Al Barcellona basta Messi, al Milan non basta un tiro

Non c’è pace per il Milan, non c’è scampo dinanzi a Messi e al Barcellona, monarca del calcio mondiale sempre in carica. Il Milan risulta, almeno nella prima frazione, maltrattato dall’arbitro: discutibile il rigore fischiato a Neymar, in fuorigioco il 2 a 0 di Busquets.Grazie a una rabbiosa accelerazione di Kakà e a qualche bella manovra apparecchiata nella ripresa, il Milan riesce a riaprire la sfida prima di arrendersi all’ennesima magia di sua maestà Messi.FC Barcelona vs AC Milan
Non sfigura insomma, alla fine anche se piegato nettamente dal risultato e dalla classifica del girone. Abbiati, Kakà e Montolivo sono quelli che reggono il confronto con i marziani di Martino. Balotelli gioca un solo tempo, non ha grandi palloni da giocare, anzi offre lui una palletta a Kakà. Potrebbe essere l’inizio di una rinascita se Mario la prende per il verso giusto. Adesso il Milan deve recuperare la qualificazione con Celtic e Ajax, e pensare al Chievo. Conta più della Champions.
Tutti gli occhi puntati sulla panchina del Milan che presenta la clamorosa sorpresa della sera: Balotelli in tuta, dentro Robinho in coppia con Kakà nella speranza che il duo made in Brazil possa colmare la lacuna. Tassotti, portavoce di Allegri, racconta la verità in modo didascalico: «Scelta fatta in base alle precedenti esibizioni di Mario e agli allenamenti sostenuti». Come dire: se Balotelli attraversa un periodo no, se non si impegna a Milanello e pensa di risolvere la partita, da solo, tirando da qualsiasi posizione, senza giocare con il gruppo, allora meglio lasciarlo fuori per poi spalancargli il Camp Nou dopo l’intervallo (fuori l’inutile e irritante Robinho). Appena la scena si sposta sul prato verde smeraldo criticato ferocemente dai catalani, si capisce che il Barça non rinuncia alla sua vocazione, tenere palla, farla girare fino a trovare un pertugio in area milanista, mentre i rossoneri si votano a una difesa stretta e compatta ricopiando lo schema della sfida di andata.
Messi e soci comandano il gioco ma fanno poco per far vedere i sorci verdi ad Abbiati messo in crisi, nel primo tempo, da un cross di Adriano. Alla prima ingenuità, di Abate, la difesa di Allegri paga pegno, alla seconda collettiva disattenzione (della difesa e dell’assistente) finisce sotto di due gol: dal dischetto (trattenuta di Abate sulla spalla di Neymar che fa scena, rotolando come colpito da una folgore) è Messi a firmare l’1 a 0; dalla punizione di Adriano, svetta la testa di Busquets, più avanti di tutti, perciò in fuorigioco, che mette a nudo la solita impreparazione rossonera sui calci piazzati, Abbiati fermo, gli altri in ritardo guardano invano dalla parte dell’assistente serbo che non si avvede della posizione irregolare. Il destino offre una mano al Milan prima dei titoli di coda della frazione: lo scatto imperioso di Kakà è uno splendido spaccato di potenza e determinazione, il suo cross trova il piedino di Piquè che gli fa da sponda ingannando il portiere.

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Il Milan di Balotelli, nella ripresa, è un’altra cosa almeno fino al cedimento finale. Prima osservazione: Mascherano deve martellargli le caviglie un paio di volte senza incorrere nel castigo dell’arbitro serbo, per frenarne le cadenze. Seconda osservazione: squadra più convinta, protetta meglio dalla coppia di secondini De Jong e Montolivo, capace di sprigionare ancora la classe di Kakà e mettere alla prova l’intesa con Mario come nell’uno-due che fa sobbalzare in tribuna Galliani e Barbara Berlusconi. Il Barça non si tira mai indietro, sarebbe un sacrilegio fermarsi ad aspettare il rivale, e anzi tenta di portare sempre uno dei suoi, come succede a Neymar (fa fuori 4 birilli prima di alzare in curva il pallone) davanti ad Abbiati costretto a un paio di prodezze (su Iniesta la prima e Sanchez la seconda) che ha il merito di tenere viva la partita e in bilico il risultato fino al blitz di Messi, azionato da Fabregas, nel cuore dell’area rossonera. Il 3-1 incornicia la promozione anticipata dei catalani agli ottavi.

