Quanto vale questa Italia senza Balotelli?

Il problema del club Italia a Fortaleza è un bel rompicapo. Come si scala la montagna della Spagna, campione del mondo, senza disporre degli artigli, del tacco magari, oltre che della potenza fisica di Mario Balotelli? La soluzione è una sola e fa tornare alla mente la storica battuta del paron Rocco: «Che vinca il migliore? Sperem de no!».
Ma oltre che studiare alchimie tattiche, si può anche cercare nelle carte della Nazionale di Prandelli qualche spunto capace di dettare un pizzico di fiducia per i sodali azzurri rimasti senza la falcata del milanista, i suoi corpo a corpo, le sue proteste, i suoi tweet che smascherano improbabili dichiarazioni. «Dobbiamo stare più attenti in difesa e fare il nostro gioco» detta Maggio. Sembra una ricetta elementare, facile facile. E invece forse può essere proprio questa la soluzione al problema numero uno dell’Italia sbucata a Fortaleza per la semifinale della Confederation cup contro la Spagna, che agli ultimi Europei abbiamo affrontato due volte (1-1 nel gironcino, sconfitta 4-0 in finale). La distrazione di primo grado, rimediata nella sfida col Brasile, dal ragazzone bresciano non ha procurato una lesione muscolare ma la formazione di un edema del vasto laterale del quadricipite: tradotto vuol dire che non è il caso di rischiare e quindi il bomber torna a casa, come è già successo ad Abate. Solo che SuperMario è un eroe, e gli eroi fanno fatica ad arrendersi: «Mi sento un perdente ad andarmene così – si è sfogato ieri -. Vorrei restare qui, ma c’è il preliminare di Champions e quindi mi devo curare.
Comunque i miei compagni di nazionale faranno bene anche senza di me». Già, perché la Nazionale senza Balotelli non è un inedito assoluto. Basta scorrere l’attività del club Italia dall’agosto del 2010 (notte del debutto, al fianco di Cassano, a Londra con la Costa d’Avorio) per capire che il calcio italiano è già riuscito a fare a meno di Mario e delle sue imprese balistiche. La sua carriera in azzurro sintetizzata da alcune cifre (25 presenze, 10 gol firmati) è soltanto all’inizio. Anche l’europeo, il suo trampolino di lancio, il capolavoro assoluto i due lampi alla Germania in semifinale, non fu fondato sulla pietra di Balotelli, tenuto al riparo prima, lanciato dopo quasi un’ora contro la Spagna nel girone e quindi diventato, tappa dopo tappa, uno dei protagonisti.
Per arrivare all’europeo, Prandelli ha fatto spesso a meno di Balotelli rimasto invischiato nelle secche del City, oppure in qualche “balotellata” delle sue e perciò fuori dal giro azzurro. Sono state addirittura 14 le sfide saltate da Mario tra il debutto assoluto di Londra nell’agosto del 2010 e il Brasile di sabato notte a Salvador de Bahia, giugno del 2013: e nel periodo di assenza, passata sotto silenzio, non sono mancati i rivali illustri, tipo la Germania, ad esempio, o addirittura la Spagna piegata in amichevole, nello stadio di Antonio Cassano, agosto del 2011, con gol di Montolivo e Aquilani. Certo, il ct si arrangiò con un bel numero di guastatori fornitigli dal campionato italiano e non solo. Per esempio si affidò a Pazzini, oppure puntò su Pepito proveniente dalla Liga nei panni di nuovo Rossi per mettere al sicuro l’amichevole di Kiev con l’Ucraina (raddoppio di Matri). È il caso allora di rivolgersi alla cooperativa azzurra per tirare fuori dalla notte di giovedì quelle risorse che appartengono di solito ai gruppi di uomini veri, prima che calciatori di rango. Nel ritiro blindato di Fortaleza, è vero, non ci sono sostituti che accendono la fantasia dei tifosi e nemmeno candidature che possano stuzzicare la fantasia di Cesare Prandelli. Con Destro dirottato in Israele per l’europeo dell’under 21, con Pazzini ko per un intervento al ginocchio e Osvaldo fuori per codice etico (il famoso insulto rivolto al suo allenatore Andreazzoli), c’è poco da inventare. Scontato il nome di Gilardino, oggi irriconoscibile rispetto a quel centravanti che fece la fortuna di Parma, Milan e Fiorentina. Da fantascienza una fanteria cinese con El Shaarawy e Giovinco, e il sostegno di Giaccherinho.

