Attacco Juve, quattro in corsa

PochoIn attesa di chiudere l’affare Romulo e confermare Vidal, Marotta è al lavoro per trovare la punta che ancora manca per completare il pacchetto offensivo della Juventus. Al momento sarebbero quattro le possibili soluzioni, ovvero Lavezzi, Jovetic, Hernandez ed Eto’o.
Il Pocho, cercato con insistenza dal Milan, è un vecchio pupillo di Allegri. L’ex stella del Napoli ha il contratto in scadenza con il Psgnel giugno del 2016 e uno stipendio importante (circa cinque milioni di euro) ma ha le caratteristiche giuste per integrarsi al meglio con gli altri attaccanti bianconeri. Attenzione anche a Jovetic. Grande protagonista nella Guinness Cup, il montenegrino ha fatto sapere di voler restare al Manchester City ma davanti alla possibilità di essere una stella alla Juventus potrebbe cambiare idea.
In corsa anche Hernandez, soprattutto se lo United dovesse fare passi avanti nella trattativa con la Vecchia Signora per Vidal (potrebbe essere inserito nell’accordo tra le due società). Sempre viva la pista che porta ad Eto’o, anche se, al momento, l’eroe del Triplete nerazzurro pare la soluzione meno probabile.CesenaJuve

La Juve di Allegri stenta ancora: 0-0 col Cesena

Fatica ad ingranare la Juventus di Allegri. Dopo il ko clamoroso con il Lucento, club d’Eccellenza, arriva il pareggio a reti bianche con il Cesena neopromosso in A.
Il tecnico bianconero continua nel solco tattico di Antonio Conte, schierando i suoi con un 3-5-2: Pirlo è affiancato da Pereyra e Padoin in mezzo al campo, Llorente fa coppia con Giovinco in attacco. Le idee però sono poche: ad accendere la luce è il regista bresciano, pericoloso da calcio piazzato (ma Leali è attento). In campo con una maglia in memoria di Pantani, romagnoli, da parte loro, provano a colpire in contropiede sfruttando la velocità di Defrel: Storari si fa trovare pronto.
Girandola di cambi nell’intervallo. Allegri toglie, fra gli altri, Pirlo e inserisce Ogbonna, Caceres, Marrone, Marchisio, Asamoah e Pepe, presentato nell’inedita posizione di mezzala. Rimangono poche le occasioni: da una parte ci prova Rodriguez, dall’altra Ogbonna di testa. In pieno recupero chance per il Cesea: capita a Tabanelli in piena area, ma il centrocampista del Cesena conclude alto.

(mbocchio)

Premier. Addio Suarez ma il Liverpool non si arrende. Sturridge: “L’anno scorso ci chiamavano sfigati…”

sturridgePanta rei, tutto scorre. Anche nel calcio. Daniel Sturridge non ne fa un dramma. Luisito Suarez, il bomber più cattivo e spietato del pianeta, ha lasciato il Liverpool. Il mondo, però, continua imperterrito a girare su se stesso. E i ragazzi di Brendan Rodgers si preparano alla prossima stagione. Puntando in alto, se possibile, all’obiettivo che sfugge ai Reds da un quarto di secolo e più: vincere la Premier.
Senza Luisito il cannibale, il peso dell’attacco ricadrà quasi tutto sulle spalle del funambolo Sturridge. Insieme erano il Deadly Duo, il Sas, i gemelli del gol del Merseyside. Ora è solo, Daniel. Ma non ha paura nè rimpianti nè nostalgie. Il mercato del Liverpool si muove un po’ a rilento, però l’attaccante che ha indossato la maglia dell’Inghilterra agli ultimi mondiali in Brasile è fiducioso sui mezzi della squadra: “L’anno scorso eravamo considerati degli sfigati, adesso siamo tra le squadre da battere”. E poi ha aggiunto: “I calciatori vanno e vengono, il calcio è così è nella natura stessa di questo sport. Alcuni rimangono in una squadra a vita, come Steven Gerrard ed altri fanno le valigie”. Il grande assente è Suarez, capocannoniere dell’ultima Premier. Per Sturridge il miracolo di Rodgers non parlava solo uruguagio. Anzi: “Non importa che sia andato via. Noi abbiamo ancora la mentalità giusta per giocare sempre all’attacco per stupire. Questo è quanto rappresenta essere il Liverpool”.