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Cerci: la vendetta del talento tradito

Solo una zampata velenosa partita dal piede fatato di un ex (inconfessabilmente) arrabbiato è stata in grado di fermare la folle corsa della famelica lupa di Rudi Garcia. Alessio Cerci esorcizza la carica dei capitolini. In fondo, il vecchio cuore granata non può non esaltare i suoi interpreti quando, sul campo, si gioca la partita della vita.
Tutto nasce dal lancio di Alessandro Gazzi che pesca Riccardo Meggiorini. Cross basso ed Alessio Cerci trova la rete che pareggia il gol di Strootman. Il Torino di Ventura trova l’ispirazione e ferma la Roma, inchiodandola al pari. Ma dietro l’impresa dei granata c’è la storia di un talento che rischiava di annaspare nelle serie minori, sui palcoscenici meno nobili di una Serie A sempre più ‘povera’. Di uomini e di idee.
Da erede conclamato del ‘Pupone’ Totti a talentino di scorta da utilizzare nel turn-over di Europa League, la figlia spuria e illegittima di quella che fu la gloriosa (e prestigiosa) Coppa Uefa. Da Fabio Capello, che a sedici anni e mezzo lo butta nella mischia a Claudio Ranieri che lo considera un ottimo elemento. Sì, ma di scorta. L’avventura del centrocampista-attaccante cresciuto calcisticamente nella ‘cantera’ giallorossa sembra essere già scritta. Come quella di un altro fenomeno che adesso stabula tra serie B e massimo campionato, il puntero Stefano Okaka.
La parentesi a Firenze, con la maglia viola, è un altro mezzo incubo. Dalla voglia di riscatto alle incomprensioni con la tifoseria. L’ultima chiamata arriva dal Torino. Quasi insperata, accanto ad un altro campionissimo che la solita e supponente critica ha già bollato come mezzo bidone: Ciro Immobile. E Cerci, con la maglia del Toro, non ne sta sbagliando una. Capita, certo, il rigore che va fuori. Ma quello che conta, in campo (e con la casacca del Toro), è dare tutto. E chissenefrega se giochi contro la squadra per la quale fai il tifo da bambino (ipse dixit). La zampata di Cerci è un graffio che colpisce la corazzata di Garcia.
Certo, un pareggio è meglio di una sconfitta, per i capitolini. E dopo dieci vittorie è pure normale tirare il freno. Ma il fatto che la porta di De Sanctis sia stata violata proprio dall’ex (inconfessabilmente) avvelenato Cerci la dice lunga sul fascino del calcio.

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Seedorf vs Allegri: “Giocavo poco”. Ma gli over 35 in Europa funzionano così