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Calcio, sospetti di frode fiscale: perquisiti 41 club di A, B e serie minori. Coinvolti Napoli, Inter e Milan

Calciomarcio, nuovo capitolo. Questa volta le scommesse non c’entrano: la Guardia di Finanza ha effettuato perquisizioni nelle sedi di 41 club di A, B e serie minori, tra cui Napoli, Juventus, Lazio, Roma, Inter e Milan, per verificare eventuali irregolarità fiscali. Pesante l’accusa: associazione a delinquere finalizzata all’evasione e al riciclaggio. Tutto nasce dall’inchiesta della procura di Napoli per frode fiscale: per quanto riguarda il club del presidente Aurelio De Laurentiis, gli agenti hanno perquisito la sede di Castelvolturno e quella della Filmauro a Roma. L’obiettivo delle Fiamme gialle è acquisire i contratti dei calciatori. L’indagine, secondo quanto si apprende, nasce un anno fa dopo che gli uomini delle Fiamme Gialle acquisirono i contratti tra calciatori e procuratori nella sede del Napoli. Un’indagine è in corso anche sui rapporti tra calciatori, società e i procuratori sportivi (tra gli altri, Alejandro Mazzoni e Alessandro Moggi, figlio di Luciano). Il sospetto è quello di evasione fiscale mediante sistematica fatturazione di operazioni negoziali inesistenti. Tra i contratti sotto esame anche quelli di Legrottaglie, Nocerino, Lavezzi, Campagnaro.

Tutte le 41 squadre coinvolte – Ecco l’elenco completo dei 41 club coinvolti. Diciotto i club di serie A (alcuni dei quali retrocessi alla fine della stagione scorsa): Chievo, Milan, Inter, Siena, Roma, Fiorentina, Atalanta, Pescara, Genoa, Juventus, Torino, Parma, Lazio, Napoli, Udinese, Sampdoria, Palermo e Catania. Undici le società di serie B: Cesena, Bari, Livorno, Brescia, Reggina, Crotone, Juve Stabia, Spezia, Ternana, Grosseto e Vicenza. Gli altri dodici club coinvolti sono: Gubbio, Benevento, Portogruaro, Andria Bat, Lecce e Albinoleffe (Lega Pro – prima divisione); Mantova e Lecco (Lega Pro – seconda divisione); Foggia (terza categoria); Cosenza (serie D, in fallimento); Piacenza e Triestina (radiate dalla Federcalcio).

Tutti i calciatori coinvolti – Ecco l’elenco completo dei calciatori sui cui contratti sta indagando la Procura. Ezequiel Lavezzi, Adrian Mutu, Jesùs Datolo, Alessandro Pellicori, Alessio Tacchinardi, Antonio Nocerino, Brayan Perea, Ciro Immobile, Cristian Molinaro, Cristian Stellini, Franceschini, Davis Curiale, Domenico Danti, Riccardo Innocenti, Emanuele Calaiò, Erjon Bogdani, Fabio Liverani, Federico Fernandez, Ferdinando Sforzini, Francesco Cozza, Francesco De Rose, Francesco Tavano, Cristian Chavez, Gabriel Paletta, Gaetano D’Agostino, Gennaro Scarlato, Germàn Denis, Giuseppe Sculli, Giuseppe Statella, Guglielmo Stendardo, Guido Davì, Joel Acosta, Ignacio Fideleff, Aldo Paniagua, Marco Cassetti, Marek Jankulovski, Marius Stankevicius, Massimo Oddo, Matteo Contini, Matteo Paro, Mattia Graffiedi, Dorlan Pabòn, Bruno Arcari, Nicolàs Bianchi Arce, Nicola Legrottaglie, Bruno Mora, Nicolàs Amodio, Pablo Fontanello, Pasquale Foggia, Bryan, Battaglia, Rubén Botta, Salvatore Aronica, Tomàs Guzman, Hugo Campagnaro.