Per il prossimo campionato, Sturridge non si pone limiti: “Siamo giovani, affamati di vittorie sia in Premier che in Europa. E’ la nostra chance per dimostrare che possiamo lasciare il segno. A noi non ci importa come ci considerino gli altri: sfigati o favoriti, la nostra mentalità non cambierà. Io mi impegnerò al 100% così come faranno i miei compagni. Chiunque sarà scelto per andare in campo giocherà con la mentalità giusta per provare a vincere ogni partita”.

(rassegna stampa, Barbadillo.it)

Il ritorno del Toro in Europa, domani in Svezia

EuropaLeagueSono gli svedesi del Brommapojkarna gli avversari del Torino nel terzo turno preliminare di Europa League.
I ragazzi di mister Ventura domani a Stoccolma affronteranno i nordici, che attualmente occupano l’ultimo posto del campionato svedese dopo 15 giornate, avendo totalizzato solo 7 punti.
Dopo il largo 4-0 dell’andata nel match casalingo, il Brommapojkarna ha pareggiato 1-1 in casa dei nordirlandesi del Crusaders.
Il Torino torna a giocarsi l’accesso ad una coppa europea dopo ben 12 anni. Nel 2002 fu il Villarreal a eliminare nella Coppa Intertoto i granata, nonostante il successo degli italiani in terra spagnola per 2-0 nel match di andata.
Vista la modestissima caratura degli avversari, Ventura confida di chiudere la qualificazione già domani, per poi fare una vera e propria passerella giovedì 7 agosto all’Olimpico.
Sono diciannove i granata convocati: Barreto, Benassi, Bovo, El Kaddouri, Gaston Silva, Gazzi, Glik, A. Gomis, Jansson, Larrondo, Martinez, Masiello, Molinaro, Moretti, Nocerino, Padelli, Ruben Perez, Vesovic, Vives. Niente recupero per Quagliarella, rimangono a casa anche Cerci e Darmian.RodriguezVia

Verona, Setti annuncia Rodriguez

Perso capitan Maietta, passato in serie B al Bologna, il Verona blinda la difesa con un nuovo acquisto. Non ancora ufficiale, ma praticamente svelato dal presidente Maurizio Setti.
“Abbiamo preso il terzino granata? In teoria si. Anche in pratica, ma solo quando sarà tutto sistemato – ha dichiarato il numero uno scaligero -. Una volta superate le visite mediche e firmato il contratto. Fino alla fine meglio non dire nulla”.
L’uruguaiano Guillermo Rodriguez classe 1984 nell’ultima stagione al Torino è stato falcidiato dagli infortuni: per lui solamente 507 minuti sul terreno di gioco.

(mbocchio)

Calciomercato. Napoli misteriosa: Benitez rianimerà il Golem Fellaini?