Qualche giorno fa Clarence Seedorf, probabilmente uno dei più forti centrocampisti degli ultimi vent’anni, ha motivato il suo addio al Milan con un nome molto in voga quando si tratta di trovare un capro espiatorio: Massimiliano Allegri. L’olandese del Suriname non era infatti contento di giocare “solo” le partite contro Barcellona e Juventus, ma, a trentasei anni suonati, voleva continuare a essere considerato un titolare più o meno fisso. AllegriSeedorfPer rafforzare la sua tesi, l’ex numero dieci rossonero ha citato campioni quali i mancunians Ryan Giggs e Paul Scholes, che hanno continuato a essere protagonisti con i Red Devils nonostante la loro età (calcisticamente) più che avanzata. E c’è da aggiungere che Berlusconi – come confermato anche nel libro dei Bersani boys “Giorni bugiardi”, scritto (per Editori Internazionali Riuniti) da Stefano Di Traglia e Chiara Geloni – ha più volte pensato all’olandese per sostituire proprio Allegri…
“Protagonisti”: è questo il termine su cui occorre riflettere. In squadre come Milan o Manchester United, abituate a giocare su tre fronti (addirittura quattro gli inglesi) per gran parte della stagione, si può essere protagonisti, probabilmente, più giocando contro Juventus e Barcellona al top, piuttosto che spadroneggiando contro Hull City o Chievo per poi arrivare senza benzina nelle sfide che decidono un’annata intera. E questo, non ce ne voglia Seedorf, sir Alex Ferguson e i suoi fedelissimi Fergie boys l’hanno capito perfettamente.
Prendendo in esame le ultime due stagioni, in Premier League Ryan Giggs ha disputato venticinque (2012-2013) e ventidue (2011-2012) partite, ben lontano dalle trentotto complessive. Qualcuno obietterà che il gallese ha tre anni più di Seedorf e che, quindi, sarebbe più opportuno andare indietro di quattro o cinque stagioni. Bene, il risultato non cambia: è dal 2009, infatti, che non supera i venticinque gettoni di presenza. Discorso simile vale per Paul Scholes, con “l’aggravante” che il suo dietrofront sul ritorno al calcio giocato ha definitivamente convinto Paul Pogba a lasciare Manchester per Torino.
E’ singolare, quindi, che un campione intelligentissimo come Seedorf dica di essersi sentito meno protagonista con Allegri che, nonostante tutto, nella sua prima stagione sulla panchina milanista gli ha garantito quaranta presenze tra campionato e coppe. Un fuoriclasse, passata una certa soglia di età, va gestito sulla base del triplice impegno settimanale, tanto più tenendo conto che, contro squadre chiuse, rischia di diventare più un peso che un valore aggiunto. Con il tempo i grandi colpi rimangono, ma il passo e la velocità in campo difficilmente sono gli stessi di qualche anno prima. Motivo per cui “contro Juventus e Barcellona”, in generale contro squadre che si scoprono, il tasso tecnico di Giggs e Seedorf può tornare a emergere in maniera spesso decisiva, continuando a renderli protagonisti come lo sono stati per tutta la loro splendida carriera.

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Ligue 1. L’Ajaccio perde ancora. Esonerato Fabrizio Ravanelli

RavanelliAjaccioCon la sconfitta casalinga contro il Valenciennes finisce l’avventura di Fabrizio Ravanelli sulla panchina dell’Ajaccio. La batosta rimediata tra le mura amiche da una delle dirette pretendenti alla salvezza nella Ligue 1 costa il posto a Penna Bianca che lascia la formazione corsa all’ultimo posto in condominio con il Sochaux, a sette punti. L’incontro è terminato tre a uno a favore degli ospiti. Non è bastato l’illusorio pareggio – grazie ad una rete del difensore Valenciennes Mater – Puyol e Dossevi affondano le speranze della compagine di Adrian Mutu. L’addio a Ravanelli ed al suo staff è stato ufficializzato subito dopo l’ultima batosta ed è stato affidato al ‘solito’ comunicato stampa di giubilato: “Ho apprezzato molto il lavoro tecnico ma questa era l’unica cosa da fare nell’interesse del club“, ha detto il presidente dell’Ajaccio Alain Orsoni. All’annuncio della società sono seguiti i ringraziamenti di rito dell’ex tecnico: “Grazie a tutti, è stata un’esperienza importante“. Insomma, la più classica delle trafile mediatiche per l’addio alla panca.
L’Ajaccio, attualmente affidata alla guida tecnica del responsabile delle giovanili Christian Bracconi, ha raggranellato solo una vittoria in dodici incontri. Il cammino dei corsi nel primo scorcio di campionato è agghiacciante: oltre all’unico scontro vinto, quattro pareggi e ben sette sconfitte con l’attacco più asfittico del torneo (solo otto segnature finora).

