È arrivato Osvaldo

Osvaldo arriva a TorinoLa nuova avventura bianconera di Osvaldo è già iniziata. L’ex Southampton si trova già a Torino per sostenere le classiche visite mediche e fare la conoscenza con la sua nuova squadra. Arrivato di prima mattina a Torino, il nazionale italiano è apparso decisamente soddisfatto per l’esito della trattativa.
Per questi sei mesi, il neo bianconero guadagnerà 1,1 milioni di euro netti. Intanto la Juventus sta provando a piazzare Quagliarella, per non ritrovarsi con sei attaccanti in rosa.SatiraJuve

Inter e Juve, spunta Quagliarella

Juventus e Inter sempre protagoniste. A due giorni dallo scontro diretto in campionato, i dirigenti delle due società hanno ripreso a trattare per un ultimo scambio di mercato.
L’operazione Guarin-Vucinic sembrava definitivamente saltata, col montenegrino che giovedì ha fatto sapere di voler restare a Torino, ma Marotta e Branca si sono incontrati, con nuovi scenari.
L’arrivo di Osvaldo in bianconero ha intasato il reparto offensivo di Conte, tanto che si è fatto il nome anche di Quagliarella, che potrebbe trasferirsi in nerazzurro al posto di Guarin.
Proprio il colombiano ha alzato la voce su twitter chiedendo chiarezza: entro le 23 sarà accontentato.

(mbocchio)

Juve, preso Osvaldo. Giallo ET: va a Roma ma nessuno lo vede

Mistero sulle operazioni del presidente dell’Inter a caccia di Hernanes. Henrique e Goulam, colpi del Napoli. Postiga alla LazioHernanes

Pjanic, Isla, Mbaye, Vucinic, Icardi, Constant, Quagliarella, tutta gente che ha fatto sapere di non volere cambiare maglia, Paolo Cannavaro è giù di corda, come Fredy Guarin, Hernanes piange fra i tifosi, Thohir scopre l’altra faccia di una trattativa scomoda alla piazza.
Ranocchia un mistero, prima prende tempo con i turchi, poi esce l’indiscrezione che starebbe per andare in prestito al Galatasaray per 750mila euro. La Roma si è ritirata per i costi troppo alti dell’operazione. Pochi minuti e il Galatasaray fa sapere che rinuncia, troppi tentennamenti, ha preso il centrale turco Koray Gunter. La migliore segnala gli avvocati della Juventus al lavoro per valutare se abbia valore legale l’ok via sms di Thohir per lo scambio Vucinic-Guarin, proprio nei minuti in cui arriva quasi ufficialmente la notizia dell’accordo raggiunto con Osvaldo e il Southampton sulla base di un prestito gratuito con una serie di bonus legati alle performance del giocatore e un riscatto a 20 milioni che la Juventus può anche non esercitare. Adesso Antonio Conte ha sei punte, Tevez, Llorente, Vucinic, Quagliarella, Giovinco e Osvaldo. Eppure dall’entourage del montenegrino esce l’indiscrezione che se l’Inter dovesse farsi avanti, tutto potrebbe cambiare, con il dg Marotta che commenta: «Non so se ancora possa interessarci Guarin, ma è bravo. E questo non lo dice solo la Juventus». L’Inter tiene calda la pista Nani che ha avuto un incontro con Moyes, il manager dello United. Il portoghese è scivolato fra le riserve ma è infortunato e fino a marzo non rientra.
De Laurentiis dopo Jorginho ha piazzato altri colpi, il difensore brasiliano Henrique e il laterale di sinistra francese Ghoulam per 3,5 milioni, bloccato per quattro anni con un ingaggio di 4,5.
Difficile che Benitez si impunti anche su Capoue, al momento fra Tottenham e Napoli ci sono 4 milioni di differenza.
Postiga centravanti della nazionale portoghese è della Lazio, Diakite è della Fiorentina, il Milan deve sfoltire intanto blocca Saponara per volere di Seedorf e prenota Agazzi, si allontana Armero e si allontana la Cina per Biabiany, più vicino ai rossoneri. Niente Queen’s Park Rangers per Ishak Belfodil, erano già state annunciate le visite mediche poi non è stato trovato l’accordo economico fra giocatore e club. Identico scoglio che ha tolto Mbaye dall’affare Hernanes, la storia più ricca di giornata.
In mattinata Erick Thohir è segnalato verso Roma, ufficialmente per un incontro istituzionale con l’ambasciata indonesiana. Ci sta, è una visita quasi obbligata, ma a Roma ci sono anche Hernanes e Lotito, furibondo perchè l’agente di Mbaye per il «Pogba del futuro», parole sue, avrebbe chiesto un ingaggio da 1,2 mln a salire. L’uscita del senegalese alza il cash. Alle 14,30 il brasiliano lascia Formello, regala un paio di scarpe da calcio a un tifoso e si commuove, il dg Tare gli avrebbe comunicato l’imminente cessione, è solo una questione di milioni, adesso Lotito ne vuole 20, per 16 lo molla. A Milano viene segnalato il procuratore cinese di Hernanes negli uffici di Corso Vittorio Emanuele, trovato l’accordo a 3,5mln a stagione. Alle 17 Lotito si fa vivo: «Non mi risulta che sia stato venduto», Tare conferma, gira la voce che l’incontro con Thohir e i suoi sarà alle 18. Più veloci i tifosi, si radunano a Formello e in un paio d’ore diventano cinquecento, contro la cessione di Hernanes e contro Lotito. Alle 20, avvertito che lo stanno per raggiungere, il presidente della Lazio lascia il suo quartier generale di villa San Sebastiano. La cosa più bizzarra è che c’è mezzo mondo mobilitato ma Thohir a Roma non l’ha visto nessuno, sull’orlo della disperazione su un sito è apparsa una fotografia della sede indonesiana nella capitale, ma non c’è l’ombra di nessuno. Di sicuro sabato torna in Indonesia. Stasera alle 23 finisce tutto, purtroppo.

