Zaccarelli difende Immobile

TevezImmobileE’ stato il derby dei veleni. Una polemica dopo l’altra: ha vinto la Juventus, ma il Torino non ci sta.
La stracittadina della Mole sembra destinata a lasciare una lunga scia di discussioni. La società granata, indispettita per le dichiarazioni di Antonio Conte a fine partita, ha affidato alla sua pagina web alcune considerazioni, attaccando l’allenatore pugliese: “Al termine del derby, il tecnico bianconero Antonio Conte ha dichiarato, rispondendo a chi gli chiedeva del gol irregolare per netto fuorigioco di Tevez, che la Juve ha tenuto la palla ed attaccato per 70′. Viene da chiedersi con quale pallottoliere conti il possesso palla Conte, considerando che i dati statistici, pubblicati sul sito della Lega Calcio al termine del match, raccontano di un possesso palla della Juventus pari al 52%, contro il 48% del Toro. Tanto schiacciante, dunque, la superiorità della Juventus non è stata”.TevezCaviglia
Non può mancare la polemica sugli errori arbitrali, anche in relazione al cartellino rosso per Ciro Immobile, reclamato dal tecnico della Juventus: “Davvero il fallo di Immobile era da espulsione? cosa sarebbe successo se l’identico fallo di Pogba su El Kaddouri fosse stato sanzionato con il rosso, al pari della somma di ammonizioni che avrebbe meritato Marchisio?”.
Perentoria e tagliente la chiusura del comunicato: “La verità è che la Juventus ha vinto il derby per 1-0, e che quell’1-0 è stato viziato da un evidentissimo fuorigioco. Il resto sono solo inutili parole. Sicuramente Conte, a scuola, era più bravo in italiano che in matematica”. La risposta della Juventus è arrivata via twitter: “In effetti non siamo forti in matematica. Ma fino a 0, come i tiri nello specchio del @TorinoFC_1906 ci arriviamo!”. quot;Non vi buttate giù. Fino a 31 (ops, 29) ci siete arrivati”, il tweet successivo dei granata. In serata, poi, è arrivato anche Carlos Tevez, che ha subito un’entrataccia da Ciro Immobile. L’argentino ha lasciato un post ironico su Twitter, allegando alcune fotografie. “Noi vinciamo sempre con un aiuto, è per questo che adesso sto così … E solo un giallo per quello che quasi mi ha rotto la caviglia…”.
Tevez tra l’altro potrebbe dover saltare la partita di Champions League con il Galatasaray di mercoledì.
Dopo la nota polemica del club granata nei confronti di Antonio Conte, Carlitos Tevez, che durante il match ha subito una brutta entrata da Ciro Immobile, ha infatti lasciato un post ironico su Twitter, allegando alcune fotografie.
“Noi vinciamo sempre con un aiuto, è per questo che adesso sto così… E solo un giallo per quello che quasi mi ha rotto la caviglia …”.
Tevez tra l’altro potrebbe dover saltare la partita di Champions League con il Galatasaray di mercoledì.AncoraDerby
Si parla del gol di Pogba, viziato da fuorigioco, e pure del fallaccio di Immobile su Tevez. Renato Zaccarelli, bandiera granata (317 presenze e uno scudetto con il Toro), ha voluto affrontare le tematiche post derby: “E’ stato un derby giocato molto sulla fisicità delle due squadre. E’ stato molto intenso. Il Toro ha fatto una buonissima partita, giocando con attenzione poi, purtroppo è accaduto quel che sappiamo”.
Il riferimento è al gol di Pogba?: “Sì, è stato un episodio negativo, c’è poco da fare… E’ stato decisivo, c’è molto rammarico ma va accettato, non si può fare altrimenti, anche se ha segnato l’intera gara”.
Si parla molto anche del fallo di Immobile su Tevez: “E’ stata un’entrata grave ma va detto che è sempre una questione di centimetri. Immobile ha cercato la palla, uno cerca sempre la palla ma a volte non la prende. Sono cose che accadono”.
Come le è sembrata questa Juventus?: “Sempre forte ma mi pare meno aggressiva rispetto agli anni passati. Prima era più determinata, ora gioca sempre con personalità ma non ha la stessa intensità. Comunque è forte, ha la stessa squadra dello scorso anno, più Tevez, normale che sia dura da battere”.