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Juve, tutto in mano sua

VidalRealMadridDa un certo punto di vista, la Juventus ha ampiamente vinto la sfida con il Real Madrid. Stiamo parlando di numeri. Il big match con la squadra di Ancelotti ha fruttato alla Vecchia Signora un incasso record nella storia dello Juventus Stadium.
Ad assistere alla partita con i Blancos, erano presenti ben 40.696 spettatori per un incasso record pari a 2.585.166 euro, il più alto nella storia della nuova casa bianconera.ConteRealMadrid
Vincere sarebbe stato meglio ma, grazie all’inatteso ko del Galatasaray in Danimarca, il punto conquistato contro il Real Madrid è di quelli che fanno sorridere. La Juventus, in coro, sottolinea la bella prova contro le Merengues e si sente più sicura circa il passaggio agli ottavi di finale di Champions League. “Siamo vivi, abbiamo tutto in mano nostra, c’è l’obbligo adesso di battere il Copenaghen in casa e poi di andare a fare risultato col Galatasaray. Se saremo bravi, andremo avanti, altrimenti ci alzeremo e applaudiremo chi lo farà al posto nostro”, le parole di Antonio Conte.
Fiducioso anche Llorente, autore della rete del pareggio: “Ho aiutato la squadra in una partita importante. Un punto importante, ora se vinciamo le due prossime partite, passeremo e andremo avanti. Bisogna essere tranquilli, cercando di fare il nostro miglior gioco”. Buffon, tuttavia, avvisa: “Il Copenaghen, vincendo con il Galatasaray, ha dimostrato che non è una cenerentola”.CriRonaldoJuve
Anche Cristiano Ronaldo, fischiato dal pubblico bianconero, stella del Real Madrid, si complimenta con la Juventus: “E’ una squadra fantastica, forte, con grandi giocatori. Non sono ancora qualificati ma penso che passeranno sicuramente perchè sono la squadra migliore del girone tra le nostre rivali”. Mister Ancelotti non ha dubbi sul passaggio del turno dei bianconeri, gongolando per l’ormai quasi certo passaggio agli ottavi. “E’ un’ottima squadra e passerà il turno insieme a noi”, le sue parole in conferenza stampa post match.
E lui, ex allenatore dei bianconeri mai troppo amato, proverà a dar loro un mano dando del filo da torcere al Galatasaray.
“Penso che si qualificherà – ha spiegato -. La Juve ha più qualità del Galatasaray. Noi contro i turchi dobbiamo vincere, e giocare bene. E’ una regola”.BaleGol
Sul 2-2 allo Juventus Stadium: “Il primo tempo l’abbiamo affrontato troppo basso, con poca pressione in mezzo visto che Pogba e Marchisio si allargavano. Poi è andata meglio, stiamo crescendo nonostante certe amnesie e mancanza di equilibrio a momenti”.
Attestato di stima per la Juventus infine firmato Iker Casillas. Il guantone del Real Madrid si complimenta coi bianconeri dopo il 2-2: “All’andata l’espulsione di Chiellini ha determinato la partita, sono una buona squadra e gli altri risultati la rimettono in gioco. Grande rispetto per la Juventus”.

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Quella con il Real è una gara fondamentale

