Real maestro di rimonte

Il Real Madrid 1985-‘86 è paragonabile a Lazzaro per tutte le volte in cui è risorto. Gli spagnoli perdono in casa di AEK Athens, Borussia Mönchengladbach, Neuchâtel Xamax, Inter e 1. FC Köln – ma vincono comunque la Coppa Uefa.

Grandi rimonte

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La rimonta più clamorosa arriva contro il Borussia Mönchengladbach al terzo turno. Dopo aver perso per 5-1 in Germania, il Real trionfa per 4-0 in casa e si qualifica grazie alla regola delle reti segnate in trasferta. Le Merengues devono compiere un’impresa anche contro l’Inter nella rivincita della semifinale dell’anno prima. All’andata i nerazzurri vincono per 3-1, ma al ritorno per il Real vanno in rete Hugo Sánchez e Carlos Santillana – una doppietta a testa – e Rafael Gordillo.

La coppia terribile, Santillana e Juanito

Prolifico Allofs

Questa incredibile capacità di superare le difficoltà rende gli spagnoli i favoriti per la vittoria finale. L’avversario è il Köln impostosi su Sporting Gijón, Bohemians Praha, Hammarby, Sporting Clube de Portugal e KSV Waregem. I tedeschi – eterni semifinalisti – sono alla loro prima finale europea e contano tra le loro fila su Klaus Allofs, capocannoniere del trofeo. Proprio l’attaccante apre le marcature al Santiago Bernabéu.

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Real Madrid-Inter 1986

I Blancos festeggiano la Coppa Uefa 1986

Il Real replica
Dopo la rete, però, l’iniziativa passa nelle mani degli uomini in bianco. Sánchez, Gordillo e Jorge Valdano vanno in rete prima dei gol nel finale di Santillana e ancora Valdano. Il Köln conquista l’onore delle armi vincendo 2-0 nel ritorno all’Olympiastadion di Berlino, ma la Coppa Uefa resta per il secondo anno consecutivo nella mani del Real.

servizio di Mario Bocchio

Mou, con Cristiano, ci crede: “Può succedere qualsiasi cosa”

Cristiano Ronaldo ci sarà. L’attaccante del Real Madrid, convalescente per un infortunio muscolare alla coscia sinistra, si è allenato regolarmente e dovrebbe giocare domani contro il Borussia Dortmund nella partita di ritorno delle semifinali di Champions League al Bernabeu. Il miglior realizzatore della Champions League 2012-13 ha partecipato alla sessione di allenamento del Real insieme ai suoi compagni di squadra effettuando il riscaldamento e gli esercizi con il pallone. Il portoghese, colpito alla coscia sinistra mercoledì scorso durante il match d’andata, per precauzione non aveva disputato sabato sera il derby contro l’Atletico, vinto dal Real 2-1, e ieri si era allenato a parte. “Rimonta? Dobbiamo giocare, cercare di fare subito un gol e poi provare a segnarne altri, bisogna pensare minuto per minuto, fino all’ultimo sospiro della partita. Se giochiamo come a Dortmund non abbiamo speranze per passare il turno e nemmeno per vincere. Se giochiamo come sappiamo, con lo spirito di squadra che necessita una gara del genere, può succedere qualsiasi cosa”. José Mourinho crede che il suo Real Madrid possa ribaltare il risultato con il Borussia Dortmund e arrivare in finale di Champions League. Il tecnico portoghese, nonostante le voci, non crede che questa sarà la sua ultima gara in Champions sulla panchina del Real.

Questione futuro – “Contatti tra Real e Ancelotti? Chiedete ad Ancelotti non a me. Domani è la partita più importante della storia del Madrid negli ultimi dieci anni e non credo sia la mia ultima. La gara di Dortmund l’abbiamo giocata come fosse un’amichevole e questo mi fa molto arrabbiare. Allenare il Portogallo ai Mondiali 2014? E’ impossibile”, aggiunge Mourinho parlando del suo futuro. Sull’approccio che i blancos dovranno avere, lo Special One dice: “il modo per motivare giocatori e il tifo è raggiungere un risultato diverso da quello di Dortmund. I tifosi si motivano giocando bene e vincendo. Qualcuno può pensare che motivo la gente con video o parole, ma io lo faccio con i risultati”. Se dovesse non qualificarsi per il tecnico non sarà un problema. “Spero di avere almeno altri 10 anni per continuare a vincere, se non vinco ora non è un problema. Ci sono grandi allenatori che non hanno mai vinto la Champions, io ne ho vinte già due….”.

