, per sezionare l’attuale stato di salute della Juve. Ad eccezione per le sei reti di Pescara, in campionato Vucinic e compagni sono andati a segno solo una volta in tre incontri e, per di più, con un gol viziato da fuori gioco, quello di Vidal contro i nerazzurri. E questo è un altro sintomo da non sottovalutare.
Le cause di questo malessere generale? Forse stanno influendo le fatiche di Champions League. Ma sicuramente sta incidendo pure la campagna acquisti estiva e l’assenza, anche quest’anno, del famoso top player in attacco, che potrebbe finalmente arrivare solo da un approdo agli ottavi di finale in Europa.
E’ compito soprattutto di Antonio Conte individuare la strada giusta per risolvere i problemi: tornerà a tempo pieno in panchina l’8 dicembre nella trasferta di Palermo e vorrebbe riprendere la squadra prima in classifica come l’aveva lasciata. Al fedele Alessio l’arduo compito, e l’ultimo sforzo coincide anche con la consapevolezza che quella con il Toro è una gara che, indipendentemente da tutto, non sui può perdere. Come dicono tutti coloro che vivono la fede bianconera.

(mbocchio)

Ultra Toro contro Comune, “come la Juve”

Dura contestazione dei tifosi del Torino contro i rappresentanti del Comune alla cerimonia di intitolazione di piazzale Grande Torino. Oltre 200 persone hanno interrotto il presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Maria Ferraris, e l’assessore allo Sport, Stefano Gallo, al grido di “Vergognatevi, leccapiedi, siete come la Juve, non si svendono le aree pubbliche”. Motivo del contendere la concessione alla Juventus dell’area Continassa da pochi giorni accordata al club bianconero.