TevezCR7Continua ad essere complicato il rapporto fra Carlo Ancelotti e il Real Madrid, creatura che fatica a plasmare.
I risultati stanno arrivando, ma anche i gol subiti, troppi secondo il tecnico italiano che non le ha mandate a dire alla squadra, dopo la vittoria per 3-2 nel derby col Rayo Vallecano, alla vigilia del match odierno di Champions League contro la Juventus.
“E’ già successo col Siviglia, ho paura che sia una attitudine della squadra. Dobbiamo rimuovere la superficialità che a volte mettiamo in campo. Una squadra con questa qualità non può farsi rimontare 3 gol” ha tuonato Ancelotti, preoccupato forse in vista dell’imminente trasferta a Torino contro la Juventus.PogbaChelsea
Antonio Conte è carico a mille in vista della sfida con le Merengues: “Inutile nascondersi, sarà una gara fondamentale, una bellissima partita. E’ fondamentale per andare avanti in Champions League e dovremo dimostrare sul campo di meritare di qualificazione”.
“Ancelotti conta su un reparto offensivo straordinario e devastante. Ronaldo, Bale, Benzema e Di Maria sono fantastici quando hanno spazi da attaccare. Dovremo fare attenzione dal punto di vista tattico nel ripetere quello che abbiamo fatto al Bernabeu”, sottolinea l’allenatore della Juventus.
Conte chiama anche a raccolta i tifosi: “Cercheremo di far pesare il fattore ambientale e per questo motivo mi aspetto grandissimo calore da parte degli spettatori. Devono accompagnare la squadra nei momenti positivi e meno positivi. C’è bisogno di esaltarsi contro un ostacolo molto alto”.
A dirigere il match sarà Webb: “Noi pensiamo a giocare a calcio, agli arbitri ci pensa la Uefa. All’andata ci furono episodi particolari che compromisero il risultato, però fa parte del gioco”.ConteRealMadrid
Anche Carlos Tevez ha parlato in conferenza stampa prima del match contro il Real Madrid.
“Non credo che sia una squadra in difficoltà. E’ fortissima sul fronte offensivo, mentre in difesa ha qualche problema in più. Per noi sarà una finale perché per passare il turno dovremo vincere le prossime tre partite. Casillas titolare in Champions? Sono decisioni di Ancelotti, per noi non cambia niente”.
“Cosa invidio a Ronaldo? Niente, anche se è un grande giocatore”, ha concluso l’Apache.
Non accennano a svanire infine, le voci di mercato attorno a Pogba. Il giovane talento della Juventus interessa a tantissimi grandi club, in particolare al Chelsea. Mourinho, secondo quanto riportato da Eurosport, avrebbe un debole per il francesino e lo vorrebbe, il prima possibile, nella propria rosa.
I Blues sarebbero pronti ad una mega offerta per strappare Pogba alla Juventus. La proposta sarebbe di quelle faraoniche, pari a 45 milioni di euro. In casa Juventus sono certi di poter trattenere il nuovo gioiello (pronto un adeguamento di contratto) ma il Chelsea sembra voler fare sul serio.

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Cerci ferma la Roma

ToroCerciPrima o poi il momento, tanto atteso dalle inseguitrici, doveva arrivare. All’ undicesima giornata di serie A, la Roma ha dovuto rinunciare al bottino pieno grazie ad un Torino arcigno, che ancora una volta si è affidato ad Alessio Cerci, ex e tifosissimo giallorosso, per bucare la difesa avversaria.
E’ così Giampiero Ventura il primo allenatore di Serie A a stoppare la corsa della Roma di Rudi Garcia, apparsa inarrestabile prima della notte dell’Olimpico piemontese.ToroRoma
“Credo vada dato grande merito ai miei ragazzi – ha sottolineato nel dopogara il tecnico ligure, non senza un pizzico d’orgoglio -. Contro una squadra contro la Roma non abbiamo mai concesso un tiro in porta e il dato non è certo casuale. Nonostante le tante assenze e una rosa ridotta abbiamo meritato il punto e abbiamo costretto De Sanctis a una serata di super lavoro, sprecando anche qualche ripartenza”.
“Sono contento per questo gruppo – ha proseguito Ventura -, perché i punti raccolti erano inferiori rispetto alla mole di gioco prodotto fin qui. Scrivere una piccola pagina fermando una squadra che sembrava imbattibile era importante”.
“Modulo a quattro punte? Contro alcune squadre bisogna giocare così, se avessi avuto a disposizione gli uomini giusti avrei disposto i miei giocatori in campo in questo modo anche contro il Napoli”, ha svelato infine l’allenatore dei granata.
Così l’allenatore della Roma Rudi Garcia. “Quello che mi è piaciuto è che abbiamo giocato tutta la partita per vincere. Anche sull’1-1 abbiamo visto, anche alla fine della partita, che abbiamo attaccato tanto e abbiamo provato a vincere fino alla fine. Così è il calcio, non possiamo vincere sempre, ma un pareggio fuori casa, non è mai un risultato negativo. Allora, tutto va bene per noi.
Ed ancora: “E’ sicuro che senza Totti, senza Gervinho, abbiamo meno soluzioni davanti. Non era possibile giocare dall’inizio con Borriello e con Ljajic, altrimenti dopo un’ora o 70 minuti il cambio sarebbe stato necessario per loro due. Dopo è difficile attaccare e vincere alla fine della partita se non hai più attaccanti in campo. Nel primo tempo non abbiamo sofferto quasi per niente le loro ripartenze, perché il Torino aspettava solo questo, un errore nostro. Nel secondo tempo c’erano più spazi per attaccare, sia per noi che per loro”.
Infine: “Non dico niente sulle decisioni arbitrali, perché non ho visto niente, ma abbiamo preso un gol, dove Benatia è primo sul pallone e il giocatore del Torino è dietro”.CerciRoma
Aveva gli occhi che ridevano Cerci, dopo il meritatissimo 1-1: “Sono contento per noi, felice per la nostra gente. Questo è un punto importante per noi, che fortifica le nostre convinzioni e ci rende orgogliosi. All’inizio ero emozionato, non lo nego: nella Roma sono cresciuto calcisticamente. Però quando ho fatto gol ho esultato perchè è giusto così: io sono un giocatore del Toro ed era normale che sfogassi la mia gioia sotto la Maratona”.
“Io al Toro sto bene perchè qui mi fanno sentire importante, mi sento protetto, avverto la stima di tutti dalla società all’allenatore, dai compagni ai tifosi a tutti coloro che lavorano qui: la scorsa estate non ho mai pensato di andare via, ho sempre creduto che fosse questo il posto giusto per me – ancora quello che è ormai diventato il nuovo giocatore simbolo del Toro -. La classifica dei cannonieri? Non ci penso, ho già segnato otto gol, è vero, ma non vivo di questo. Se viene il gol bene, diversamente anche un assist mi gratifica. Il Mondiale? E’ logico che faccia parte delle ambizioni di un calciatore, ma c’è tutto un campionato da giocare, ora penso solo al Toro e a far bene qui. Ho 26 anni, di tempo ne ho già perso abbastanza, ora ho capito che se mi alleno al 100% poi il lavoro della settimana si vede perchè in campo riesco a dare tutto. Rimpianti per la nostra classifica? In effetti abbiamo sciupato qualche opportunità di troppo: dobbiamo fare mea culpa tutti insieme per gli errori commessi e far tesoro delle esperienze. Però dopo una sera così non è bello parlare del passato, dobbiamo vivere di presente: avevamo addosso gli occhi di tutta Italia e abbiamo giocato alla pari con una squadra fortissima. Sì, questa Roma è da scudetto: ha giocatori di qualità, un allenatore molto bravo e una compattezza di squadra notevole. Secondo me sarà sino alla fine una lotta a tre con Juventus e Napoli”.