Football-Faces-Fellaini-T-ShirtsDopo aver dato il benvenuto ad un concittadino a dir poco inaspettato, niente poco di meno che il terrificante Conte Dracula, i napoletani ora potrebbero ritrovarsi a gironzolare per le strade della città un altro révénant: monsieur Marouane Fellaini, talento inespresso del Manchester United.
Oltre i soliti boriosi luoghi comuni, Napoli è sempre stata una città misteriosa. Piena zeppa di enigmi, segreti e leggende. Theophile Gautier ne rimase talmente affascinato da scrivere un vero e proprio tributo ai miti locali, il racconto “Jettatura” che ha regalato alla letteratura europea la grottesca scena del duello in cui il protagonista accetta di essere bendato per non poter disporre dell’inusitato vantaggio di poter far del male al suo rivale solo con la potenza del suo mefistofelico sguardo. Il romanticismo gotico inglese, proprio a Napoli, ambientò uno dei suoi più riusciti best-seller: Il confessionale dei Penitenti Neri di Ann Radcliffe. Fantasmi, suore folli, popoli misteriosi, munacielli, alchimisti. Persino Benedetto Croce dedicò un libro alle leggende partenopee. Napoli – sotto la scorza passatista di sole, pizza e mandolino – nasconde un’anima nera, gotica, misteriosissima. Ed ospita una grossa comunità di entità che vanno al di là dei limiti e della conoscenza di noi poveri mortali.
Belga, grande, grosso. Capellone. Esorcizzato, a Manchester sponda United da un’annata disastrosa e da Louis Van Helsing-Van Gaal che si sta disperando per trovargli una sistemazione lontana dall’Old Trafford. Il Napoli s’è mosso ed ha spedito in avanscoperta lo stregone Bigon, quello che l’anno scorso s’è inventato i colpi Callejon e Mertens quando nessuno ci credeva. Fellaini spera di invertire quel maledetto adagio che risuona ormai dai tempi in cui la moda più chic dell’Europa del Nord si chiamava Grand Tour. “Vedi Napoli e poi muori”. L’ex Everton spera invece di risorgere. Quantomeno di prendere vita abbastanza per tornare a menar randellate e a costruire geometrie in mezzo al campo. Ha passato un campionato intero praticamente inerte. Come un cumulo di argilla grezza. Ora il Golem vuol tornare a far paura sempreché Rabbi Benitez abbia voglia, tempo e capacità per rianimare il lungagnone belga. Ed è pure possibile che accada dato che diverse storie locali attestano la presenza di un Golem nella vicina Benevento. Non vorrà certo venir meno, El Caballero di Castelvolturno, alla vocazione soprannaturale della città. Rimesso a nuovo, il Golem Fellaini sarebbe l’arma in più da scagliare a piacimento contro i nemici e gli avversari del Napoli, contro la corazzata giallorossa della Roma, contro la Juventus ancora posseduta dallo spettro di Antonio Conte, contro l’Inter del capitano di ventura Walter Mazzarri, contro il Milan dilaniato dai diavoli delle diatribe interne.


Per adesso, qualcuno potrebbe affermare che Fellaini sembra assomigliare più al mostro di Frankenstein. Sopracciglia marcate e fisico statuario peggio di “palo ‘e fierro” Peppe Bruscolotti, nasone prorompente e visino da indio che lo fa rassomigliare, seppur alla lontana, al mitico Nando De Napoli, capelli afro come el Dios Diego Armando Maradona. La musicalità del suo stesso nome che richiama lo storico presidente. Fellaini-Ferlaino. Per alcuni, questo, non è di buon auspicio. Chissà se sarà sufficiente la scarica elettrica del San Paolo per ridar vita al Golem che fu re all’Everton.

(rassegna stampa, Barbadillo.it)

Ecco la Juventus senza Vidal

JuvesenzaVidalArturo Vidal e la Juventus. Una vicenda che potrebbe anche essere giunta ai titoli di coda. Il cileno, corteggiato dal Manchester United soprattutto, è molto vago quando parla del proprio futuro. Non un segnale incoraggiante per i tifosi bianconeri, molti dei quali hanno già preso obtorto collo il passaggio della panchina da Antonio Conte, l’allenatore dei tre scudetti consecutivi, a Massimiliano Allegri, tecnico che il Milan ha esonerato a gennaio per il modesto rendimento di Balotelli e compagni.
In casa della Vecchia Signora è il momento di prendere in considerazione l’ipotesi di un suo addio. Possibile l’arrivo di Fredy Guarin, praticamente già bianconero a gennaio, ma al momento l’undici dei campioni di Italia sarebbe questo, un 4-3-3 stando a quanto ipotizzato da Sky: Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, Evra; Pereyra, Pirlo, Pogba; Morata, Llorente, Tevez. Sarà sufficiente per confermarsi in Italia e andare avanti il più possibile in Europa?
Una dichiarazione del calciatore, anzi una richiesta, però potrebbe portare il sorriso dei tifosi bianconeri: secondo indiscrezioni Vidal, che è in vacanza in Liguria, ad Alassio, avrebbe richiesto agli organizzatori del Festival Take Off, in programma all’aeroporto Panero di Villanova d’Albenga il 7 agosto, di riservargli un tavolo. Se così fosse potrebbe significare che il cileno continuerà a vestire la maglia dei campioni d’Italia anche la prossima stagione.BonucciAllegri

Allegri scarica Bonucci?