Giocatori sudamericani nel mirino – Gli investigatori stanno esaminando i contratti delle operazioni di compravendite e di rinnovo del rapporto di prestazioni sportive a livello nazionale e internazionale, ed eventuali diritti di opzione, ma anche la gestione del patrimonio aziendale e le modalità di riferimento in bilancio dei giocatori professionisti. Sotto esame le modalità di utilizzo dei diritti pluriennali riguardanti le prestazioni oggetto di rivalutazione, le eventuali transazioni intercorse tra le diverse società calcistiche con finalità spalma-debiti. Nel mirino anche l’attività cosiddetta di scouting, la gestione dei diritti di immagine e dei diritti televisivi e il trattamento tributario delle operazione di compravendita dei calciatori e eventuali fenomeni di estero-vestizione. Nelle sedi delle 41 società perquisite nell’ambito dell’inchiesta dei pm di Napoli Ardituro, Ranieri, De Simone e Capuano, pool cordinato dall’aggiunto Giovanni Melillo, sono stati acquisiti in particolare i contratti dei calciatori sudamericani, in particolare argentini e brasiliani. Acquisiti anche i bilanci. L’obiettivo è accertare le modalità con le quasi sono state indicate plusvalenze per le gestioni successive che in realtà non erano possibili scrivere e stornare nei conti economici. Presi anche contratti pubblicitari di alcuni calciatori di serie A per accertare reati di evasione fiscale. Tra le ipotesi investigative, il riciclaggio internazionale di soldi provenienti da acquisti di babycalciatori sudamericani.

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Carlo Ancelotti allenerà il Real: firmato un contratto di 3 anni

Il tecnico emiliano, che la scorsa stagione ha vinto la Ligue 1 con il Paris Saint Germain, ha firmato un triennale con il club di Florentino Perez. “Domani – fa sapere il Real attraverso il proprio sito – la presentazione alle 13 al Santiago Bernabeu”.
Praticamente in contemporanea con l’approdo di Ancelotti al Real, il Paris Saint Germain ha ufficializzato l’ingaggio di Laurent Blanc. L’ex ct della Francia, che prende appunto il posto di Ancelotti sulla panchina dei campioni della Ligue 1, ha firmato un contratto di due anni con opzione per il terzo.

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Ogbonna, ormai è sì alla Juve

Due grandi, storiche rivali che potrebbero farsi un favore reciproco, complici i diversi intrecci del calciomercato.
Si tratta di Juventus e Torino. I campioni d’Italia sono da tempo sulle tracce di Angelo Ogbonna, i granata cercano l’erede di Rolando Bianchi per il centro del loro attacco.
In attesa di sapere come andrà a finire la telenovela Higuain, la Juventus è pronta a chiudere per l’italonigeriano. Secondo la Gazzetta dello Sport, la Juventus avrebbe trovato la formula giusta per convincere il Torino a lasciar partire il forte difensore. Il dg Marotta avrebbe sbloccato la situazione, offrendo ai granata sette milioni di euro e la metà del cartellino di Immobile o, in alternativa, 12-13 milioni cash (pagabili in due rate).
Tutto definito, tanto che, nel giro delle prossime 48 ore, dovrebbe arrivare la risposta finale da parte di Cairo, patròn del Torino. L’impressione è che manchi solo l’ufficialità per il passaggio di Ogbonna dal Torino alla Juventus. Per la Vecchia Signora, dopo tante voci di mercato, sarebbe il primo vero colpo per la prossima stagione.
Dovrebbe essere questione di giorni anche il passaggio di Carlos Tevez alla Juventus. Almeno secondo i piani dei bianconeri, intenzionati a chiudere la trattativa entro una settimana, prima che il Real Madrid si trasformi da opzione a principale candidata ad aggiudicarselo.
Il giocatore sembra sempre più intenzionato ad accettare la corte dei campioni d’Italia. L’accordo dell’Apache con Beppe Marotta sarebbe stato raggiunto dai suoi procuratori: a Torino l’attaccante guadagnerebbe cinque milioni e mezzo a stagione più bonus, legati alle reti segnate, alle presenze e a premi a vincere. Si calcola un guadagno di circa un milione all’anno in più.
Rimane da convincere il Manchester City. La cifra di 11-12 milioni prevista dalla Vecchia Signora potrebbe bastare, il problema sta nella rateizzazione del pagamento, mal digerita dalla società inglese. Ma di fronte alla possibilità di una mancata cessione del giocatore (il cui contratto scadrà nel 2014), un accordo potrebbe essere trovato.
La condizione è che il Milan si tiri indietro dall’asta per l’argentino. La chiave sembra sempre più essere Matri, cui la Juve potrebbe rinunciare girandolo proprio in rossonero. Questa soluzione potrebbe mettere tutti d’accordo: il lodigiano ritroverebbe il maestro Allegri, il Diavolo avrebbe il rinforzo che desidera e la Juventus potrebbe trattare con gli Sky Blues senza interferenze.
Gonzalo Higuain praticamente già all’Arsenal? Assolutamente no, almeno a voler ascoltare le parole del padre Jorge, che è anche procuratore del Pipita.
“C’è anche la Juve in corsa per Gonzalo – dichiara Jorge Higuain -. Non è ancora stato firmato alcun accordo, posso assicurare che le trattative sono in fase avanzata tanto con l’Arsenal quanto con i bianconeri”.
“A prendere la decisione finale sarà il Real Madrid. Noi non prenderemo accordi con nessuno fino a che non ci sarà l’intesa per il trasferimento tra i club. Ciò di cui sono sicuro è che l’Arsenal ha presentato un’offerta importante, così come la Juventus”, ha aggiunto il padre e agente del centravanti argentino.
Che potrebbe clamorosamente tornare a fare gola ai campioni d’Italia, dopo che erano già circolate anche le cifre del suo accordo in essere con i Gunners (si parlava di 7 milioni di euro a stagione). E il duello sull’asse Torino-Londra ricomincia.