“Ho parlato con Zanetti. E’ pronto a tutto, lotterà per tornare” – José Mourinho risponde così alle domande sul grave infortunio di Javier Zanetti. Il capitano dell’Inter si è procurato una lesione al tendine d’Achille della gamba sinistra e dovrà restare fermo per diversi mesi. Nella conferenza stampa alla vigilia della sfida di Champions con il Borussia, il tecnico del Real Madrid glissa quando si parla delle lamentele di Mario Balotelli, che si sente penalizzato dagli arbitri italiani: “Nella stessa domanda Balotelli e Zanetti?”.

(rassegna stampa)

Beckenbauer: “Il Barça userà tutti i mezzi, leciti e non …”

“Il Barcellona userà ogni mezzo per eliminare il Bayern Monaco dalla Champions. Utilizzeranno metodi leciti e illeciti. Hanno l’orgoglio ferito”. Il presidente onorario del Bayern Monaco, Franz Beckenbauer, mette in guardia, in un’intervista alla Bild, i suoi giocatori sui pericoli che li aspettano al Nou Camp, nella semifinale di ritorno della Champions League contro i catalani, malgrado i 4 gol di vantaggio dei bavaresi.
La leggenda del calcio tedesco insiste sulla possibile mancanza di sportività dei blaugrana: “Il Barcellona non si considera sconfitto. Faranno di tutto per ribaltare il risultato. Provocheranno e useranno tutti i trucchi del mondo”. Il ‘Kaiser’ sembra anche preoccupato che i calciatori del Barcellona vogliano spostare la partita sui duelli personali: “I nostri giocatori non devono farsi trascinare in questo tipo di tranelli”. La preoccupazione dei bavaresi riguarda anche il rischio ammonizioni che costerebbero la finale a diversi giocatori: Philipp Lahm, Bastian Schweinsteiger, Dante, Javi Marti’nez, Luiz Gustavo e Mario Gomez, come sottolineato dall’allenatore Jupp Heynckes: “I miei calciatori devono giocare in maniera molto disciplinata”.

La risposta di Mou: “Lo dissi io e fu bufera” – “Oggi ho letto delle dichiarazioni di una persona che parlava di mezzi leciti e altri illeciti. Quando io stavo all’Inter e parlai di cose simili, tutti mi hanno dato addosso”. Durante la sua conferenza stampa alla vigilia di Real-Borussia, Josè Mourinho ha voluto dire la sua anche sulle dichiarazioni di Franz Beckenbauer, secondo il quale mercoledì il Barcellona, pur di rimontare lo 0-4 dell’andata contro il Bayern, “userà tutti i mezzi a disposizione per riuscirci, quelli ammessi dal regolamento e anche quelli illeciti”. “Io non lo potevo fare – ha detto ancora Mourinho -, oggi invece si può parlare di questo”.

(rassegna stampa)

Zanetti: “Vorrei tornare almeno per una partita”

“Dopo una carriera del genere, almeno una partita vorrei farla davanti ai miei tifosi e mi auguro che sia più di una”: sono le parole a Inter Channel di Javier Zanetti – che ha ricevuto anche la chiamata di Mourinho – dopo il grave infortunio a Palermo. Il giocatore ribadisce l’intenzione di voler guarire al meglio per tornare a giocare. “Dopo l’operazione – spiega il capitano dell’Inter – penso alla riabilitazione per tornare a giocare. Nella mia testa c’è questa convinzione e farò tutto con grande calma per cercare di guarire al meglio. Immediatamente mi sono reso conto che si trattava di qualcosa di grave e che poteva essere il tendine. Fa parte del mio lavoro. Questo infortunio è arrivato quando ho quasi 40 anni. Con tutta serenità – prosegue – cercherò di guarire”. Zanetti ammette la difficoltà di ricominciare alla sua età anche se dice: “la mia intenzione è guarire bene per poi riabilitarmi con il nostro staff medico, uno dei migliori. Quando starò bene, tornerò per giocare. Dopo una carriera come la mia, almeno una partita vorrei farla davanti ai miei tifosi e mi auguro che sia più di una”. Zanetti ringrazia per i tanti messaggi d’auguri ricevuti e rivolge un pensiero ai suoi compagni di squadra: “bisogna stare vicino a questi ragazzi in questo finale non semplice di stagione.