(mbocchio)

Ventura non commenta. Ma il Toro polemizza con Conte

ConteToroAl termine del derby della Mole, Giampiero Ventura sceglie di non commentare l’azione che ha portato alla rete di Pogba: “Dalla panchina non potevo vedere l’episodio, spero solo che non ci fossero irregolarità. Sarebbe difficile commentarle. Va però detto che la nostra fase difensiva mi è piaciuta, ma in avanti potevamo fare di più”.EsultanzaPogba
“Le due squadre in campo avevano valori diversi – ha aggiunto l’allenatore ligure -. Tatticamente non potevamo impostare la partita sull’aggressività come l’anno scorso, perché siamo strutturati in maniera diversa. E abbiamo costretto la Juve a tirare pochissime volte in porta. I bianconeri sono senz’altro la squadra più forte tra quelle che abbiamo affrontato fino a questo momento”.
Questo derby sembra destinato a lasciare una lunga scia di discussioni. La società granata, indispettita per le dichiarazioni di Antonio Conte a fine partita, ha affidato alla sua pagina web alcune considerazioni, VenturaToroattaccando l’allenatore pugliese: “Al termine del derby, il tecnico bianconero Antonio Conte ha dichiarato, rispondendo a chi gli chiedeva del gol irregolare per netto fuorigioco di Tevez, che la Juve ha tenuto la palla ed attaccato per 70′. Viene da chiedersi con quale pallottoliere conti il possesso palla Conte, considerando che i dati statistici, pubblicati sul sito della Lega Calcio al termine del match, raccontano di un possesso palla della Juventus pari al 52%, contro il 48% del Toro. Tanto schiacciante, dunque, la superiorità della Juventus non è stata”.
Non può mancare la polemica sugli errori arbitrali, anche in relazione al cartellino rosso per Ciro Immobile, reclamato dal tecnico della Juventus: “Davvero il fallo di Immobile era da espulsione? cosa sarebbe successo se l’identico fallo di Pogba su El Kaddouri fosse stato sanzionato con il rosso, al pari della somma di ammonizioni che avrebbe meritato Marchisio?”.
Perentoria e tagliente la chiusura del comunicato: “La verità è che la Juventus ha vinto il derby per 1-0, e che quell’1-0 è stato viziato da un evidentissimo fuorigioco. Il resto sono solo inutili parole. Sicuramente Conte, a scuola, era più bravo in italiano che in matematica”.

dall’inviato a Torino Mario Bocchio

Pogba decide il derby delle polemiche

MaratonaDerbyLa Juventus doma il Torino nel derby della Mole e raggiunge temporaneamente il Napoli in vetta alla classifica della serie A a quota 16 punti. Decisiva la rete al 54′ minuto realizzata da Paul Pogba, ma l’azione è viziata da un fuorigioco di Carlos Tevez destinato a far discutere.CerciImmobileAttaccoToro
Primo tempo con poche emozioni e dominato da un grande agonismo in campo. I primi tiri sono di Tevez e D’Ambrosio intorno al quarto d’ora, ma non creano grattacapi a Padelli e Buffon. GolPogba

TevezDerbyL’Olimpico si infiamma per alcune iniziative di Cerci (piuttosto isolato) e per un fallo tattico su Immobile che costa un giallo a Marchisio.
Non sarà l’unico del primo tempo: la stessa sanzione sarà comminata anche ai danni di Pogba (fallo su El Kaddouri) e Immobile (durissimo intervento, da espulsione, su Tevez). Unico vero brivido un’occasione creata dallo stesso Apache con una fuga sulla destra. Ma Vives anticipa Giovinco a centro area.
La ripresa regala subito più palpitazione: dopo sei minuti Tevez pesca Giovinco che conclude di sinistro. Padelli neutralizza. Sono le prove generali per il gol bianconero, che arriva al 54′ minuto ed è realizzato da Pogba, che ribadisce in rete un pallone che Tevez aveva spedito contro la traversa.
Ma impazzano le polemiche: i replay mostrano che, sulla sponda di Chiellini, l’argentino si trovava in posizione di fuorigioco. E, al 70′, viene espulso Salvatore Sullo, il vice di Ventura, che protesta per una decisione di Mazzoleni: l’arbitro ferma il gioco con il Torino in possesso palla, mentre Marchisio e Pogba sono a terra.FestaJuve
Poi Tevez e Vucinic (subentrato a Giovinco) sfiorano il raddoppio esaltando i riflessi di Padelli. E Cerci si lamenta per una spallata ricevuta in area da Chiellini (in questo caso il contrasto appare veniale).
Negli ultimissimi minuti Ventura getta nella mischia Farnerud e Meggiorini, ma il Torino non tira mai in porta e la Juventus vince la partita.