(mbocchio)

Jordi Alba e Torres liquidano la Nigeria, sarà Italia-Spagna

Le Furie Rosse chiudono la fase a gironi della Confederations con la terza vittoria in tre partite. A Fortaleza finisce 3-0 per gli uomini Del Bosque che avvisa: “Giovedì sarà una rivincita per gli Azzurri”.

NIGERIA-SPAGNA 0-3
3′ e 88′ Jordi Alba, 62′ Torres

Sarà Spagna-Italia in semifinale. Come ampiamente previsto saranno gli uomini di Del Bosque gli avversari degli azzurri giovedì prossimo a Fortaleza. Sotto gli occhi di Cesare Prandelli, Jordi Alba e Fernando Torres mettono le firme sul 3-0 che condanna la Nigeria, alla sconfitta e alla eliminazione da questa Confederations Cup, e consente alle Furie rosse di chiudere a punteggio pieno nel Gruppo B. 9 punti, 15 gol fatti e uno solo subito sono i numeri impressionanti con cui la Spagna si appresta ad affrontare l’Italia.
Eppure dopo il gol lampo di Jordi Alba, figlio di un’azione personale, quanto corale, di altissimo livello, gli spagnoli hanno faticato e non poco, soprattutto nel primo tempo contro Musa e compagni, che in più di una circostanza hanno sfiorato la rete del pari. Ma la Spagna, è la Spagna. Una squadra di altissima qualità tanto in campo, quanto in panchina. E così, pochi secondi dopo il suo ingresso in campo, Torres ha trovato, al 62’, la sua quinta rete in questa Confederations, quella che di fatto ha chiuso la partita e messo la parola fine sulle speranze d’impresa, e passaggio del turno delle aquile africane. Jordi Alba all’88’ poi ha messo la firma sulla sua personale doppietta.
Il 3-0 finale sta forse un po’ troppo stretto alla Nigeria che avrebbe meritato almeno la gioia del gol. La Spagna invece fa festa doppia. Chiude un girone perfetto e non si muove da Fortaleza, dove giovedì alle 21 italiane, si giocherà un posto per la finale del Maracanà con gli azzurri di Cesare Prandelli.