Massimiliano Allegri sarebbe pronto a fare a meno di Leonardo Bonucci.
L’indiscrezione, riportata da juvenews.eu tra gli altri, parla di una doppia possibilità per il difensore viterbese, che potrebbe approdare al Monaco o al Benfica.
Il club campione d’Italia avrebbe già valutato 20 milioni di euro il cartellino dell’ex calciatore che ha esordito in serie A all’Inter alle direttive di Roberto Mancini.
Stando a Sky – come visto -, Bonucci non figurerebbe nell’undici titolare che ha in testa il nuovo tecnico dei piemontesi.

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Premier. Terremoto a Boleyn Ground: il West Ham vuole esonerare Allardyce

nocerino-borriello-west-hamTerremoto in vista a Boleyn Ground: il West Ham vuol licenziare Big Sam Allardyce. La società avrebbe intenzione di silurare il tecnico prima dell’inizio del campionato. Colpa delle scelte dell’allenatore Claret and Blue che non sono andate giù alla dirigenza. A cominciare dalle scelte di mercato e di una differente visione della strategia societaria tra i proprietari e Allardyce. E poi nessuno gli ha ancora perdonato di aver speso la bellezza di quindici milioni di sterline per Andy Carroll che, evidentemente, non ha esaltato finora. E poi ci sono diversità di vedute sul destino da imporre al centrocampista Ravel Morrison. Il West Ham potrebbe trovarsi subito senza allenatore ma le voci di dentro assicurano che un accordicchio s’è già trovato.

DIECI PARTITE PER LA VITA. Allardyce avrebbe a disposizione le prime dieci partite della prossima Premier per dimostrare di essere ancora all’altezza del West Ham. In caso di figuracce, fibrillazioni e false partenze. la società sarebbe pronta ad esonerarlo già ad ottobre. Big Sam, che per altro è anche rappresentante dell’associazione che riunisce gli allenatori della Premier inglese, deve sperare nella buona sorte e in un avvio di stagione fulminante. Il suo esonero, infatti, pare già scritto. Solo un esordio da schiacciasassi gli salverebbe la poltrona.

CACCIA AL SUCCESSORE. Iniziano già a circolare i nomi di chi potrebbe sostituire Allardyce alla guida del West Ham. Secondo il Daily Mail che cita il suo stesso blog Fooball Gravepine, in rampa di lancio per sostituire l’uomo che fece disperare il Chelsea di Mourinho ci sono Slaven Bilic e l’uruguagio Gus Poyet. Quest’ultimo è un habituè delle “entrate” in corsa. La scorsa stagione, infatti, sostituì Paolo Di Canio sulla panchina del Sunderland e guidò la squadra verso la salvezza.

(rassegna stampa, Barbadillo.it)

Premier. Fulham-Millwall: ad agosto tornerà il derby della “domenica”

Millwall-FulhamChiamatela Championship, Seconda Divisione. Chiamatela come vi pare, ma alla seconda giornata, praticamente a metà agosto, c’è già un derby che da solo varrebbe un viaggetto fino a Londra: Fulham-Millwall. Trovarne, di biglietti, è già impresa al limite dell’impossibile. Ma la partita tra i bianconeri ed i Lions non sarà mai un match come tutti gli altri. Soprattutto adesso, nel 2014. Perchè nel gennaio di quarant’anni fa, Fulham e Millwall furono protagonisti di un evento storico del calcio inglese professionistico. Giocarono, per la prima volta, una partita di domenica.craven-cottage198-1649446_478x359