http://www.youtube.com/watch?v=FX54qcBDFtE

dall’inviato a Torino, Mario Bocchio

Ecco il derby, le ultimissime

DerbyTorinoCresce l’attesa per il derby della Mole, in programma oggi all’ora di pranzo. Barzagli, difensore della Juventus, è pronto alla partitissima: “Il Torino è una squadra insidiosa: gioca a specchio, col nostro modulo, è dotato di giocatori rapidi lì davanti, prova a far valere la sua superiorità negli scontri individuali. Ecco, sarebbe bene che la Juve vincesse i duelli singoli con i granata. Rispetto alla scorsa stagione loro stanno bene. A fine aprile la Juve era allo sprint finale per lo scudetto, mentre il Toro magari aveva un pizzico di apprensione in più perchè doveva salvarsi. Allora loro si misero sulla difensiva provando a ripartire. Magari se la giocheranno con maggiore tranquillità”, le spiegazioni del nazionale azzurro.
Barzagli è conscio di quale sarà il pericolo numero uno in casa Torino: “Cerci sta facendo bene, e noi dovremo stare parecchio attenti a frenare la sua rapidità”.CerciDerby
La Juve arriverà alla stracittadina forte delle due vittorie di fila che l’hanno proiettata al secondo posto, il Torino dopo due pareggi casalinghi che hanno lasciato parecchio rammarico. Lo sa bene Alessio Cerci, capocannoniere del campionato e faro dei granata che mira alto: “Vogliamo vincere”.
Il Toro non conquista un derby dal 3-2 del 25 gennaio 1995. “E’ passato tanto tempo – ha rilevato Cerci -. Non conquistiamo una vittoria in un derby da oltre diciott’anni. Il nostro obiettivo è quello di prendercela. Vedremo cosa succederà domenica in campo”.
Cinque gol in cinque giornate, il numero 11 granata punta a scrivere di nuovo il suo nome nel tabellino dei marcatori. “Non ho mai segnato in un derby. Spero di riuscirci e di contribuire alla vittoria granata. Il derby è una partita a sé, segnare sarebbe il massimo”, ha sottolineato.
Antonio Conte mette in guardia i suoi: “Nutriamo molto rispetto per il Toro. Il derby è sempre una gara particolare. Ricordo l’anno in cui vincemmo lo scudetto ma perdemmo le due stracittadine. Il Torino è ben organizzato, guidato da un bravo tecnico e con ottimi giocatori, come Cerci e Immobile”.ConteDerby
Nelle ultime uscite, la Juve è sempre andata in svantaggio. “Dopo due anni di vittorie – analizza Conte –, si può iniziare a pensare che alla fine la partita la portiamo a casa. Quindi può esserci un approccio meno feroce rispetto a prima. Ma da questo punto di vista sono sereno: i miei calciatori non si adagiano e vogliono sempre migliorare. La Juve fatica? Non mi sembra, su sei gare ne abbiamo vinte quattro e pareggiate due. Le condizioni di Vucinic? Ha avuto un problema al calcagno e se l’è trascinato dopo che è tornato dalla Nazionale. Adesso sta meglio ed è a disposizione”.
E’ stata una settimana speciale anche per Conte: “Ormai sono torinese di adozione: si sente aria di derby in città, ho tanti amici del Torino. In queste partite la classifica non conta. In famiglia siamo tutti juventini, mia moglie prima di conoscermi non si interessava di calcio. Mio genero è molto appassionato e spesso mi dà qualche consiglio”.
Giampiero Ventura si presenta battagliero in vista del derby della Mole con la Juventus.
”Se vuole, il Torino può farcela – dichiara il tecnico granata -. Erano 33 anni che non vincevamo a Bologna, ora sono 18 che non cogliamo un successo nel derby: speriamo che sia di buon auspicio. Sarebbe bello sfatare questo tabù: rispetto allo scorso anno c’è maggiore consapevolezza. Abbiamo grande rispetto per una squadra che ha vinto due scudetti negli ultimi due anni, ma non timore”.
”Juventus meno solida? Non credo – prosegue Ventura –: ha sempre vinto a parte contro l’Inter. Hanno rinforzato una squadra che era già molto competitiva. Però abbiamo la presunzione di provare a fare risultato. Pirlo in panchina? Se resta fuori per scelta tecnica significa che il tecnico ha qualcuno più in forma di lui o più funzionale per questa sfida, dunque per noi può non essere un vantaggio”.