Le parole di Del Bosque – “E’ stato molto caldo, l’umidità è impressionante, ma abbiamo giocatori molto tecnici e questo ci permette di risparmiare energia”. Vicente Del Bosque, ct della Spagna analizza così il match contro la Nigeria vinto dai campioni del mondo e d’Europa per 3-0. Il tecnico di Salamanca ha ammesso che la Nigeria ha creato problemi. “Hanno un calcio molto dinamico, molto felice. Sapevamo che dovevamo giocare per la vittoria in ogni modo e loro hanno rischiato molto poco in mezzo al campo”. Del Bosque ritiene che la squadra abbia giocato meglio nel secondo tempo “Siamo stati più coperti e questo ci ha permesso di fare meno sforzi”. E giovedì c’è la semifinale contro l’Italia. “E’ un avversario molto difficile, ci troviamo di fronte alle due finaliste dell’Europeo dell’anno scorso. Sarà una rivincita per loro ed anche per noi che vogliamo arrivare in finale” ha concluso Del Bosque.

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Balotelli si ferma: salterà la semifinale contro la Spagna

Mario Balotelli salterà la semifinale contro la Spagna, in programma giovedì. Gli esami ai quali l’attaccante azzurro è stato sottoposto hanno evidenziato una distrazione muscolare di 1° al quadricipite della gamba sinistra.

Intanto a Fortaleza… – Cesare Prandelli arriva con la ‘sua’ Nazionale a Fortalerza, e subito va allo stadio ad assistere alla partita della Spagna contro la Nigeria. Il ct azzurro ha ‘spiato’ la rivale di giovedì in semifinale, insieme al suo vice Pin, ma si è trattenuto solo un tempo prima di raggiungere la squadra per l’allenamento allo stadio ‘Presidente Vargas’.

La seduta – Al leggero lavoro defaticante non hanno preso parte i titolari impiegati ieri. Ignazio Abbate, il cui torneo è finito ieri con l’infortunio alla spalla subito contro il Brasile, ha preso direttamente un volo per tornare a casa in Italia.

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Bayern, il giorno di Pep: “Per me essere qua è un regalo”

All’Allianz Arena di Monaco di Baviera si è tenuta la conferenza stampa di Pep Guardiola, nuovo allenatore del Bayern campione d’Europa. Oltre 200 giornalisti accreditati per un vero e proprio evento mediatico.

Il saluto, subito in tedesco – “Perdonate se non parlo bene questa lingua, ma migliorerò presto”, ha detto subito l’allenatore. “Voglio ringraziere il Bayern per l’opportunità. Ho scelto questo club sopratutto per i giocatori e la storia”.

Le sensazioni di Pep – “Per me è una sensazione strana essere qui dopo il periodo bellissimo passato al Barcellona. Ora una nuova avventura. Credo che questa squadra possa scrivere una nuova storia. Sono pronto a dare il massimo”, ha aggiunto parlando delle sue prime sensazioni.

La sfida raccolta – “Come allenatore hai sempre una grande pressione, ma sono consapevole di quello che affronterò. Non ho problemi a farlo, perché sono convinto di potercela fare. Al primo anno con il Barcellona avevo una squadra da rifondare, altre volte capita di avere una rosa già al top. Nelle ultime stagioni il Bayern ha giocato un calcio fantastico, sopratutto nell’ultimo. Quando alleni il Bayern non puoi aspettarti che non ti chiedano di vincere e quando hai dei giocatori forti, questo deve essere il tuo obiettivo”.

L’insegnante di tedesco… – “La grammatica tedesca? Tutti possono imparare…”, ha detto Guardiola, che ha sorpreso tutti per la dimistichezza con la nuova lingua.

L’amichevole con il Barcellona – “Non so cosa proverò, ma sarà una sensazione speciale. Perché io sono qui grazie a quello che ho fatto a Barcellona. Sicuramente sarà una bella partita e ci permetterà di prepararci alla stagione e innanzitutto alla supercoppa tedesca. Sarà un test importante. Sarà bello”, ha aggiunto sull’amichevole in programma il 24 luglio in Qatar (Doha).