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Il Toro sulla strada della Roma dei primati

Torino FC - Conferenza Stampa Giampiero VenturaIl tecnico granata Giampiero Ventura ha incontrato i media per presentare la sfida di questa sera (fischio d’inizio alle ore 20,45) contro la Roma: “I giallorossi sono l’avversario più difficile da affrontare? L’avversario più difficile ad essere sincero sono gli infortuni che ci hanno colpito, come quello di Rodriguez. Se si andasse a togliere sei o sette giocatori ad ogni squadra il campionato avrebbe un altro volto; siamo in emergenza, ma facciamo di necessità virtù. Andiamo a fare la nostra partita e vediamo dove possiamo arrivare nonostante l’emergenza. La sfida contro il giallorossi non ha bisogno di commenti: affrontiamo una formazione che ha segnato molto e subìto solo un gol finora. Contro il Napoli è l’unica partita che ci è sfuggita: abbiamo patito dal punto di vista fisico”.
Ventura è poi ritornato sul rocambolesco pareggio nel turno infrasettimanale: “ALivorno sul 2-0 c’è stato un pizzico di superficialità, poi abbiamo perso le distanze: rivedendo le immagini ce ne siamo resi conto e faremo in modo di non ripetere l’errore. La sostituzione di El Kaddouri? Non aveva i 90 minuti nelle gambe: ha iniziato il match con il Livorno, poi ho dovuto sostituirlo. E’ possibile che contro la Roma venga cambiato qualcosa. Non credo si possa parlare di calo fisico: a parte Napoli, i recuperi che abbiamo subìto non sono stati di questo tipo. A Livorno negli ultimi venti minuti abbiamo avuto una reazione importante centrando anche un palo. Si parla di una Roma invincibile: noi saremo ancora più carichi per affrontarla. Il merito più grande di Garcia è quello di aver inculcato a grandi campioni lo spirito di sacrificio fondamentale per vincere”.
E proprio Rudi Garcia non vuole fermarsi a dieci. “Vogliamo continuare la nostra serie vincente. Non è un peso, ma un aiuto psicologico. Siamo concentrati solo sul Torino e dopo il record italiano, vogliamo quello europeo”, ha spiegato in conferenza il tecnico della Roma, che punta ad eguagliare domenica le undici vittorie di fila ottenute dal Tottenham all’inizio della stagione 1960-‘61.GarciaTorino
“La sola cosa che mi preoccupa è che ho poche soluzioni davanti. E’ difficile giocare tre partite di fila per uno a cui mancano gare nelle gambe, per questo dico che sarà il momento di Caprari e Ricci di aiutare la squadra: contro l’Udinese e contro il Chievo non era possibile farli entrare ma arriverà il loro momento; gli altri stanno bene, Torosidis e Dodò sono pronti dal punto di vista fisico, anche Marquinho ha aiutato molto la squadra”, ha aggiunto l’ex allenatore del Lille.
“Con il Torino tutto può succedere. Quando vinciamo recuperiamo meglio le fatiche. Abbiamo fatto attenzione in allenamento per non avere infortuni. Sono contento di giocare contro la squadra di Ventura che vale molto di più della sua classifica attuale. Quando vinciamo siamo contenti di giocare ogni tre giorni. Saremo pronti”, ha concluso.