Le probabili formazioni

Torino (3-5-2): Padelli; Darmian, Glik, Moretti; D’Ambrosio, Brighi, Vives, El Kaddouri, Pasquale; Cerci, Immobile. A disposizione.: Gomis, Berni, Basha, Bovo, Farnerud, Rodriguez, Masiello, Maksimovic, Bellomo, Meggiorini. Allenatore: Ventura.

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Quagliarella, Tevez. A disposizione: Storari, Citti, Ogbonna, Motta, Isla, De Ceglie, Peluso, Marchisio, Padoin, Giovinco, Llorente, Vucinic. Allenatore: Conte

(mbocchio)

Tra pochissimo il derby, Fossati con la lingua sciolta

“Per il Toro il derby deve sempre essere la partita della vita”. Ne è profondamente convinto Natalino Fossati, difensore roccioso la cui pelle continua a rimanere di colore granata. E certamente lo sarà per sempre. “Potremo anche essere ultimi in classifica, ma davanti alle maglia bianconere dobbiamo avere il dovere morale di giocare come se dovessimo disputare la finale della Coppa dei Campioni. Ce lo impone la nostra storia, lo dobbiamo al nostro popolo”. Le parole di questo ex campione riassumono meglio di un trattato che cosa significhi a Torino essere granata.FossatiNatalino
Fossati, oggi opinionista, è una persona schietta come solo l’essere mandrogno, ovvero nato nell’Oltrebormida alessandrino, rende possibile tale comportamento. È uno che sicuramente non diventa accondiscendente solo per “elemosinare” qualche entrata gratuita allo stadio. Quando ci vuole, non le manda a dire a nessuno. Questa purtroppo è una virtù diventata rara.

– Chi vincerà domani?
“Io vorrei il Toro, logicamente. In questa settimana mi ha alquanto sorpreso la Juve, che ha avuto un approccio al derby alquanto timoroso, ma è un atteggiamento esagerato. È vero che il derby rimane sempre una partita a parte, ma il divario con il Toro è purtroppo evidente. Si sono ulteriormente rafforzati con gente di qualità come Tevez e Llorente, e oggi mi sento di dire di averci visto giusto quando alcuni giornalisti ironizzavano su Vidal, giudicandolo improvvidamente solo come la marca di un bagnoschiuma”.

– Però mercoledì hanno beneficiato dell’annullamento del gol regolarissimo di Paoloschi contro il Chievo …
“Se guardo l’episodio come tifoso granata, dovrei dire che è l’ennesimo furto di una lunga storia. Ma se mi approccio al fatto in maniera obiettiva, dico che ci può stare l’errore dell’arbitro”.

– Che Toro si aspetta?
“Meritavamo di vincere contro il Milan, anche se i rossoneri giocano veramente male. Credo che sia il peggior Milan mai visto, vittima anche di una strategia societaria che non ha portato alcun rafforzamento di qualità. Il Toro ha vinto bene a Bologna, che ha poi messo sotto lo stesso Milan. Oggi siamo sicuramente superiori ai rossoneri anche se non mi ha convinto il nostro calciomercato. Stiamo girando al meglio perché D’Ambrosio e Cerci stanno vivendo un momento magico. Ma voi, sinceramente, ve lo sareste immaginato un Cerci capocannoniere?”.

– Qual è il limite della squadra granata?
“Non voglio mancare di rispetto dal lato della persona, ma io continuo a pensare che questo limite continui ad essere l’allenatore Giampiero Ventura, perché non sa leggere le partite e si ostina a inseguire le proprie decisioni anche quando dovrebbe modificarle. Come fece lo scorso campionato con Bianchi, quando non lo faceva giocare. A proposito di Bianchi, mi spiace che il Toro, proprio per fare contento Ventura, lo abbia ceduto: gli auguro di ritrovare la sua condizione a Bologna, perché lui non è solo un gran giocatore, ma un grande uomo”.

NatalinoFossati

– Cosa manca oggi al derby di Torino rispetto alle stracittadine del passato, quelle sino agli anni ’90?
“Direi soprattutto l’attaccamento alla maglia. Se forse ne è rimasto un pochino alla Juve, è del tutto sparito nel Toro, al di là dei proclami di facciata. Ma cosa ne possono sapere questi giovanotti di cosa significhi per un granata affrontare i Gobbi? Anche lo stesso Ventura ha sinora dimostrato approcci soft che fanno trasalire anche l’amico Aldo Agroppi. Tutto purtroppo cambia”.