(rassegna stampa, Il Giornale)

Anche su Nani è Juve-Inter

NaniDomenica sera si gioca Juventus-Inter, ma il Derby d’Italia, accesissimo in queste settimane anche nelle trattative di calciomercato, è già cominciato da tempo e potrebbe vivere una nuova infuocata pagina nelle prossime ore.
I bianconeri, ancora scottati dallo stop imposto dalla Beneamata allo scambio tra Mirko Vucinic e Fredy Guarin, stanno infatti accelerando su uno dei principali obiettivi di Erick Thohir e soci: Nani.
Il portoghese, vicino all’addio al Manchester United, è infatti stato individuato dal presidente nerazzurro come rinforzo ideale per la rosa a disposizione di Mazzarri, per classe, esperienza e duttilità. L’idea dell’Inter è quella di accaparrarselo in prestito con diritto di riscatto e, secondo Sky Sport, il giocatore avrebbe già manifestato il proprio gradimento per l’operazione.
L’ostacolo sembra rappresentato ora proprio dalla Vecchia Signora, di cui Nani è un vecchio pallino. Inseguito prima che rinnovasse il contratto con i Red Devils e molto gradito a Conte che apprezza i giocatori di fascia dotati di piedi buoni, ora Marotta conta di convincerlo a sposare la causa bianconera. Carezzando l’idea di fare un nuovo sgarbo alla solita Inter.Guarinnonmolla

Guarin non molla

Guarin non si è ancora arreso. Secondo quanto appreso da Sportal.it, il colombiano non avrebbe ancora abbandonato il sogno di vestire la maglia della Juventus. Anzi, l’idea dell’entourage del giocatore sarebbe quella di convincere Thohir, nonostante i rapporti freddi con la Vecchia Signora, a lasciar partire il colombiano in direzione Torino.
Non a caso, Marcelo Ferreyra, agente di Guarin, sta insistendo per avere, in tempi brevi, un incontro con il patron Thohir per spiegare le ragioni del suo assistito e provare a sbloccare la situazione. Guarin, intanto, fa muro, rifiutando ogni possibile destinazione che non sia la Juventus. Ad oggi, ad esempio, l’opzione Galatasaray resta tale, nonostante l’offerta dei turchi sia di quelle importanti. Guarin pare deciso a “lottare” per diventare un giocatore di Conte, con buona pace dell’Inter e del popolo nerazzurro che mai vorrebbe vedere il colombiano con la casacca bianconera. Una situazione complicata per Thohir, già alle prese con diversi problemi, in primis il dover trattare con Lotito per Hernanes. Intanto la Juventus resta in attesa, pronta ad entrare in gioco.OsvaldoJuve

Marotta vira su Osvaldo

Nel silenzio più totale, ben nascosta nell’ombra, la Juventus ha tentato il blitz per strappare Pato al Corinthians (con la formula del prestito). L’assalto, però, è finito male.
Non finiscono invece le ricerche di un attaccante in grado di completare un reparto già ampiamente competitivo con la buona vena di Tevez e soprattutto Llorente. Il nome nuovo è quello di Pablo Daniel Osvaldo, che fa gola a mezza serie A.
L’eventuale arrivo dell’italo-argentino è indipendente dalle vicende legate a Vucinic e Quagliarella, sempre in sospeso tra la cessione e la permanenza in bianconero. Beppe Marotta ha parlato sia del montenegrino che della punta del Southampton: “Vucinic partirà quando lo chiederà e questo non è ancora avvenuto. Osvaldo? E’ un nazionale italiano; piace non solo a me, ma a tante squadre”.
Il 28enne dei Saints ha disputato 13 partite dell’attuale Premier League, segnando 3 reti.PatoJuve

Pato negato alla Vecchia Signora

Clamoroso in quel di Torino. La Juventus, tramite un suo rappresentante spedito in Sudamerica (che sia David Trezeguet?), ha chiesto al Corinthians l’ex milanista Pato.
Dalla società di San Paolo è però arrivato un secco no. La motivazione? Alla dirigenza del Timão non è per niente andata a genio la formula proposta dai bianconeri: prestito secco per 4 mesi.
Il Corinthians teme che l’attaccante 24enne possa svalutarsi ancora più con questa seconda esperienza italiana, dopo l’annata altalenante vissuta con la maglia paulista. A maggior ragione perché ora come ora scalzare la concorrenza di Tevez e Llorente è una prospettiva a dir poco ottimista. Ne ha dato notizia un blogger del sito UOL Esporte.

(mbocchio)

Il mercato del Milan tra vecchie glorie e carneadi: Essien e Taarabt

EssienMeno male che durerà ancora per poco questo mercato di riparazione (ah, davvero?). Le squadre di A non stanno dimostrando altro che l’insostenibile inconsistenza dell’essere ciechi (scusa, Milan Kundera!) di un’intera classe dirigente sportiva. Che si muove per dogmi: uno su tutti, “i soldi sono pochi, ma il prodotto va venduto lo stesso”.

MILAN GOODBYE – Se Adriano Galliani e Barbara Berlusconi credevano davvero di scaldare i cuori dei tifosi del Milan acquistando Michael Essien, si sono sbagliati di grosso. Sarà che noi italiani siamo maliziosi per natura, ma ci spiegate perché, se davvero Essien fosse ancora il campione che fu, il Chelsea lo ha sbolognato praticamente gratis al club di via Turati? Mourinho, giorni fa, ha pure detto che la partenza del centrocampista ghanese l’ha rattristato. Avrebbe preferito tenerlo. Più che una conferma del valore del calciatore, appare il giusto ‘onore delle armi’ a quello che è stato il suo pretoriano più fedele. Si spera ovviamente di essere smentiti dal campo, però …Taarabt

VECCHIE GLORIE E CARNEADI – Il Milan di quest’anno è un capolavoro estremo di comunicazione: cercare di far passare per grandi arrivi le vecchie glorie e gli illustri sconosciuti che sono approdati a Milanello. Prima di Essien è stata la volta di Riccardino Kakà. Ammirevole il suo mettersi in gioco a fine carriera dove ha praticamente scritto la storia, ma di birra non è che ne sia molta. Ma poi ci sono anche i supercampionissimi (sicuri?) che…non conosce nessuno. Prima il samurai Keisuke Honda, numero ’10′ giapponese prelevato direttamente dal Cska di Mosca che non ha certo dominato il suo campionato. Adesso tocca al Cristiano Ronaldo del Marocco, tale Adel Taarabt. Praticamente sarebbe la versione musulmana del devoto Kakà ma a differenza del brasiliano, faceva la panchina al Fulham, mica al Real Madrid.