Le prime parole dopo l’infortunio – “La mia carriera non è finita ma da tanto tempo dovevo cambiare le gomme. Voglio tornare più forte di prima”: queste le prime parole di Zanetti, all’uscita del Policnico San Matteo, dopo aver avuto la conferma della rottura del tendine d’achille del piede sinistro. “Mi dispiace – prosegue Zanetti – non dare una mano ai miei compagni, ma sono fiducioso, ce la possono fare a raggiungere l’Europa League”. Stramaccioni rimarrà sulla panchina nerazzurra? “Decide la società che vuole fare un’Inter sempre più forte nella quale giocherò anche io. Ringrazio tutti i colleghi che mi hanno scritto”. Grande fair play del capitano sui cori offensivi dei tifosi del Milan: “Sono cose che capitano…”.

Lesione dell’adduttore per Silvestre – Non solo Zanetti. Lesione di secondo grado dell’adduttore lungo della coscia destra per Matias Silvestre: questo l’esito degli esami ai quali si è sottoposto il difensore dell’Inter, infortunatosi nel match contro il Palermo. Con lo stop del difensore argentino salgono a quindici gli indisponibili per Andrea Stramaccioni.

(rassegna stampa)

Il dopo derby: parlano Marchisio e Cerci

Claudio Marchisio nella zona mista

Claudio Marchisio è andato nuovamente in rete in un derby della Mole. Quest’anno ha realizzato 6 reti, 3 delle quali proprio al Toro: “In effetti questa partita mi porta bene. Sono contento per la vittoria che ci porta a un passo dallo scudetto. Ora abbiamo l’occasione di festeggiare in casa con i nostri tifosi, anche se l’avversario sarà un Palermo obbligato a cercare punti pesanti per salvarsi. Si è ripetuta la gara dell’andata quando abbiamo avuto tante difficoltà prima di segnare. Oggi abbiamo mostrato grande carattere”.

La pericolosità di Vidal (nella foto sotto)

Quella contro i granata è stata una partita dove avete difeso bene e non avete mai rischiato. Pensavi che alla fine sarebbe finita in pareggio o…?: “Sono state due partite simili, anche all’andata abbiamo avuto molte difficoltà e non eravamo riusciti a trovare subito il gol. Oggi la stessa cosa e dopo l’espulsione di Glik siamo riusciti a sbloccare definitivamente la partita”.

Alessio Cerci risponde alle domande dei giornalisti

Schietto e sincero come sempre Alessio Cerci proprio non ce la fa a tenersi dentro la rabbia e la delusione per la sconfitta: “Al termine dell’ennesima buona partita, anche questa volta torniamo a casa senza punti. Dico la verità: in campo io non me ne sono accorto, e quindi posso anche scusare il guardalinee e l’arbitro, ma l’assistente di porta come ha fatto a non vedere l’evidentissima trattenuta di Bonucci su Jonathas? Eravamo a dieci minuti dalla fine, con quel rigore più espulsione dell’avversario, chissà avremmo potuto noi passare in vantaggio e poi magari vincerlo pure questo derby. Come si fa a non dare un rigore così?”.

La trattenuta di Bonucci su Jonathas

L’interrogativo retorico ovviamente non trova e non troverà risposte. L’analisi si sposta poi sui temi generali del campionato: “Nelle ultime partite abbiamo giocato bene, ma raccolto poco anzi nulla. Non dobbiamo piangerci addosso ma reagire con la forza che abbiamo dentro di noi: ci restano quattro partite da giocare, siamo padroni del nostro destino e adesso dobbiamo solo preoccuparci di fare gli ultimi punti necessari per la permanenza del Toro in serie A”.