L’ad Rummenigge – “Abbiamo lavorato molto per convincerlo a venire qui. Già due anni fa surante un torneo estivo avevamo parlato con lui. Guardiola ha un legame speciale con il Bayern. Dai contatti avuti, si era capito che era interessato. Allora è arrivata la nostra proposta. Un grande onore e una grande fortuna avberlo qui. E’ il migliore allenatore al mondo e lo ha dimostrato con il Barcellona. Il suo arrivo avrà un grande effetto su tutta la Bundesliga. Sono orgoglioso di averlo con noi”, ha invece spiegato l’amministratore delegato Rummenigge.

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Nonostante la sconfitta, gli Azzurri pensano positivo

Il gol di Chiellini

Il passaggio del turno era già in tasca, perciò Cesare Prandelli non prende troppo male la sconfitta per 4-2 contro il Brasile. Anzi, trova delle note positive nella prestazione dell’Italia, schierata con un centrocampo inedito e capace di giocarsela contro la Nazionale sudamericana ben più di quanto dica il risultato finale.
“Abbiamo fatto un grande secondo tempo, sul 3-2 meritavamo anche di pareggiare, purtroppo però loro hanno trovato il gol del 4-2 – ha dichiarato il Ct degli Azzurri ai microfoni RaiSport -. Sono comunque contento della prestazione dei ragazzi, abbiamo avuto una grande reazione e la volontà di cercare la profondità. Siamo stati costretti a fare due cambi nella prima mezz’ora e questo è costato molto alla squadra. Ora ci prepareremo al meglio per la semifinale che probabilmente ci farà incontrare la Spagna, che in questo momento è la Nazionale più forte del mondo, noi proviamo a crescere sempre di più e proveremo a centrare la finalissima”.

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Italia-Brasile 2-4

Assenze pesanti e sfortuna: così Antonio Candreva giustifica la sconfitta. “Abbiamo giocato un primo tempo un po’ legati, mentre nella ripresa siamo stati alla pari del Brasile, ma non siamo stati fortunati in diverse occasioni – l’analisi dell’eclettico centrocampista raccolta sempre dai microfoni di RaiSport -. Potevamo osare un po’ di più nel primo tempo, quando abbiamo sofferto un po’ troppo. Nello spogliatoio il mister ci ha trasmesso tranquillità e chiesto di essere più compatti e aggressivi. Dobbiamo ripartire da questo secondo tempo in vista della semifinale. Le assenze hanno pesato perché sono due giocatori importanti ed esperti. Difesa? Stiamo prendendo troppi gol, ma non sempre per errori nostri. Non sempre siamo stati fortunati”.

Prandelli nella conferenza stampa dopo il match

Sconfitto, ma soddisfatto. Per Giorgio Chiellini la prova è motivo d’orgoglio e il difensore, a segno contro i sudamericani, gonfia il petto per la prestazione degli Azzurri.
“A tre giorni dalla gara contro il Giappone si è vista la vera Italia – ha dichiarato il difensore della Juventus -. Con un pizzico di fortuna in più potevamo pareggiare o vincere. Serviva questa partita contro il Brasile, abbiamo fatto un’ottima gara e serviva per dare ancora più fiducia e per far vedere che ce la possiamo giocare con tutte le squadre più forti al mondo”. Nemmeno gli otto gol subiti in tre partite intaccano l’ottimismo del roccioso centrale juventino.
“Sono un po’ troppi – ammette -. Abbiamo preso troppi gol su calcio piazzato, dobbiamo stare un po’ attenti e rivedere un po’ di cose perché sono episodi che possono condizionare una partita”.
È uno dei migliori della spedizione dell’Italia in Brasile per la Confederations Cup. Autore anche di una rete nella sconfitta contro i padroni di casa, Emanuele Giaccherini spera di tornare anche l’anno prossimo nel paese sudamericano e sempre da protagonista con la maglia azzurra.
“Balotelli mi ha dato una grande palla e quando ho visto che non mi chiudevano ho pensato di andare dritto, anziché servire in mezzo, e mi è andata bene visto che ho segnato – ha dichiarato il bianconero -. Non avrei mai immaginato un gol del genere, ma ora sono qui e cerco di dare il mio contributo. Mi sento importante come tutti i miei compagni e do sempre il massimo perché è quello che il mister vuole da ognuno di noi. Fisicamente stiamo bene: col Giappone è stata una delle peggiori prestazioni, anche se poi abbiamo segnato quattro reti. Oggi nel primo tempo ci siamo difesi bene, ma abbiamo giocato in maniera poco brillante. Da qui al Mondiale possono cambiare tante cose e per questo penso solo al presente. Certo l’appuntamento del prossimo anno sarebbe il top per me come per ogni altro calciatore: spero di meritare sul campo la convocazione in nazionale anche fra un anno”.