Le probabili formazioni:

Torino (3-5-2): Padelli; Darmian, Glik, Moretti; D’Ambrosio, Gazzi, Basha, Bellomo, El Kaddouri; Cerci, Immobile.
A disposizione: Berni, Gomis, S. Masiello, Maksimovic, Scaglia, Vives, Meggiorini, Pasquale, Barreto. Alenatore.: Ventura

Roma (4-3-3): De Sanctis; Maicon, Benatia, De Rossi, Balzaretti, Pjanic, Bradley, Strootman; Florenzi, Borriello, Ljajic.
A disposizione: Lobont, Torosidis, Jedvaj, Dodò, Burdisso, Romagnoli, Taddei, Caprari, Marquinho, Ricci. Allenatore: Garcia

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Serie A, Napoli secondo: 2-1 al Catania. Milan ancora ko: 0-2 Fiorentina

Napoli e Juventus non mollano la Roma: le inseguitrici vincono e restano alle calcagna della capolista giallorossa, in vantaggio di due punti e impegnata domenica sera a Torino. Negli anticipi dell’11° turno di Serie A spicca anche l’ennesima sconfitta del Milan, la quinta, contro una Fiorentina priva di Gomez e Cuadrado. Galliani lascia lo stadio dopo il 2-0, e per mister Allegri tira sempre più una brutta aria.HamsikNapoli

Hamsik e Callejon super – Al San Paolo contro il Catania il Napoli risponde alla Juve (0-1 a Parma) fa tutto nella prima mezz’ora: prima Callejon batte Andujar con un gran sinistro dal limite quindi è Hamsik a fare il 2-0 con un altro fenomenale tiro dal limite su assist di Insigne. Tutto facile per gli uomini di Rafa Benitez, anche se i siciliani provano a tornare in partita con Castro che fa 1-2 prima dell’intervallo. Nel secondo tempo, però, è sempre il Napoli a sfiorare il 3-1. Ora la testa va a mercoledì, quando gli azzurri affronteranno l’Olympique Marsiglia sempre in casa nel decisivo quarto turno di Champions League.MilanFiorentina

Allegri al capolinea? – Doveva essere la partita del riscatto, invece il Milan continua ad affondare. Dopo il ko di Parma e il pareggio tra i fischi contro la Lazio, i rossoneri sono più impotenti che sfortunati contro una Fiorentina non certo al top. La squadra di Montella vince 2-0 praticamente con due tiri e due gol. Nel primo tempo punizione di Vargas deviata da Muntari e Gabriel spiazzato. Nel secondo tempo, cross di Joaquin, deviazione in tuffo del portiere brasiliano e tap in di destrezza di Borja Valero, al solito tra i migliori in campo. Balotelli ancora ammonito, nervoso, poco pericoloso. Kakà volenteroso ma troppo solo. In generale, poco peso in attacco, poche idee a centrocampo, poca tranquillità e attenzione dietro. In altre parole: un disastro, con pochissimi alibi. E ora, a giudicare dall’espressione dell’ad Galliani in tribuna, soltanto l’impegno ravvicinato mercoledì a Barcellona in Champions League garantisce al tecnico Allegri la permanenza sulla panchina rossonera.