(rassegna stampa, Barbadillo.it)

Pato Aguilera e il Genoa delle meraviglie

genoa-coppa-uefa-1992_0525In cento anni di storia otto mesi non sono nulla: una piccola ed insignificante parentesi. Nella vita
di una società di calcio come il Genoa, poi, rischiano di finire nel dimenticatoio. Non é il caso, però,
degli otto mesi “europei” che la società rossoblu ha vissuto tra il 1991 e il 1992. Strano ma vero. Per una società che ha trascorso periodi di straordinario splendore ma anche anni di incredibile
anonimato, otto mesi rischiano di rimanere veramente indelebili.
No, il Genoa 1893 non l’ha vinta la Coppa Uefa edizione 1991-‘92. Ma é un pò come se lo avesse
fatto. Già; i nove scudetti, la Coppa Italia e i primi assaggi di Europa negli anni Venti e Trenta sono un bottino tale da far arrossire una “semplice” semifinale europea, ma si dà il caso che dal dopoguerra in poi i successi del Genoa sono stati pari a zero. Ecco che allora, una semplice semifinale di Coppa Uefa può davvero considerarsi un successo soprattutto per come é stata raggiunta e per l’irripetibile entusiasmo che ha circondato l’ambiente rossoblu in quei lunghissimi otto mesi.Pato Aguilera
Dunque, per la stagione 1990-‘91 la società del presidente Spinelli sceglie in sostituzione di Scoglio il silenzioso Bagnoli. reduce da nove stagioni irripetibili a Verona. Gli inizi sono difficili ma dopo una fase di rodaggio l’undici rossoblu ingrana una serie di successi che lo portano sempre più in alto, lassù nella famosa “zona Uefa”. 26 maggio 1991:una data davvero storica. Branco e Skuhravy affondano la Juve che incredibilmente non entra in Europa mentre il Genoa centra il quarto posto e prepara i bagagli. E’ l’inizio del Genoa Tour in Europa.Tomas Skuhravy
Il sorteggio vuole che l’esordiente Genoa trovi sulla propria strada un’altra formazione esordiente, il Real Oviedo. La partita di andata in terra spagnola si rivela stregata per i grifoni che, subìto un gol di Bango nato da uno sfortunato rimpallo, non riescono a recuperare, anche a causa di un arbitraggio quanto meno opinabile.Il brasiliano Branco
Il Genoa rientra così a casa con uno 0-1 da recuperare. Il 3 ottobre a Marassi, di fronte a 40.000 spettatori, i rossoblu partono con il piede giusto. Azioni in velocità e subito un gol: Skuhravy incorna in tuffo su deliziosa imbeccata di Pato Aguilera. Il Grifone dimostra di poter portare a casa la qualificazione in modo abbastanza agevole se non fosse per uno svarione difensivo che consente il pareggio di Carlos. Ma ci pensa Bagnoli a incoraggiare il Genoa che scende in campo deciso nel secondo tempo e va due volte in rete con Caricola e poi con Skuhravy in zona-Cesarini. Bagnoli_genoa
Il secondo turno mette Signorini e compagni di fronte alla temibile (sulla carta) Dinamo Bucarest. Ma la squadra del Ministero degli Interni rumeno si dimostra subito arrendevole e così il Genoa a Marassi, con la solita cornice di tifo, riesce a ipotecare la qualificazione con un 3-1 (doppio Aguilera e Branco) che, se ritenuto ottimo in fase di previsione, lascia l’amaro in bocca a Bagnoli e tifosi a causa della rete rumena scaturita da una circostanza sfortunata proprio allo scadere (autorete di Signorini).
A Bucarest i grifoni graffiano subito due volte ma sul 2-0 a proprio favore, il Genoa tira i remi in barca facendosi recuperare sul 2-2 per l’ira di Bagnoli e del presidente Spinelli.
Passato il turno c’è chi ora pensa in grande. Chi vuole il Real Madrid (Spinelli), chi il Liverpool: l’importante é trovare una squadra dalle grandi tradizioni. I rossoblu, invece, tornano ancora una volta in Romania e nuovamente a Bucarest, per scontrarsi questa volta contro lo Steaua. Nell’ambiente genoano, il sorteggio di questi ottavi non viene accolto certo con entusiasmo e, insieme al fattore ambientale poco esaltante, vi é da parte di Bagnoli la paura che inconsciamente i rossoblu possano sottovalutare gli avversari, sulla carta meno forti dei cugini che già erano stati superati dal Genoa.
Il campo regala comunque ai grifoni il successo, giunto grazie ad una rete di rapina di Tomas Skuhravy, difesa gagliardamente da tutta la squadra con particolari note di merito per l’indomabile guerriero Collovati e per Berti, esordiente tra i pali in Europa. L’1-0 dà al Genoa la tranquillità di poter controllare il risultato nel match di ritorno davanti al proprio pubblico. Ma ormai i rossoblu ci hanno preso gusto e così anche mercoledì 11 dicembre, Aguilera regala con un gol ai tifosi rossoblu
un’altra vittoria storica.genoa liverpool we are genoa

Il Genoa ha raggiunto i quarti di finale. Un traguardo che già di per sé fa venire la pelle d’oca creando in città un fermento incredibile. La pallina gialla del Genoa viene infatti estratta dall’urna insieme a quella del mitico Liverpool. Il match della storia per due squadre “storiche”. Gli inglesi che hanno appena festeggiato il centenario vengono a fare visita alla squadra più antica del football italiano. Le radici inglesi del Genoa; la somiglianza delle due città che per anni basarono la loro potenza sul mare e che ora si ritrovano a dover fronteggiare una crisi galoppante, con un porto sempre più in crisi; e perfino le affinità musicali. Questi e altri ancora saranno i temi di cui per quasi tre mesi (dal 13 dicembre al 4 marzo) non si farà che parlare in attesa di quello che sarebbe dovuto
essere ( e sarà) “the history match”.Aguilera-Shuravy-Branco-
Il d-day è mercoledì 4 marzo 1992. Il blasone dell’avversario potrebbe, da solo, spaventare Bagnoli e i suoi ragazzi che però si preparano con tranquillità all’evento, permettendosi anche di snobbare la gara di campionato con la Juventus (in campo scesero numerosi rincalzi). Alle 19.45 di mercoledì sera, l’atmosfera é di quelle indimenticabili. I tifosi rossoblu preparano una coreografia da brivido: raggi laser che partono dalla Nord si intrecciano e arrivano sullo schermo della Sud mentre gli altoparlanti dello stadio irradiano le note di “Così parlò Zaratustra”. Arrivano le ore 20.30 e mentre entrano in campo le due squadre, dal settore dei distinti si erge un enorme striscione che testimonia quale sia l’unica realtà della città: “We are Genoa”.
Ha inizio la partita. La tensione si taglia con il coltello; i 18 scudetti, le 4 F.A. Cup, le 4 Coppe di Lega, le 4 Coppe dei Campioni, le due Coppe Uefa e la Supercoppa, vinti nella propria storia dai Reds, metterebbero in soggezione chiunque. Ma il Genoa si esalta e, seppur subisca a tratti il gioco dell’avversario, costruisce le uniche vere occasioni da gol della partita. A cinque minuti dal termine del primo tempo arriva il primo sussulto. Da un lancio lungo di Signorini, Skuhravy riesce a ricavare un assist per il gregario Fiorin. La mezza girata é impeccabile per potenza e precisione e fa centro.