– E allora il caso di Ogbonna, il primo giocatore cresciuto nel Toro e diventato capitano del Toro a diventare un giocatore della Juve?
“Incommentabile. Dico solo incommentabile per evitare eventuali querele, anche da parte del Toro. Ma sono certo di aver reso l’idea. Come giocatore dico che sinora è sopravvalutato e che non regge il confronto con Barzagli”.

– Lo scorso anno, proprio in casa del Torino, non venne punita la trattenuta in area di Chiellini su Jonathas: crede che anche domani l’arbitro chiuderebbe un occhio in occasione di un episodio penalizzante per la Vecchia Signora?
“Vorrei che su due episodi ce ne venissero riconosciuti due, ma la Juve è la squadra che ha vinto gli ultimi due campionati, che ha vinto di più nel calcio italiano. Rappresenta il potere in tutte la sue accezioni. Il Toro non ha saputo più vincere e praticamente non conta più nulla. Il fatto che la Nazionale giochi a Torino e scelga lo Juventus Stadium è la miglior risposta a ogni interrogativo. Io non ho nemmeno voluto andare a vederla quella sera”.

– Infine, qual è il suo più bel ricordo dei tanti derby da lei giocati?
“Non lo scorderò mai: 26 marzo 1972, vincemmo 2-1. Nel primo tempo la Juve andò in vantaggio con Anastasi e noi pareggiammo dieci minuti dopo con Claudio Sala. Poi nella ripresa andammo in vantaggio con Agroppi e in quel suo gol ci fu molto del mio lavoro. Ma ricordo quel derby con i brividi perché, a causa dell’indisponibilità di Ferrini, io ero il capitano del Toro”.

Già, giocare con la passione e la grinta, la rabbia e lo stile di chi vince solo grazie a ciò che è e non a ciò che ha. Sempre dall’altra parte di Torino, quella “giusta”, quella di chi “lotta con onore per il simbolo del cuore”.

intervista realizzata da Mario Bocchio

Torino-Juventus, rivalità e sfide che hanno fatto epoca

DerbyVelodromoLa prima stracittadina, giocata il 13 gennaio 1907 al campo Velodromo Umberto, fu anche la prima partita disputata dalla neonata società granata. La rivalità tra le due compagini era già forte e sentita considerando che la nuova società del Torino fu fondata da soci dissidenti juventini, tra cui l’ex presidente bianconero e maggiore finanziatore Alfredo Dick. Un gustoso aneddoto viene narrato dalle cronache del tempo: qualcuno riuscì a chiudere a chiave il signor Dick negli spogliatoi, costringendolo ad intuire l’andamento della partita unicamente grazie ai commenti del pubblico presente sugli spalti. Per la cronaca vinse il Torino per 2-1 grazie alle reti granata di Orsi e Kaempfer, di Borel sul rigore invece la marcatura bianconera.
La Juventus dovrà attendere due anni prima di festeggiare la prima vittoria in un derby , che arriva esattamente il 17 gennaio 1909 quando la Vecchia Signora batte il Toro 3-1 grazie alla doppia marcatura di Borel e il centro di Capra. Partite di altri tempi. Clamoroso il derby disputato il 5 giugno 1927 che suscitò enorme scandalo con il “caso Allemandi” che portò alla revoca dello scudetto granata. Il terzino juventino Allemandi fu infatti accusato di essere stato pagato per far vincere la partita al Torino, che effettivamente vinse per 2-1, scatenando il primo caso di corruzione e il primo scandalo del calcio italiano che costò il tricolore alla squadra granata. Alla fine degli anni ’20, dopo l’avvento nel 1923 della famiglia Agnelli a capo della Vecchia Signora, il derby sarà a lungo affare della società bianconera, col Toro costretto a soccombere riuscendo a racimolare appena 3 vittorie in 20 incontri.DerbyGraziani
La rivalità cittadina cominciò ad assumere connotati sempre più accesi con la Juventus che rappresentava il tifo borghese, mentre il Torino raccoglieva maggiori simpatie tra le fila del proletariato urbano. Negli anni ’60 e ’70, la massiccia immigrazione meridionale a Torino vide molta gente del Sud che abbracciò la Vecchia Signora, considerata come la squadra della Fiat, l’azienda in cui tanti lavoravano, mentre la tifoseria granata andò sempre più ad identificarsi con lo spirito originario torinese e piemontese. Caratteristiche poi andate sfumandosi negli anni.
La Juventus ha però spesso sofferto la determinazione agonistica che la società granata riesce a mettere in campo nei match che decidono la supremazia cittadina. Famoso il derby disputato il 27 marzo 1983 dove, sotto di due gol, la squadra granata riuscì, in tre minuti nella ripresa (dal ’75 al ’78), a rimontare e ribaltare la situazione grazie alle reti sotto la Maratona di Bonesso, Dossena e Torrisi fissando il risultato finale sul 3-2. I tifosi granata ricorderanno anche il derby vinto all’ultimo minuto il 18 novembre 1984 grazie a una prodezza di Aldo Serena (a sua volta famoso per aver giocato su entrambe le sponde della Mole).
Gli anni del Grande Torino rappresentarono però l’unico periodo di effettiva egemonia granata con partite dominate, come in occasione del 5-2 nel 1942 oppure del 5-0 del 1944. Boniperti ancora ricorda con un filo di ansia gli occhi dei tifosi del Toro dietro alla porta di Bacigalupo che lo portarono a sbagliare un rigore in un derby al Filadelfia. La squadra bianconera fu tuttavia capace di infliggere anche vere e proprie goleade ai cugini granata come il 6-0 del 20 aprile 1952, con doppietta di Boniperti e Hansen, oppure il 5-0 del 3 dicembre 1995 coronato da una tripletta di Vialli e i gol di Ravanelli e Ferrara.