dall’inviato a Torino Mario Bocchio

Il dopo derby: parlano i due allenatori

Il tecnico del Toro, Giampiero Ventura

Giampiero Ventura è rammaricato per la sconfitta rimediata nel derby della Mole contro la Juventus di Antonio Conte.
“Siamo una neopromossa e sapevamo di poterci trovare in questa posizione di classifica nel finale – ha detto il tecnico del Toro -. Ora dobbiamo solo concentrarci e trovare i punti che mancano alla salvezza senza avere paura”.
“Mi spiace per i giocatori che hanno una gran voglia di ottenere quello che meritano. È un’annata in cui è successo di tutto e dobbiamo prenderci presto i tre punti che mancano alla salvezza – ha ribadito Ventura -. Dopo una sconfitta non si può essere soddisfatti, anche se abbiamo tenuto testa alla Juventus concedendo poco o nulla ai nostri avversari nonostante l’emergenza”.
Antonio Conte ha accolto con orgoglio la vittoria della sua Juventus nel derby di Torino. Ora i bianconeri sono ad un punto dallo scudetto: “Abbiamo preparato la partita nei minimi dettagli; abbiamo fatto la gara, anche se il Torino ha tenuto bene il campo e ci ha reso difficile la vita. Manca solo un punto per la matematica certezza dello scudetto e credo che sarebbe fantastico vincere con tre giornate d’anticipo”.

Antonio Conte, allenatore della Juventus

Le due reti nel finale hanno spezzato l’equilibrio: “I ragazzi anche questa volta hanno dimostrato il proprio carattere in una gara difficile come il derby e in un clima infuocato. Potevamo accontentarci e invece abbiamo giocato come sappiamo e cercato la vittoria fino alla fine. Giochiamo sempre per vincere e dovremmo cercare di farlo sempre senza fare calcoli”.
Poi ha punto punto: “Abbiamo fatto una grande annata nonostante la partenza a ruote sgonfie a causa di una squalifica ingiusta di 4 mesi che mi è stata inflitta”.
Il modulo ad una sola punta rischia di creare qualche mugugno tra gli attaccanti: “Faremo tutte le valutazioni per far coesistere tutti i centrocampisti di qualità nella squadra. Un allenatore deve riuscire a schierare tutti i migliori contemporaneamente e questa soluzione mi piace molto. Pogba è cresciuto tanto e tenere fuori un centrocampista mi dava dei problemi. Non è una formula che rinnega le due punte e che ci permette di avere maggiore imprevedibilità in attacco. Capisco che ci siano le polemiche, perchè è inevitabile poi che i giornalisti debbano fare il loro lavoro e che siano cattivi e o che si facciano cattivi pensieri sulle mie scelte, ma noi siamo sereni. Lavoro con un gruppo fantastico dove tutti sono a disposizione della squadra e che sopportano il mio martellamento continuo. Matri e Quagliarella sono stati fondamentali, così come Giovinco: hanno giocato gare importanti e hanno fatto bene. In questo momento del campionato avevo bisogno di fare qualcosa di diverso per avere un’alternativa valida”.

dall’inviato a Torino Mario Bocchio

Tutto derby: decisivo il solito Vidal

Le due tifoserie

Il derby della Mole, il 186° in gare ufficiali, è stato il match che tutti hanno atteso. Certo, la vittoria del Napoli a Pescara ha tolto della suspence a questa sfida, che ha sempre dalla sua il fascino della storia e della tradizione.
La Juve voleva vincere per avvicinarsi allo scudetto, il secondo consecutivo, e il Torino aveva (e ha bisogno) bisogno di punti importanti per allontanarsi dalla zona rischiosa della retrocessione. Eppure, nonostante la posta in palio, il risultato non si è sbloccato facilmente.
I bianconeri sembravano comandare ma faticavano a concludere, fino a pochi minuti dalla fine del match quando è arrivato il gol di Vidal.

Lo juventino Pogba, uno dei migliori del derby

E da lì è successo tutto. Pochi minuti dopo ha raddoppiato Marchisio, che ha chiuso il derby sul 2-0 per i bianconeri. Il Torino non ha più reagito. La Juve si prepara a festeggiare lo scudetto domenica prossima contro il Palermo in casa.
Il centrocampista bianconero Arturo Vidal, che ha segnato la rete che ha sbloccato il risultato, ha tenuto a far sapere: “È il gol più importante da quando sono qui, ora manca davvero poco alla vittoria dello scudetto. È stata una partita difficile, il Torino gioca molto bene e tatticamente sono disposti bene”.
C’ è stata tensione tra le due tifoserie a poco più di un’ora dal fischio d’inizio.
Un gruppo di tifosi granata ha infatti cercato di venire a contatto con decine di ultras bianconeri che stavano terminando un corteo autorizzato. Le forze dell’ordine sono intervenute e hanno tenuto lontano le due fazioni. Alcuni juventini hanno poi esploso petardi e bombe carta mentre stavano entrando nello stadio. Nessun ferito, sono stati strattonati alcuni reporter.