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Dopo Parma la Juve guarda al Real

OgbonnaParmaIl tecnico della Juventus Antonio Conte ha accolto con soddisfazione il successo dei torinesi contro il Parma. L’allenatore bianconero ha evidenziato soprattutto la prova collettiva dei suoi: “Abbiamo vinto da Juve, da grande squadra che voleva la vittoria, che ha rischiato pochissimo e che ha voluto giocare anche sulla distanza e alla lunga siamo stati premiati. Quindi, sono molto contento per la prestazione, per la puntualità dimostrata dai ragazzi, anche perché martedì abbiamo un impegno comunque importante contro il Real Madrid e qualcuno inconsciamente poteva pensare a questa partita. Invece, siamo stati bravi, mi è piaciuto molto chi è entrato, come Padoin, mi è piaciuta molto la prestazione di Ogbonna, di un po’ di tutti i calciatori, la giusta mentalità, la giusta concentrazione. Abbiamo fatto rotazioni studiate, penso che questo anche ci ha dato un vantaggio anche alla distanza”.QuagliarellaParma
Vucinic e Liechsteiner sono recuperabili per martedì?: “No, non sono recuperabili perché non si sono mai allenati con noi, stanno facendo di recupero e non so neanche onestamente se con il Napoli saranno a disposizione, ma è molto difficile”.
Quanto è importante avere un giocatore che s’inventa all’improvviso la giocata come Quagliarella?: “Noi ci auguriamo di vederne sempre più spesso di questi tiri da parte di Fabio. Ha fatto sicuramente un tiro incredibile, è nelle sue corde questo tipo di giocata, però non glielo dite, perché se no, a volte, quando tira da centrocampo mi fa arrabbiare. E’ stato bravo Pogba a tenerla bassa, perché non era facile questa palla, invece, di piatto l’ha tenuta molto bassa e ha fatto un gran gol”.
Su Ogbonna, forse, bisogna ancora lavorare un po’ sulla personalità, o ce l’ha?: “L’abbiamo preso da Torino dove giocava con grandissima personalità, con grandissimo carisma. Penso che lui ha fatto un salto importante quest’anno. E’ da soli tre mesi che sta con noi e un po’ gli è cambiato il mondo, perché, qui, qualsiasi cosa fai con la Juventus, in positivo o in negativo, viene messa in risalto. Ci sta che la maglia pesi, ma Ogbonna ha tutte le qualità e oggi l’abbiamo visto che può diventare un giocatore molto, molto forte. L’abbiamo preso proprio per questo motivo, deve continuare a lavorare, essere più cattivo, soprattutto nei contatti fisici e acquisire quel pizzico di personalità in più, che solo il tempo e la consapevolezza di vestire questa maglia gli può dare”.TevezParma
Fabio Quagliarella ha esultato ai microfoni di Sky dopo il successo per 1-0 contro il Parma. La rete di Pogba, come detto, è stata propiziata da una sua prodezza precedente.
Non hai fatto gol, ma la traversa da te colpita è stata determinate per il gol di Pogba: “Fortunatamente, poi, è stato bravo Pogba a crederci. Sicuramente, non era facile, ho fatto un gran tiro, è andata bene. Quindi, bene così, su un campo difficilissimo. Sapevamo che era una partita tosta, quindi, credo che siano tre punti importantissimi”.
Quanto era importante vincere qui, forse non è un gran nome, sul campo del Parma?: “Invece, è’ una gran bella squadra, come ha detto il mister in conferenza, rispetto all’anno scorso e a due anni fa, credo sia molto, molto più forte. E’ una squadra che darà fastidio durante il campionato. Quindi, per noi era un esame importante, l’abbiamo superato a pieni voti”. Come stai? Se pronto per Real Madrid e Napoli?: “Prontissimo. Aspettiamo il mister cosa decide”.

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