 
Ancora fresco il ricordo del 3-3 nella partita disputatasi il 14 ottobre 2001, con la Juve raggiunta dai gol di Lucarelli, Ferrante e Maspero e tradita da Salas, capace di sbagliare il rigore del possibile 4-3, forse con la complicità di una buchetta scavata sul dischetto davanti al pallone dai giocatori del Toro. Da ricordare il pareggio in un derby della stagione 2001-‘02 con il gesto, ormai storico, di Maresca che, festeggiando, mimò la carica di un toro schernendo l’esultanza dei giocatori del Torino (e di Ferrante in particolare) e rivendicando il simbolo della città anche per identificare la squadra bianconera. Il capocannoniere di tutti i tempi della sfida è Boniperti, autore di 13 gol, tutti con la maglia bianconera. Segue a ruota Gabetto che ha diviso equamente i suoi 10 gol: 5 in maglia granata e 5 con la Juventus, mentre il primo cannoniere completamente torinista è Pulici.

servizio a cura di Mario Bocchio

Derby –2: Il Toro è il Toro, deve provarci

Torino Fc - Allenamento al centro sportivo Sisport Fiat.

MorettiDerbyIntervistato sul derby di domenica, Kamil Glik ha sintetizzato le emozioni e gli umori di tutta la squadra: “Siamo il Toro, dobbiamo provarci. Con grandissima umiltà, consapevoli del loro valore, però abbiamo iniziato bene questa stagione e dunque abbiamo il dovere di crederci: possiamo centrare l’impresa, ci proveremo con tutte le nostre forze. Ci stiamo preparando nel migliore dei modi, dal punto di vista personale è un orgoglio immenso pensare di poter giocare il derby da capitano del Toro”.
Il difensore Emiliano Moretti, con un passato juventino nella stagione 2002-’03, è pronto per quello che sarà il suo primo derby della Mole: “La città lo attende, lo sappiamo bene. Sarà molto importante il centrocampo. Davanti sono tutti forti e Tevez, in particolare, è un grande campione. Dovremo sopperire alla classe dei loro singoli con una grande prestazione di gruppo”.
Ci si sofferma anche su Cerci, uno dei giocatori più attesi: “E’ davvero molto forte e ha le qualità per far bene ovunque. Bisogna metterlo nelle condizioni di esprimere al meglio il suo potenziale e la squadra, dietro di lui, punta a fare proprio questo”.

(mbocchio)

L’Inter pensa da grande: Fiorentina ko 2-1

InterFiorentinaL’Inter di Walter Mazzarri supera anche l’esame Fiorentina e sale al secondo posto. A San Siro, nel positicipo del 5° turno di Serie A, i nerazzurri battono la squadra di Montella 2-1 in rimonta dopo una partita equilibrata e combattuta. Succede tutto nel secondo tempo: al 15′ Juan Jesus ferma irregolarmente in area Joaquin e Giuseppe Rossi segna su rigore l’1-0 viola. I padroni di casa però reagiscono. Esce Taider ed entra Kovacic, aumenta il tasso tecnico e l’intensità di Palacio e compagni. Al 27′ su corner è Cambiasso a infilare l’1-1 con una girata sottomisura. Il finale è intenso, con Ilicic che sfiora il vantaggio per la Fiorentina e Jonathan, sbocciato sotto la cura Mazzarri, che segna il 2-1 dopo un’azione personale. Nel recupero è Handanovic a blindare la vittoria con un grande intervento sull’ex milanista Ambrosini. In classifica l’Inter è a quota 13 punti, alla pari di Juventus e Napoli, e a -2 dalla capolista Roma. La Fiorentina resta a 10, sperando nei recuperi dei fondamentali Cuadrado e Mario Gomez.