Vidal abbraccia Mister Conte dopo il gol

È stato però gesto spregevole a far salire la tensione in vista della stracittadina. E’ stata infatti oltraggiata la lapide di Gigi Meroni, posta dove il centrocampista granata perse tragicamente la vita nel 1967. Un’offesa alla memoria granata che inevitabilmente ha aumentato la tensione nell’immediata vigilia della partita.
Insomma, un altro gesto davvero brutto dopo lo striscione su Superga apparso all’andata nella curva bianconera.

dall’inviato a Torino Mario Bocchio

Galliani apre a Seedorf: “I grandi ex sono tutti papabili”

Al centro di continue voci che vogliono sempre più incerto il suo futuro sulla panchina del Milan, Massimiliano Allegri ha ricevuto un messaggio di solidarietà da parte della Curva Sud rossonera. Prima della partita contro il Catania, infatti, gli ultrà del Milan hanno esposto uno striscione con scritto: ‘Più rispetto per il nostro mister Allegri’.
“Tutti quelli che hanno fatto grande la storia del Milan entrano in conclave il giorno in cui va via Allegri. Poi chi esce Papa non si sa. Ma lasciamo stare Allegri”: così Adriano Galliani ha commentato l’ipotesi che Clarence Seedorf possa essere il prossimo allenatore rossonero nei piani del presidente Silvio Berlusconi, come emerso dalle ricostruzioni di alcuni giornali. “Non smentisco nè confermo nulla – ha tagliato corto l’ad del Milan a Sky – faccio presente che non ci sono virgolettati di Silvio Berlusconi”
“Da tutto il pomeriggio sento parlare di Allegri, da mesi se ne parla, quindi passiamo alla seconda domanda”, ha esordito Galliani, intervistato da Sky prima dell’inizio di Milan-Catania, ma l’ad milanista non ha potuto evitare le domande sul destino dell’allenatore e sulle ipotesi che al suo posto possa arrivare un ex rossonero come Seedorf, molto stimato da Berlusconi. “Noi abbiamo solo amici sulla panchina del Milan, passata, presente e futura. La passione del presidente per i suoi ex grandi campioni è assolutamente reale, per Seedorf come per tutti quei giocatori che hanno portato il Milan in vetta al mondo, a cominciare – ha spiegato Galliani – da quel signore (Panucci, negli studi di Sky come opinionista, ndr) che ha vinto la coppa dei campioni ad Atene. E anche Billy (Costacurta, altro opinionista negli studi dell’emittente) è un papabile: tutti quelli che hanno fatto grande la storia del Milan entrano in conclave il giorno in cui va via Allegri. Poi chi esce Papa non si sa. Ma lasciamo stare Allegri”.
Adriano Galliani non ha negato l’esistenza di un’offerta di 35 milioni di euro del Manchester City per El Shaarawy ma ha assicurato che il Milan “non intende cederlo”. “Ma no, 35 milioni non c’è o qualcosa c’è… – ha esordito vago l’ad rossonero – E’ chiaro ed evidente che un ragazzo di 20 anni, titolare della Nazionale italiana, che ha fatto i gol di El Shaarawy quest’anno è uno di quei giocatori che possono avere grande mercato. Ma assolutamente non intendiamo cederlo, abbiamo la coppia della Nazionale italiana e ce la teniamo stretta”.

(rassegna stampa)

Pazzo Milan, rimonta al Catania: 4-2 ed è ancora terzo

Nel posticipo della 34.a giornata i rossoneri vanno per ben due volte sotto (gol di Legrottaglie e Bergessio) ma prima riequilibrano la gara con Flamini e Pazzini e poi ancora l’ex attaccante dell’Inter segna il 3-2. Chiude Balotelli su rigore.