20 GENNAIO 1974. Per la prima volta, la First League gioca di domenica. In campo scenderanno ventiquattro squadre in dodici incontri. Millwall-Fulham, però, si giocherà a partire dalle 11 e 30. Al “Den” sarà disputata la primissima partita domenicale inglese. Per alcuni è un trauma. Per molti è un’eresia. Giocare nel giorno del Signore, bah. Ovviamente, ben poco c’entrano la devozione e la paura di finire all’inferno. Il fine settimana, nel regno di Albione, è un’istituzione con i suoi riti immutabili e, ormai, tradizionali. Il sabato si fa bisboccia (leggi stadio e pub), la domenica ci si dedica alla famiglia. Una settimana dopo anche la First Division decide di spostare una partita alla domenica. Sarà Chelsea-Stoke.

QUARANT’ANNI DOPO. Quell’incontro al Den finì uno a zero per il Millwall. A distanza di quarant’anni, l’unica cosa che sembra non aver subito cambiamenti è l’entusiasmo dei tifosi che già hanno fatto razzia dei biglietti messi a disposizione per l’incontro che si terrà al Craven Cottage. Qualche giorno fa, la società ospite fece sapere di aver ottenuto altri mille e passa biglietti per i suoi tifosi. Facendo crescere la massa Blue fino a più di tremila persone. I prezzi – considerati quelli della Premier League e considerando sempre che si derby si tratta – non appaiono chissà che esosi. Un tagliando costerà 30 sterline, 25 per gli over 65 e per gli under 21. I giovanissimi fino a 16 anni pagheranno 20 sterline. L’incontro si terrà il 16 di agosto. E sarà di sabato.

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Cerci-Milan, Cairo fa il misterioso

CairoCerciAlessio Cerci è l’obiettivo numero 1 del Milan, ma Urbano Cairo fa il misterioso.
“Offerte ufficiali per lui? Mantengo il riserbo”, dice il presidente del Toro.
“Non si riescono più a dire cose nuove su Cerci ne abbiamo talmente parlato che abbiamo detto tutto. La linea è sempre la stessa: voglio tenere il giocatore posto che lui sia della stessa idea di restare. Se non sarà così ci ragioneremo per bene. Sicuramente Cerci ha pretendenti, però è un giocatore importante e se io lo volessi mai vendere ho per lui una valutazione precisa. Sentendo e vedendo le valutazioni di altri giocatori quella che ho fatto per Cerci non è neanche esagerata”, aggiunge l’editore alessandrino.

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Elezioni Figc. Tavecchio e le banane: date il Daspo a lui. Non agli Ultras