Nel secondo tempo il Genoa continua ad attaccare sfiorando più volte il raddoppio (la traversa di Skuhravy). La gara scorre avvincente ma l’1-0 non basta per andare tranquilli all’Anfield Road. Al 43′ della ripresa Aguilera subisce un fallo nella metà campo avversaria. A separare il pallone dalla rete ci saranno circa 30 metri. Branco sceglie accuratamente la mattonella dove piazzare il pallone, lo colpisce alla sua maniera ed insacca nel “sette” alla destra dell’incolpevole Hooper: 2-0.
I ragazzi di Bagnoli partono alla volta dell’Inghilterra caricati al punto giusto. Del famoso Anfield Road si é sempre e solo sentito parlare. Il Grifone ha la possibilità di giocarvi e di espugnarlo.
Passata la comprensibile euforia, il Genoa riprende a vincere anche in campionato e il destino vuole che prima della grande gara di ritorno all’Anfield Road si giochi il derby. I ragazzi di Bagnoli non si risparmiano; pareggiano per 2-2 con i cugini, dopo aver rischiato di vincere, e partono alla volta dell’Inghilterra caricati al punto giusto e in compagnia di ben 4.000 supporter rossoblu.
Palpitante e maschia, la partita scivola via sul piano di un’esemplare correttezza. Cori da pelle d’oca, mischie selvagge, ribaltoni spumeggianti. Il Genoa ci mette 27 minuti per sgonfiare il Liverpool.
Una manovra ad ampio raggio, suggerita da Onorati e rifinita da Ruotolo che fornisce ad Aguilera un ghiotto spiraglio: il diagonale dell’uruguagio è di quelli che non perdonano. Il Liverpool si butta sotto con la bava alla bocca. Rush, di testa, sorprende Braglia in seguito ad un corner di Barnes e ridà fiato alle trombe di Anfìeld. Verso la porta del Genoa piove di tutto ma Braglia sventa su Jones e Rush e Barnes.
Sembra sul punto di capitolare, la squadra di Bagnoli, e invece, al 72′, estrae dal cilindro un contropiede da manuale: da Skuhravy a Eranio che avanza palla al piede e smista ad Aguilera che infila dal cuore dell’area. Magnifico. Anche gli assatanati del Kop accusano il colpo. Braglia, nel frattempo, continua a distribuire magie: su Moelby, su Marsh, ancora su Moelby. La pressione del Liverpool si spegne a poco a poco. L’arbitro, impeccabile, asseconda lo spirito gladiatorio dei protagonisti. Nessuna ammonizione, alla fine: qua la mano. Il Genoa disegna gli ultimi ricami di una notte memorabile.Aguilera

I nomi delle altre tre protagoniste ora rimaste in gara sono davvero importanti, ma questo Genoa ormai non teme nessuno. Torino, Real Madrid e Ajax di Amsterdam. Molti, compreso Bagnoli che stranamente si sbilancia, sperano nell’accoppiamento con l’Ajax e verranno accontentati, ma a posteriori lo stesso mago della Bovisa se ne pentirà, scoprendo che i “lanceri” allenati da Van Gaal sono una delle migliori realtà europee, probabilmente superiori allo stesso Real Madrid.
Arrivano le 20.30 di mercoledì 1 aprile 1992: si gioca l’andata in un Marassi strapieno. La nebbia dei fumogeni non si é ancora del tutto diradata quando l’Ajax é già in vantaggio grazie ad una incornata di Pettersson, complice una indecisione di Braglia, su preciso cross di Van’t Schip. Il Genoa reagisce; va all’attacco ma nell’azione più limpida per raggiungere il pareggio, colpisce il palo interno con Skuhravy. Ancora Ajax: Signorini salva prima una gran palla sulla linea di porta e poi alza inspiegabilmente il braccio destro ad invocare un inesistente fuorigioco mentre Roy appoggia comodamente in rete il pallone.
A questo punto Pato Aguilera dà finalmente il “La” alla riscossa genoana siglando una doppietta che pareggia le sorti dell’incontro. Al 35′ della ripresa Bagnoli getta Iorio sul tavolo verde. E’ proprio una scommessa, ma non riesce perché l’Ajax esce dall’assedio al momento giusto a ritagliarsi un nuovo definitivo vantaggio: da Bergkamp a Winter per il gol che cancella la grande rimonta. Il Grifone é virtualmente fuori dall’Europa, ma confortato da due risultati positivi in campionato parte alla volta di Amsterdam convinto che nulla sia impossibile nel calcio (pur senza Aguilera assente per squalifica).
Lo stadio Olimpico di Amsterdam é stracolmo ed i 5.000 supporters rossoblu sono posizionati nella “Onoverdekte Zitplaats”. Il disegno tattico della gara, Bagnoli lo conosce a memoria. Chiusi in difesa e sperare nel contropiede. Andare in vantaggio significherebbe mettere in grave crisi gli avversari. Il tutto avviene puntualmente con la rete di Iorio, ma al momento di controllare la gara e cercare, senza scoprirsi, di mettere a segno il secondo e decisivo gol, i rossoblu commettono una grave disattenzione: calciano frettolosamente una punizione a favore e lasciano involare Jonk tutto solo verso la porta. Il tiro é secco, Braglia ci arriva, ma il più veloce a raggiungere la palla é Bergkamp che pareggia ponendo fine alle speranze rossoblu di finale europea.