Candreva e Neymar

Sul suo ruolo: “Nasco come esterno e mi sento un esterno, ma poi sono abituato a cambiare ruolo già dai tempi di Cesena con Bisoli dove giocai anche come trequartista. Poi con Conte mi sono adattato a giocare anche come mezzala e lo stesso succede con la Nazionale del Ct Prandelli. Comunque ovunque debba giocare cerco di dare sempre il massimo per la squadra e i compagni”.
Nonostante si debba ancora disputare l’ultimo turno del girone B di Confederations Cup, sembra ormai quasi certo il nome dell’avversaria dell’Italia in semifinale.
Dopo la sconfitta con il Brasile che ha consegnato ai Verdeoro la prima posizione del girone A, infatti, per gli Azzurri si prospetta una nuova sfida contro la Spagna. Le Furie Rosse hanno sconfitto per 4-0 la selezione guidata da Prandelli nella finale di Euro 2012, il primo luglio di un anno fa a Kiev.
Chi non sembra essersi dimenticato di quella sfida (e di quella sonora sconfitta) è Mario Balotelli. “E’ da un anno che aspetto la Spagna. La vendetta è un piatto che va consumato freddo”, ha infatti scritto sulla sua pagina Facebook SuperMario, evidentemente certo di poter battere i campioni in carica d’Europa e del mondo.

(mbocchio)

Chicharito stende Zac: Messico-Giappone 2-1

A Belo Horizonte la Nazionale di Alberto Zaccheroni incassa la sconfitta che la condanna a chiudere il girone con zero punti. Succede tutto nel secondo tempo: doppietta di Hernandez (che al 90′ sbaglia un rigore) e gol di Okazaki.

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GIAPPONE-MESSICO 1-2
marcatori: 54′ e 66′ Hernandez (M), 86′ Okazaki (G)

La prima Nazionale a qualificarsi per il Mondiale 2014, il Giappone di Alberto Zaccheroni, è anche la prima ad abbandonare la Confederations Cup. Lo fa dopo tre sconfitte, chiudendo a zero punti il girone condiviso con Italia e Brasile. La terza ed ultima gara, giocata a Belo Horizonte in contemporanea con il big match tra azzurri e verdeoro disputato a Salvador de Bahia, ha premiato un Messico in cui brilla sempre più, partita dopo partita, il Chicharito Hernandez. E’ lui a rompere l’equilibrio della sfida, nel secondo tempo, portando la formazione di De La Torre sul 2-0 nel giro di dodici minuti, tra il 54′ e il 66′. Vantaggio meritato, se si considera il palo colpito da Guardado nel finale del primo tempo.
Il Giappone di Belo Horizonte non è quello che ha fatto sudare l’Italia, ma dalla formazione di Zac arrivano conferme positive che riguardano Okazaki e Kawashima: il primo, non a caso l’autore del gol che rende meno netto il risultato, dimostra che il reparto offensivo nipponico non può contare soltanto su Kagawa ed Honda. Il portiere, invece, dà ragione alle voci di mercato che lo accostano al nostro campionato (Torino?). Anche prima del rigore parato al 90′ allo stesso Chicharito (che con una tripletta avrebbe raggiunto Torres in vetta alla classifica cannonieri), il numero 1 giapponese si era messo in mostra in modo convincente.
Il risultato finale premia i messicani ma manda entrambe le squadre a casa, come era già previsto alla vigilia della sfida, che serviva esclusivamente a definire le posizioni del girone.