MILAN-CATANIA 4-2
30′ Legrottaglie (C), 45′ Flamini (M), 65′ Bergessio (C), 74′ e 77′ Pazzini (M), 92′ rig. Balotelli (M)

Clamoroso a San Siro! In una singolare rivisitazione di un celeberrimo Sandro Ciotti in un Catania-Inter del 1961, quella vista a San Siro è stata una gara entusiasmante, ricca di colpi di scena, di gioia, ansie e paure, appunto clamorosa. Perché se è vero che ha vinto la squadra favorita, ovvero il Milan, è indubbio il fatto che il successo rossonero abbia avuto dell’incredibile anche per i risvolti di classifica che porta con sé dopo tre partite senza successi. Due volte sotto, sempre ad inseguire per finire con il sorpasso ottenuto a firma dell’uomo meno atteso, quel Giampaolo Pazzini subentrato a Nocerino per un Milan a trazione anteriore nel tentativo di riacciuffare una partita che si era messa come peggio non poteva. Dopo il pari di Flamini (terzo gol in quattro partite) a riequilibrare la rete di Legrottaglie e dopo un primo tempo trascorso a prendere di mira la porta del Catania ottimamente custodita da un Frison assurto a grande protagonista, nella ripresa i rossoneri erano nuovamente capitolati al termine di un mortifero contropiede finalizzato dal cucchiaio di Bergessio.
Quando il terzo posto e le chance di conquistare il preliminare di Champions sembravano allontanarsi è spuntato il troppo sottovalutato Pazzini, travestitosi da uomo della Provvidenza: due gol in tre minuti e sorpasso effettuato. Il resto della gara ha visto un Milan in controllo e la squadra di Allegri (sostenuto dalla curva a dispetto delle ricorrenti voci di mercato) ha saputo ben gestire il vantaggio, poi aumentato dal rigore siglato da Balotelli, nonostante abbia dimostrato, talvolta, qualche amnesia difensiva dovuta probabilmente all’esaurirsi delle energie dopo una rimonta in campionato che è stata lunga e faticosa. Tuttavia, se la spia della riserva non è ancora accesa bisognerà gestire al meglio le forze in vista del rush finale, a cominciare dal match contro il Torino, altro viatico per cercare di tenere a debita distanza la Fiorentina

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Un Chelsea da Oscar, Walcott illude: lo United pareggia

Non approffitta del turno casalingo l’Arsenal che nel big match della 35.a giornata di Premier non riesce a rimanere davanti al Chelsea. I Gunners hanno pareggiato all’Emirates 1-1 contro il già campione Manchester United. Al gol di Theo Walcott ha risposto Van Persie su calcio di rigore. Sono stati, invece, i Blues a trarre vantaggio dalla frenata dell’Arsenal. La squadra di Benitez ha avuto la meglio sul già tranquillo Swansea con un uno-due micidiale a firma di Oscar e Lampard (su rigore). Verdetti in zona retrocessione: lo 0-0 del Madjeski Stadium tra Reading e Qpr ha sancito la discesa in Champioship per entrambe le formazioni.

Liga
In Spagna dopo gli anticipi del Barcellona (pari con l’athletic) e del Real Madrid (successo nel derby con l’Atletico), il Granada ha espugnato il campo dell’Espanyol con un gol di Nolito mentre il Malaga ha consolidato la quinta posizione con il successo per 2-1 sul Getafe.

Bundesliga
In Germania, dopo i verdetti per quanto riguarda la vetta e la coda Mainz e Eintracht impattano 0-0 mantenendo rispettivamente il quinto e il decimo posto. Lo Schalke consolida la quarta posizione liquidando con un netto 4-1 l’Amburgo grazie a una tripletta di Huntelaar e alla singola di Bastos.

Ligue 1
Il titolo di Francia è sempre più vicino al Psg. Gli uomini di Carlo Ancelotti hanno infatti ottenuto un importante quanto sofferto successo sul campo dell’Evians (0-1). A decidere l’incontro è stato Javier Pastore. Mentre nel finale è stato espulso Verratti. Il Psg torna a +9 sul Marsiglia secondo e allunga su Lione e St. Etienne che hanno pareggiato 1-1. Nell’altro match di giornata 3-1 del Nizza sul Troyes.

(rassegna stampa)