L’avventura europea del Grifone si chiude con i giocatori rossoblu sotto la curva dei propri tifosi a ringraziarli per lo straordinario affetto dimostrato. Dall’esordio di Oviedo sono passati otto lunghi ed indimenticabili mesi. Nella lunga storia di una grande società come Milan o Juventus, non significherebbero nulla, ma nei cento bizzarri anni del Grifone, questi otto mesi saranno ricordati a lungo come il Genoa Tour in Europa.

Servizio e ricerche a cura di Mario Bocchio

Colpo Inter: D’Ambrosio. Al Toro Vesovic

VesovicL’Inter batte un colpo: la presenza a Milano del presidente Erick Thohir comincia a dare i suoi frutti.
Il primo acquisto della nuova era nerazzurra è Danilo D’Ambrosio. L’Inter ha trovato l’accordo con il Torino per il trasferimento del giocatore alla corte di Mazzarri.
Alla società granata vanno 1 milione 750 milioni circa, più la comproprietà del giovane Marco Benassi (che dovrebbe restare a Livorno fino al termine della stagione), e di Colombi, attaccante della Primavera nerazzurra. Programmate per la giornata odierna le visite mediche e la firma del contratto.
Il magnate indonesiano con questo primo colpo spera di attenuare la montante delusione dei tifosi e accontenta Mazzarri che aveva richiesto a lungo il terzino granata, fondamentale per sviluppare il gioco tanto caro al tecnico toscano.
Dal canto suo, il Toro ha appena fatto firmare il cartellino a Marko Vesovic, montenegrino, classe 1991, chiamato a sistemare la fascia come vice-Darmian. Si era svincolato dalla Stella Rossa di Belgrado con in atto una causa contro il suo ex club. L’accordo è per tre anni e mezzo di contratto per un ingaggio a salire da circa 250 mila euro all’anno. Per lui futuro granata sino al 2017.

Ventura accende Milan-TorinoDAmbrosioMercato

Giampiero Ventura si gode il buon momento del Torino: “Quello in corso è un campionato particolare, dove finora sono mancati il Milan, la Lazio e altri, quindi abbiamo l’opportunità di avere visibilità. E’ giusto che su questi giocatori ci siano i riflettori perchè se lo stanno meritando”.
Sabato sera scontro diretto proprio con i rossoneri a San Siro: “Mi fa piacere giocare contro il Milan in questo momento, non da comprimari ma da piccoli protagonisti. Se ce l’avessero detto ad inizio campionato che alla terza di ritorno avremmo avuto quattro punti di vantaggio nessuno ci avrebbe creduto. Abbiamo fatto più di quello che ci si potesse aspettare. Ora vogliamo vedere chi siamo. Sarà una sfida stimolante”.

(mbocchio)

Derby di Genova alle 12.30. Gli ultras: stadio vuoto e senza tifo contro le pay-tv

derby-genoc-310x232Un altro derby senza colori. Dopo quello di Milano dello scorso dicembre, in segno di solidarietà tra le curve di Inter e Milan per via di squalifiche e coreografie vietate, potrebbe essere la volta della stracittadina di Genova. E stavolta non solo senza colori, ma addirittura senza nemmeno i tifosi. Potrebbe, infatti, essere un Marassi vuoto, quello che il prossimo 2 febbraio vedrà Genoa e Sampdoria scendere in campo per contendersi il 90° derby della Lanterna. Il motivo va ricercato tutto nella scelta della Lega Calcio di far disputare la partita alle 12.30 (c’è chi dice per una maggiore vendibilità dell’evento alle ricche tv orientali, visto che il main event è già occupato dal posticipo Juventus-Inter) e nella conseguente presa di posizione degli ultras genoani e doriani che, seppur separatamente, hanno scelto la stessa forma di protesta : lasciare il Ferraris spoglio e vuoto di qualsiasi forma di tifo e colore.DerbyLanterna

Tutti fuori. La durissima protesta è partita dai gruppi ultras della Gradinata Nord, cuore pulsante del tifo genoano, i quali, in un durissimo comunicato, invitano tutti i tifosi del Grifone – che per l’occasione gioca in casa e quindi con a disposizione ¾ dei settori di Marassi – a non entrare e anzi concentrarsi sotto la Gradinata Nord, per dare voce alla protesta contro chi ha deciso l’orario del derby. “La risposta ci sarà e non vi piacerà. Prenderemo di mira chi è responsabile di questo schifo: le televisioni a pagamento, i giornalisti che sul calcio mangiano e sui tifosi sputano e la Lega calcio”. L’obiettivo degli ultras è “uno stadio spoglio: niente tifo, nessuna sciarpa, nessuna bandiera, nessuna coreografia. La nostra coreografia la vedrete in mezzo alla strada!”. Dello stesso avviso anche l’Associazione Club Genoani e i Figgi dö Zena -storico club genoano che per l’occasione aveva già preparato una grande coreografia da esporre nei Distinti – che annunciano battaglia anche tra i tifosi delle tribune : “Il derby vuoto guardatevelo voi padroni non desiderati del calcio, noi in piazza a lottare per la nostra Fede e la nostra Tradizione che non ha mai visto un derby all’ora di pranzo”.

I tifosi protagonisti. L’offesa a Genova e ai genovesi è stata sentita fortemente anche sulla sponda blucerchiata. In contemporanea ai “cugini” rossoblù, anche gli Ultras Tito Cucchiaroni, l’anima del tifo doriano, hanno scelto la via del boicottaggio: tutti sotto la Gradinata Sud, nessuno dentro il Ferraris. Il discorso degli ultras della Sampdoria è molto semplice e schietto, improntato a riportare l’attenzione sul vero protagonista della stracittadina genovese, ovvero il pubblico : “Il derby di Genova è una partita storicamente povera di contenuti tecnici. I valori veri del derby sono altri: un’atmosfera che ha pochi eguali al mondo. Una rivalità acerrima, insuperabile, durissima. Uno scenario bollente sugli spalti che supera i 90 canonici minuti di gioco. Qui non siamo a Milano, che i campioni sono in casacca e braghette. Qui i campioni sono trentamila persone, genovesi, che escono di casa e vanno ad assiepare le gradinate di Marassi. Perciò questo oltraggio non lo accettiamo. Rivendichiamo il ruolo di principali protagonisti dello show. Quanto vale ancora lo show senza noi tifosi? “. La sfida, quindi, lanciata dai tifosi sampdoriani, è proprio questa : quanto può valere il derby della Lanterna senza la vera anima della partita, i tifosi?