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Miccoli indagato per estorsione. Spuntano insulti a Falcone

Guai giudiziari per l’ex capitano del Palermo, Fabrizio Miccoli. Il calciatore ha ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura di Palermo: l’accusa è di estorsione. Miccoli avrebbe commissionato al figlio del boss mafioso Antonio Lauricella, suo amico, il recupero di alcune somme di denaro, come riporta ‘la Repubblica’. Ma a impressionare sono alcuni dialoghi intercettati tra Miccoli e Lauricella junior. Mentre si trovavano in auto i due cantano: “Quel fango di Falcone”. E non è l’unico riferimento al magistrato ucciso nella strage di Capaci, insieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta. In un altro dialogo, intercettato dagli investigatori, i due danno appuntamento a un altro amico, dicendogli: “Vediamoci davanti all’albero di quel fango di Falcone”. Toni che stridono con quelli usati da Miccoli durante le partite del cuore, quando dedicava i suoi gol proprio a Falcone e Borsellino.
Le frasi ingiuriose sono state registrate nelle bobine dagli investigatori che due anni fa avevano messo sotto controllo il telefono di Mauro Lauricella nella speranza di arrivare al padre latitante, considerato il re della Kalsa, quartiere storico di Palermo, catturato poi nel settembre del 2011. La Procura contesta al bomber rosanero, messo sul mercato dal patron Maurizio Zamparini subito dopo la retrocessione in serie B della squadra, anche l’accesso abusivo a un sistema informatico; Miccoli, secondo i magistrati, avrebbe convinto il gestore di un centro Tim a fornirgli quattro schede telefoniche intestate a suoi clienti, una di queste finiì nella disponibilità proprio di Lauricella junior.
Tra le relazioni “pericolose” del ‘Romario del Salento’, come viene definito Miccoli dai tifosi, c’è anche il rapporto con Francesco Guttadauro, anche lui incensurato come Lauricella junior. Gli investigatori sono in possesso di altre intercettazioni tra Miccoli e Guttadauro, nipote del superlatitante Matteo Messina Denaro, e figlio di Filippo, il messaggero dei pizzini con cui comunicavano il boss ricercato e l’ex padrino di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano.

Indagherà anche la Figc – La Procura della Federcalcio aprirà un’inchiesta su Fabrizio Miccoli. La Figc ha chiesto all’organo inquirente sportivo di fare luce sulla vicenda giudiziaria che riguarda il calciatore e in particolare sul contenuto delle intercettazioni in cui si fa riferimento al giudice Falcone. Il procuratore Palazzi chiederà gli atti ai magistrati.

Il commento di Zamparini – “Mi dispiace tantissimo, speriamo sia un lapsus della Procura. Conoscendo Miccoli non credo faccia estorsioni a qualcuno. Le parole su Falcone? Mamma mia… No comment, bisogna vedere esattamente. Tuttavia, mi lasciano sconcertati due fatti: che si conoscano gli estratti delle intercettazioni telefoniche e se lui ha veramente pronunciato quelle frasi”. Così Maurizio Zamparini, presidente del Palermo, ha commentato ad Antenna Sicilia, l’inchiesta giudiziaria a carico di Fabrizio Miccoli, giocatore simbolo del club rosanero, intercettato mentre denigrava il giudice Falcone. “Avevo un sentore su questa vicenda – ha aggiunto Zamparini – che la Procura facesse delle verifiche su Miccoli, ma non che fosse indagato. I calciatori del sud hanno delle amicizie con persone di cui non sanno se sono balordi o normali. Chissà a quanti balordi avrò dato la mano e con quanti di loro mi sarò magari fatto ritrarre”. “In ogni caso, pensavo comunque che Miccoli facesse bene ad andare via da Palermo”, ha concluso.

Social network in sommossa – Nasce su Facebook il gruppo ‘Vogliamo la radiazione di Miccoli per la frase su Falcone’, dopo la notizia pubblicata oggi sulla frase che sarebbe stata pronunciata dall’ex bomber del Palermo, Fabrizio Miccoli, durante una intercettazione: “quel fango di Falcone”. Sono al momento un centinaio le persone che hanno espresso apprezzamento per il gruppo nato oggi. Non solo. Sempre sui social network si chiede che il Palermo “prenda le distanze” dall’ex giocatore rosanero sulla frase choc sul giudice ucciso nella strage di Capaci. Fino a questo momento il Palermo Calcio non si è espresso sulla vicenda, mentre sono molti i politici che hanno duramente condannato la frase del bomber.

(rassegna stampa)