(rassegna stampa)

Il Balotelli furioso mette in imbarazzo il codice etico di Prandelli

Mario Balotelli schiaffeggia l’imperturbabile Max Allegri e sfida apertamente il buon Cesare Prandelli. L’ultima alzata d’ingegno del centravanti rossonero – le supposte minacce all’arbitro Banti condite da insulti “irripetibili” – rischia di farlo uscire definitivamente dal cuore del suo allenatore e mette in bilico la tenuta del codice etico della Nazionale dei buoni sentimenti.
Balotelli, storia fin troppo nota, ha preso malissimo la sconfitta contro il Napoli. Praticamente una gara maledetta per il ‘45’ rossonero che ha sbagliato anche il primo rigore da quando è tra i pro: prima di incontrare i guantoni ipnotizzatori di Pepe Reina non aveva mai fallito dal dischetto.balotelli-furioso
E si è sfogato, a fine gara, con il direttore di gara. Finendo per guadagnarsi un’incredibile espulsione a triplice fischio già suonato. Una brutta scenata, stop. Però il giudice sportivo, complice la nouvelle vague buonista di cui Balotelli è (suo malgrado?) alfiere, gli ha rifilato la stangatona da tre giornate: salterà la super-sfida contro la Juventus del ritrovato (almeno così sperano a Vinovo e in Spagna) Fernando Llorente.
L’ultima birichinata di Supermario si traduce in una doppia sfida. In primo luogo al suo allenatore. Max Allegri lo aveva già avvisato più di una volta: non avrebbe tollerato ammonizioni ed espulsioni derivanti da atteggiamenti poco edificanti. E dato che il tecnico si è reso conto che deve smetterla di passare sopra a tutto se vuole ritagliarsi finalmente un po’ di autorità in squadra, può darsi che stavolta il centravanti non la passerà liscia. C’è sempre da dire, però, che le alternative dalla mediana in sù sono poco convincenti e che c’è sempre il rischio che prima o poi qualche tifoso disilluso si svegli dall’incanto Kakà e inizi a contestare una campagna acquisti a dir poco inesistente.
La sfida, però, è lanciata anche a Cesare Prandelli: per lui, chi va in nazionale, prima di saper giocare a pallone, di sudare la maglia deve essere un integerrimo sportivo rispettoso del suo codice etico. Adesso che Balotelli l’ha fatta (di nuovo) grossa, il ct sarà in grado di farsi valere e di imporre il suo mieloso decalogo del bravo ragazzetto? Prandelli avrà un problema grosso, per farlo: il primo è che – piaccia o no – nemmeno in Nazionale il Balotelli devastante ha solide alternative. Ciò equivarrebbe ad un’automatica impunità? Forse se spuntasse all’ultimo un’amichevole dimostrativa, magari si potrebbe salvare capre e cavoli. E poi c’è da sperare nell’ennesima interpretazione delle norme sportivamente corrette del commissario tecnico dei buoni sentimenti. Insomma, a Balotelli non servirà un Ghedini per farsi beffe degli arzigogolamenti prandelliani. Il talento vince su tutto, il resto poco importa. Però …

(rassegna stampa)