Un problema di ordine pubblico. Anche la politica, dopo i tifosi, ha manifestato chiaramente i propri malumori riguardo il derby di mezzogiorno. Dal sindaco Doria all’assessore regionale allo sport Rossi, fino al deputato del Pd Tullo, che ha addirittura presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Interno e dello Sport, il coro di dissenso si è alzato unanime. Il derby alle 12.30, oltre che un’offesa allo spettacolo stesso che il derby porta con sé, diventa anche un rischio sul piano dell’ordine pubblico. Perché, in concomitanza con Genoa-Samp, si svolge anche la Fiera di Sant’Agata, un altro grande tradizionale appuntamento cittadino che si tiene proprio tra le strade di Marassi – il quartiere dello stadio – e del limitrofo quartiere di San Fruttuoso, tra centinaia di bancarelle e tanta gente proveniente da tutta la Liguria e dal basso Piemonte. E con migliaia di tifosi fuori dallo stadio prima, durante e dopo la partita, è facile immaginare dei forti disagi per i turisti e gli esercenti, anche nell’ipotesi che fili tutto liscio.Torna-lo-spettacolo-del-derby-di-Genova_h_partb

Non sembra però dello stesso avviso la prefettura di Genova, affatto preoccupata dei disagi e dei possibili scontri, nonostante diverse scritte minacciose nei pressi dello stadio e in altri punti della città (“Derby 12:30 derby di sangue”, “Mezzogiorno di fuoco”, “12:30 = violenza”). Il prefetto Balsamo ha precisato che “il calendario lo stabilisce la Lega Calcio, non le autorità amministrative. Lo spostamento di una gara può avvenire eccezionalmente per motivi di sicurezza”, lasciando poi l’ultima decisione al questore Montemagno e alla squadra tifoserie della Digos, convinti per il momento che non ci saranno problemi tali da mettere a rischio la sicurezza. Con un precedente dalla loro, quello di Toro-Juventus dello scorso settembre. Sotto la Mole non ci fu nessun problema anche in un orario bizzarro come le 12.30. Precedente ricordato anche dall’allenatore blucerchiato Mihajlovic, che poi spiazza tutti : “Per me è perfetto,ma non cambia niente. Se vinci vai a casa a mangiare, se perdi vai a casa a piangere”. In settimana ci sarà la decisione della Lega, per ora orientata a mantenere l’orario alle 12.30. Se però è vero che lo spettacolo del derby della Lanterna è dato proprio dai trentamila campioni genovesi che infuocano gli spalti del Ferraris, senza di essi che spettacolo sarà venduto in Oriente? La palla a Beretta e alla questura di Genova, e buon appetito.

(rassegna stampa, Barbadillo.it)

Conte, Pirlo, Vidal: “Juve, restiamo”

PirloeConteLunedì è stata una notte di festa per la Juventus. E non solo per i tanti premi vinti nel corso del Gran Galà del Calcio (Barzagli e Chiellini migliori difensori, Vidal miglior centrocampista, Pirlo miglior centrocampista e miglior calciatore in generale, Conte miglior allenatore, tutto il gruppo migliore squadra), ma anche e soprattutto per le importanti conferme arrivate da alcuni degli uomini chiave del progetto bianconero. E sui quali le sirene di mercato non mancavano.
“Tutti sanno che la Juventus è casa mia – ha dichiarato Antonio Conte, che qualcuno vorrebbe lontano da Torino già al termine di questa stagione – e a casa propria si sta bene. Si è coccolati e si cerca di dare il massimo. Con il presidente Agnelli avevamo fatto programmi a lunga scadenza e invece siamo riusciti ad essere vincenti sin dal primo anno, tutti i calciatori che ho avuto il piacere e la fortuna di allenare in questi tre anni sono grandissimi uomini prima che atleti formidabili. Ora vogliamo portare avanti un importante progetto per fare bene anche in Europa”.
Un altro importante sì alla Vecchia Signora è arrivato da Andrea Pirlo. “Resto alla Juve”, ha garantito il regista di Flero. E lo stesso ha fatto Arturo Vidal, uno dei giocatori bianconeri più ricercati dai club di tutto il mondo. “Sicuramente rimarrò a Torino. Abbiamo vinto due scudetti e ora ci manca poco per conquistare il terzo. Vogliamo continuare a primeggiare”, ha spiegato il cileno, zittendo tutte le voci di una possibile partenza dall’Italia.VucinicTormentone

Vucinic-Inter, Juve a un bivio

Mirko Vucinic è stato esplicito. Vuole andare all’Inter. E lo ha chiarito declinando la pur interessante proposta dello Zenit San Pietroburgo.
Alla Juventus non resta che cederlo ai nerazzurri, ma quanto successo la scorsa settimana è un ostacolo e si cerca di evitare una contestazione da parte dei tifosi, a pochi giorni tra l’altro dal match contro l’undici di Mazzarri.
A sbloccare la situazione sarà il presidente dei meneghini, Erick Thohir, con una proposta in grado di accontentare i campioni d’Italia: un paio di milioni per il prestito, più altri 8 da versare a giugno, al momento di un riscatto obbligatorio. A quel punto tutti felici. Tranne Guarin.OsvaldoJuve

Osvaldo nel mirino

L’armadietto di Vucinic non resterà vuoto. Nel caso di cessione del montenegrino, la Juventus porterà a casa un nuovo attaccante. Come riporta il Tuttosport, il nome giusto sarebbe quello di Osvaldo. Già cercato, con insistenza, da Marotta nel corso dell’ultima estate, l’ex attaccante, tra le altre, di Roma e Fiorentina, non è riuscito a lasciare il segno al Southampton e vorrebbe tanto tornare in Italia.
La Juventus sarebbe pronta ad accoglierlo. L’idea sarebbe quella di offrire ai Saints un prestito oneroso (di circa due milioni di euro) con diritto di riscatto fissato attorno ai 10 milioni di euro, ovvero quanto i bianconeri puntano ad incassare dalla cessione di Vucinic. Il Southampton, invece, punta ad avere più soldi (almeno 14 milioni di euro per il riscatto). Da tener presente anche la pista Valencia. Il club spagnolo avrebbe offerto ben 18 milioni di euro per avere Osvaldo. Sempre in corsa anche il West Ham. La Juve, comunque, resta alla finestra, pronta ad approfittare della situazione.

Verso il derby d’Italia

E’ iniziata la settimana che porta ad uno dei derby d’Italia più accesi della storia, quello contro l’Inter.
La Juventus dovrà fare a meno di Buffon, che è stato espulso contro la Lazio e che quindi verrà squalificato, ma conta di recuperare Chiellini.
“Non sono un medico, ma penso che Giorgio potrà scendere in campo contro l’Inter – ha dichiarato in esclusiva a Calciomercato.it il fratello del difensore bianconero, Claudio Chiellini -. L’infortunio rimediato contro la Roma non era grave, quindi domenica dovrebbe esserci”.

(mbocchio)

Empire Sports Ground, 1922-1981

EmpireStadiumEmpire Stadium later known as The Stadium was a multi-purpose stadium in Gżira, Malta. It was used mostly for football matches and hosted the home matches of the Maltese national football team, including the very first international match for Malta in 1957 against Austria. In addition, it also hosted the final of the Maltese Cup. The stadium was able to hold 30,000 spectators and originally opened in 1922. It was notorious for its sandy pitch. The stadium hosted its final game in 1981, being replaced by the modern Ta’ Qali Stadium.
Empire Stadium later known as The Stadium was a multi-purpose stadium in Gżira, Malta. It was used mostly for football matches and hosted the home matches of the Maltese national football team, including the very first international match for Malta in 1957 against Austria. In addition, it also hosted the final of the Maltese Cup. The stadium was able to hold 30,000 spectators and originally opened in 1922. It was notorious for its sandy pitch. The stadium hosted its final game in 1981, being replaced by the modern Ta’ Qali Stadium.Stadium
The stadium opened on 4 November 1922. The ground was inaugurated with an exhibition match between MFA XI and HMS Ajax. The Ground is where during the First World War the RAF had its balloon station and was leased by the Baruni Testaferrata Moroni Viani to his brother in law Carmelo ‘Meme’ Scicluna. With the opening of the Empire Sports Ground, the Mile-End Football Ground lost its importance. The Mile-End Football Ground was situated near Spencer’s Monument at Blata l-Bajda (limits of Hamrun) and was Malta’s main football stadium between 1912 and 1922.MaltaNationalTeam

Early in the 1930s Scicluna signed a contract with a British company in order to hold greyhound racing at the Empire Sports Ground. During the summer of 1933 the Sports Ground had to be pulled down. Work on a new stadium started immediately and the MFA First Division had to be postponed for some months.MaltaNationalTeam (1) Although not completed, the Empire Stadium was officially inaugurated on the 24th of December 1933 with a friendly match between Malta XI and SK Plzen of Czechoslovakia. Other sports activities such as boxing, athletics and motor-cycling were also held at the Empire Stadium.
An important event organized on a regular basis at the Empire Stadium was the Christmas Tournament, in which foreign teams played friendly matches against local teams during the Christmas holidays. Malta’s first-ever international match, a 2-3 defeat to Austria, was played on 24 February 1957 at the Empire Stadium.
League Champions Hibernians (European Cup) and FA Trophy Winners Floriana (Cup Winners’ Cup) were the first teams to take part in European Competitions in season 1961/62. After suffering a 0-5 defeat in the first leg, Hibernians lost 1-2 to Swiss champions Servette at the Empire Stadium. Ujpest of Hungary qualified to the next round on 15-4 aggregate score after beating Floriana FC 2-5 in the first leg. Leeds United (England), Ipswich Town (England), Manchester United (England), Juventus (Italy), Internazionale (Italy), Celtic (Scotland), Real Madrid (Spain) and Barcelona (Spain) were some of the teams involved in European Competitions matches played at the Empire Stadium.MaltaNationalTeam (6)
When the lease expired the owners took over the management. The owners changed the name of the ground to The Stadium and made it clear that they did not want to run it at a loss. The end of the lease saw a new cup called Testaferrata Cup replacing the Scicluna Cup.
During the summer of 1965, the MFA together with the affiliated clubs decided not to play at The Stadium following an argument with the management over the distribution of gate-money. Following lengthy discussions, the MFA decided to transfer all football activities for season 1965/66 to Manoel Island Football Ground. Everything returned to normal during the summer of 1966 when a solution was found. Football started to be held at The Stadium again in season 1966/67.MaltaNationalTeam (10)
During the 1970s the MFA was involved in a heated dispute with the Maltese government over the administration of the game. In an attempt to boost the local game the government started to organize football leagues at the Marsa Sports Ground without consulting the MFA. In the meantime the government officially inaugurated the newly built National Stadium (Ta’ Qali) on the 14th of December 1980 leaving the MFA out of the celebrations. Finally both parties managed to reach an agreement during the month of November 1981 following lengthy discussions. Football was finally transferred to the newly built turf stadium of Ta’ Qali. Sunday 29 November 1981 was the last time that The Stadium hosted a football match.

HIGHLIGHTS OF THE EMPIRE SPORTS GROUND

Sunday 4th November 1922 – The Empire Sports Ground was officially inaugurated with a friendly match between Malta XI and HMS Ajax (2-2).MaltaNationalTeam (14)

Saturday 11th May 1929 – Sliema Wanderers suffered a 1-7 defeat in a friendly match played against Tottenham Hotspur at the Empire Sports Ground. During their stay, the Spurs also played against Valletta United (1-2), Army (0-5), Navy (0-1), Floriana FC (1-2) and MFA XI (1-5). It was the first time that an English team had visited Malta.

Sunday 31st May 1931 – Floriana FC won the last edition of the Cousis Shield after defeating Sliema Wanderers 4-2 in the final.

Sunday 24th December 1933 – The Empire Stadium was officially inaugurated with a friendly match between Malta XI and SK Plzen of Czechoslovakia (1-5).

Sunday 25th February 1934 – About 15,000 paying spectators watched the Cassar Cup semifinal second replay between Hibernians and HMS Royal Sovereign (2-0). This was the third match between the two teams in seven days.

Sunday 2nd June 1935 – Sliema Wanderers won the first edition of the FA Trophy after defeating Floriana FC 4-0 in the final.