Derby – 2: Buffon fa autocritica

BuffonDerbyAlla vigilia del derby di domenica, il portiere della Juve e della Nazionale Gigi Buffon ha parlato giovedì ai microfoni di Sky Sport24 HD: “Devo sicuramente impormi di stare molto più attento, più sul pezzo e fornire quelle prestazioni da Buffon perché ora comincia un momento caldo per cui la Juve e tutti i miei compagni devono avere una certezza dietro, come io devo sapere di avere una certezza davanti. Mai come questo momento, da domenica, tutti noi dobbiamo cercare di essere e di dare il massimo, di fare il massimo. Paradossalmente mi ci sono trovato anche io l’anno scorso, a sei mesi dalla scadenza, eppure mi piaceva un sacco questo tipo di situazione, perché mi faceva apprezzare molto di più il mio lavoro, quello che facevo, quelle che potevano essere anche le mie ultime partite da professionista, non si sa, e poi perché era bello sapere che magari dopo sei mesi avresti ipoteticamente anche potuto smettere di giocare e allora volevi invece far vedere che non era ancora arrivata la fine, per cui era una sfida continua. Credo che certi giocatori, certi campioni che si avviano sul viale del tramonto abbiano bisogno di sfide continue per poter rendere al meglio, se no hanno già assaporato tutto, hanno già metabolizzato tutto e diventa molto più difficile. La vera sfida è crearsi una sfida”.
Pirlo?: “Un giocatore come Andrea non potrà mai essere messo in discussione, perché se si mette in discussione uno come Andrea, allora ci smontiamo i pezzi degli stadi, torniamo a casa e non giochiamo più a calcio perché non avrebbe più senso, però è anche vero che io mi auguro che una squadra, finchè ha l’opportunità, non si privi mai di una forza simile”.
I gol subiti in queste prime partite? “Sarebbe meglio e sarebbe più gradito partire, magari, in vantaggio, anche se, a onor del vero, c’è da dire che nelle ultime tre-quattro partite al primo e unico tiro in porta abbiamo sempre preso gol”.
Prendete gol da cinque partite di seguito. Quali sono i motivi?: “I motivi sono sicuramente anche un pochino frutto anche del caso e delle situazioni contingenti che si vengono a creare. Poi, indubbiamente, ci sono anche degli errori di reparto, degli errori dei singoli, perché alla fine ognuno di noi penso che qualcosina di meglio potesse fare in tutti i gol che abbiamo preso, compreso il sottoscritto. Per cui, credo che, però, sia una situazione che, visto che siamo all’inizio di un’altra stagione, ci possa stare perché fa parte di un percorso che deve tornare di nuovo ad essere ottimale e certo come lo è stato negli altri anni.
Sul turn over: “Penso che sia una delle cose più logiche che possano esistere nel momento in cui sei impegnato su più fronti, anzi sono anche proposte che spesso partono anche dall’esterno, e cioè da voi. Poi, nel momento in cui si applicano e ci sono, fanno un po’, non dico che facciano polemica e che diano il la a polemiche, però fanno storcere un po’ il naso. Come mai? Perché alla fine un giocatore, prendo il mio caso, come me, che fa 60 partite, o 59 come l’anno scorso, io credo che anche se riuscisse a farne 55, fatte bene, magari, sarebbe molto meglio sia per la squadra, che per me stesso, e per chi prende il mio posto, perché poi è un modo come un altro, secondo me, per chi gioca al mio posto di sentirsi gratificato e di sentirsi parte importante di questo progetto. Alla fine il gruppo si forma anche così, dando a tutti la possibilità di trovare spazio e mettersi in mostra”.PirloRinnovo
Marotta prende tempo sul rinnovo di Andrea Pirlo, ma rischia di commettere lo stesso errore del Milan nel 2011.
Apparso nervoso ultimamente, il navigato regista chiede certezze e fiducia per il futuro. Ora, non a febbraio o marzo come ipotizzato dal direttore generale bianconero.
Altrimenti si guarderà intorno, come quando lasciò il rossonero per approdare alla Vecchia Signora. Glielo permette il contratto in scadenza a giugno 2014. A gennaio può già accordarsi con altre società e non gli fanno difetto le pretendenti.
C’è il Real Madrid del mentore Carlo Ancelotti, che lo avrebbe voluto già ai tempi del Chelsea. Ai Blues, ora, lo vuole invece José Mourinho. E proprio in Inghilterra, come riporta La Gazzetta dello Sport, Pirlo piace parecchio, se è vero che anche il Manchester United attende alla sua porta.
L’allarme è scattato. Se la Juventus vuole trattenere il fuoriclasse bresciano, deve accelerare i tempi.
“La nostra squadra si è rinforzata, l’obiettivo della società è quello di mantenerla così com’è”. Parola di John Elkann, che promuove Tevez, loda Llorente, ma su Andrea Pirlo è piuttosto sibillino.
“Siamo molto soddisfatti dell’apporto che ci stanno dando i due nuovi attaccanti – dichiara il presidente dell’Exor a margine di un convegno tenutosi giovedì a Milano -. Llorente è una bella sorpresa, Tevez è un grande numero 10. Le loro prestazioni mi confortano molto”.
E Pirlo? “Andrea è un grande giocatore, vogliamo conservare la nostra rosa così com’è, considerando la nostra forza. Sulle sirene spagnole, inglesi o altro non ho alcun commento da fare”, aggiunge Elkann. E le sue dichiarazioni non sembrano cancellare le voci su una possibile partenza del regista di Flero a fine stagione.

(mbocchio)