Sunday 28th May 1939 – The Amateurs of Melita defeated Sliema Wanderers 4-0 in final of the FA Trophy.MaltaNationalTeam (22)

Sunday 25th March 1945 – About 13,000 paying spectators watched the friendly match between MFA XI and SK Hajduks (2-5). The KOMR band played the British and Yugoslav National Anthems before the start of the match but ‘forgot’ the Maltese Anthem. In a few seconds, the Maltese crowd stood up and sang their Anthem. The KOMR band, realizing their mistake, played ‘L-Innu Malti’ at the end of the match.

Sunday 24th February 1957 – 17,421 paying spectators watched the match between Malta and Austria (2-3). This was Malta’s first-ever international match.

Wednesday 27th September 1967 – 23,500 paying spectators watched the match between Hibernians and Manchester United (0-0). The match was valid for the European Champions Cup 1967/68. The Red Devils defeated Benfica 4-1 in the final of the same edition.

Sunday 29th September 1968 – About 14,000 paying spectators watched the match between Sliema Wanderers and US Rumelange of Luxembourg (1-0). The match was valid for the Cup Winners’ Cup 1968/69. Sliema Wanderers were the first Maltese team to qualify to the next round of a European Competition.

Sunday 27th October 1968 – Valletta FC won the last edition of the Cassar Cup. In the final, the Lily Whites defeated Sliema Wanderers 2-1.MaltaNationalTeam (25)

Thursday 17th September 1970 – About 15,000 paying spectators watched the match between Hibernians and Real Madrid (0-0). The match was valid for the Cup Winners’ Cup 1970/71. Chelsea FC defeated Real Madrid 3-2 on aggregate in the final of the same edition.

Wednesday 3rd February 1971 – 29,751 paying spectators watched the match between Malta and England (0-1). The match was valid for the European Nations Cup Qualifying Round Group 3. Martin Peters scored the winning goal for England.

Wednesday 13th September 1972 – FA Trophy holders Floriana FC obtained a prestigious win after defeating Ferencvaros of Hungary 1-0 thanks to an early Louis Arpa goal. The match was valid for the Cup Winners’ Cup 1972/73.

Sunday 23rd February 1975 – 8,621 paying spectators witnessed Malta’s very first competitive win in a match won against Greece (2-0). The match was valid for the European Nations Cup Qualifying Round Group 8. Richie Aquilina and Vincent ‘Maxi’ Magro scored the winning goals.

Sunday 6th June 1976 – The FA Trophy Final between Floriana FC and Valletta FC was abandoned in the 87th minute due to crowd trouble. Floriana FC were declared as winners.

Sunday 7th December 1980 – 5,555 paying spectators watched the match between Malta and Poland (0-2). The match was abandoned in the 78th minute due to crowd trouble. The match was valid for the World Cup Qualifying Round Group 7 (European Zone).

Saturday 4th April 1981 – 3,873 paying spectators watched the match between Malta and East Germany (1-2). The match was valid for the World Cup Qualifying Round Group 7 (European Zone). This was the last match the Maltese national team played at The Stadium.

 

Sunday 31st May 1981 – Floriana FC won the FA Trophy after defeating Senglea Athletic 2-1 in the final. This was the last FA Trophy final to be played at The Stadium.

 

Sunday 29th November 1981 – The Premier League encounter between Sliema Wanderers and Senglea Athletic (1-1) was the last one played at The Stadium. Following this match, all Premier League matches were transferred to the newly built National Stadium in Ta’ Qali.

Mario Bocchio

Moscardelli via dall’Italia: il re del web verso l’esilio portoghese

Davide Moscardelli ha le valigie in mano, pronto a lasciare l’Italia si accaserà all’Olhanense del vicepresidente Igor Campedelli. Si attende solo l’annuncio ufficiale che getterà nel panico il popolo del web. Barba Rossoblù non deve lasciare l’Italia e c’è chi spera nel Latina.Moscardelli

PORTOGALLO E PC CALCIO – L’esperienza di Campedelli in terra lusitana ricorda molto da vicino alcune strategie di gioco ai primi ‘manageriali’ di calcio che davano la possibilità di guidare squadre straniere. Dato che in pochissimi conoscevano le potenzialità dei calciatori stranieri, praticamente tutti ci si affidava agli artigiani di casa nostra. Così ti trovavi una squadra competitiva zeppa di italiani (per diritto di nascita o lunga consuetudine sui campi di casa nostra) in grado di fronteggiare tutti gli avversari. Igor Campedelli sta facendo proprio così. E dopo aver saccheggiato serie B, serie C e vivai adesso punta dritto al simbolo del calcio multimediale: Moscardelli, l’uomo la cui barba – iperattiva sul web – gli ha consentito di farsi perdonare tutto scardinando come un grimaldello 2.0 i cuori degli internauti di tutt’Italia.

LA MOBILITAZIONE E L’ESILIO REGALE – C’è chi ha lanciato appelli – ovviamente a mezzo social – per indurre il giocatore più barbuto d’Italia (Sport Week dixit) a restare in serie A. Senza di lui finiranno tante battute sull’attesa di un gol che non arriva mai. Occorrerà seguire la prima divisione portoghese che, volendo, è ancora più triste del fu Campionato più Bello del Mondo. Hashtag, condivisioni, video e strazianti richieste: “Resta con noi, Mosca!“. Ma in un’Italia che non sa più nemmeno farsi una risata pure Barba Volante diventa ingombrante. E così tutto pare pronto per l’esilio portoghese, come Umberto II. Tutto sommato, il Re del web non poteva avere destino troppo differente.

 

DIAMANTI IN CINA: ALINO IL MANDARINO – A Bologna non c’è aria di smobilitazione. Così giurano. Però Alessandro Diamanti potrebbe andarsene bellamente in Cina a fare il mandarino alla corte del gran Khan Marcello Lippi, imperatore primo della dinastia Guangzhou. Tre milioni e passa di euro sembrano aver convinto il furetto venuto su dalla serie C2 a seguire la Via della Seta (e degli yuan), ma la società non vuole svenderlo e ha pubblicato sul suo sito la ‘risposta’ alla società cinese: “Se lo volete dovete cacciare più soldi”, tradotto dall’italo-cinese d’ordinanza. Vuoi vedere che se Alino se ne va, Moscardelli diventa incedibile?

(rassegna stampa, Barbadillo.it)