TavecchioIl calcio che chiude le curve degli stadi per uno sfottò contro i napoletani potrebbe essere governato da Carlo Tavecchio, manager del pallone che si è presentato al mondo associando gli africani alle banane, come il meno fantasioso dei razzisti. Curioso: nell’ultima stagione di Serie A, i cancelli di curva sud dell’Olimpico di Roma sono rimasti con i lucchetti ben saldi perché i tifosi giallorossi avevano intonato cori, considerati a sfondo razziale (sic!), del tipo “Noi non siamo napoletani”. Stessa sorte è capitata a juventini e interisti: migliaia di tifosi italiani sono stati costretti a vedere le partite della propria squadra in tv perché il calcio rifiuta il razzismo e se prendi per il culo i tuoi avversari non puoi proprio entrare allo stadio.
Provvedimenti autoritari, decisioni amministrative e non di giustizia, che hanno costretto i legittimi titolari di biglietti (e abbonamenti) a lasciare i loro ticket nei cassetti e godersi lo spettacolo in triste solitudine. A casa. Per salvare la faccia il governo del calcio italiano, durante la stagione appena conclusa, ha preferito punirne a migliaia per educare i pochissimi che avevano effettivamente intonato quei cori, alla faccia della responsabilità penale (amministrativa, in questo caso) individuale, alla libertà d’espressione, ma soprattutto in barba alla goliardia che è il sangue vivo del tifo. Per non parlare, poi, del fatto che quei cori, quelle parole, fanno parte da sempre (o almeno da che io ne abbia memoria) del mondo del calcio italiano: tutti i tifosi sanno che ci si deride a botte di cori e che “vince” chi a fine partita ha ancora fiato per cantare, ridere, sfottere etc…
«Questi insulti sono inconciliabili con i valori dello sport», dicevano i boss del calcio. Va bene, forse è anche vero, ma chiudere interi settori dello stadio è sempre sembrato a tutti qualcosa di eccessivo. Un abuso che serviva solo a tenere a bada i tifosi; i temibili ultras. Ma che succede oggi che Tavecchio, candidato superfavorito alla presidenza della Figc, definisce un ipotetico Optì Pobà un mangiabanane? Se insieme a Tavecchio l’avessero detto altre cinquemila persone, c’è da scommetterci, il giudice sportivo avrebbe vietato al gruppetto qualsiasi libertà espressione per un paio di giornate, almeno. Ma per fortuna Tavecchio ha detto quella frase dal pulpito, mentre presentava la sua candidatura alla guida della Federazione Italiana Gioco Calcio; quindi tutto è salvo.
Nel Paese del Daspo e della giustizia sommaria, dove le Questure si ergono a Tribunali e i superpoliziotti diventano giudici, l’11 agosto potrebbe diventare capo del calcio uno che ha dovuto giustificare con un «ogni tanto mi scappa» una sua frase pesantemente razzista. Il caso sa essere molto gustoso perché pensate cosa accadrebbe se, poche settimane dopo la sua elezione, alla prima di campionato, tutte le curve italiane dovessero esporre uno striscione inneggiante a Optì Pobà, il mangiabanane. Tavecchio potrebbe essere costretto a chiudere le curve fin dall’inizio o a chiedere Daspo a destra e a manca contro i tifosi, cattivi, ignoranti e violenti, che hanno inneggiato al suo calciatore immaginario.
E allora, per evitare alle varie Leghe di categoria di dover risolvere una situazione molto ingarbugliata, si potrebbe chiedere il Daspo fin da subito, non preventivo: per Carlo Tavecchio. Si potrebbe usare per lui, insomma, una versione soft di quello che subiscono i tifosi negli stadi ogni domenica: divieto di esporre striscioni, di accendere fumogeni, indossare magliette e di intonare cori che non piacciono al bon ton. Il candidato presidente potrebbe vedere com’è dover restare a casa la domenica e potrebbe riflettere sia sulla sua frase infelice sia sulla condizione di migliaia di tifosi puniti senza potersi difendere nel merito. Sarebbe esperimento interessante, così poi Tavecchio potrebbe tornare e risollevare davvero il calcio. Solo dopo aver trascorso i suoi mesi di squalifica.

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Premier. Il Chelsea punta sui giovani: ecco i ragazzini terribili di Mou

jose-mourinhoJosè Mourinho punta sulla sottile linea…verde. E dà lezioni di calcio e investimento alla scintillante Premier League. Il tecnico portoghese del Chelsea chiude il mercato in entrata e punta fortissimo sul vivaio Blue: “Non vogliamo una rosa che sia composta solo da “prodotti finiti” – ha detto in un’intervista rilasciata rilasciata al tabloid inglese Sport Magazine -, ma vogliamo portare in prima squadra tre, quattro, cinque elementi provenienti dalla Primavera per svilupparne le potenzialità”.
Ad averceli, i ragazzi terribili dell’under 21 del Chelsea. Risolverebbero i problemi di moltissime squadre di mezza Europa. Mourinho sarebbe pronto a concedere l’occasione della vita a una mezza dozzina di ragazzetti uno più promettente dell’altro. A cominciare dal trequartista Jeremie Boga che, finora, è la vera rivelazione del pre-campionato del Chelsea. Con una sua prodezza (progressione da campione fin dalla sua trequarti, scambio con un compagno e botta in porta), il centrocampista offensivo made in Stamford Bridge ha evitato a Mou l’onta del pareggio contro i mediocri austriaci dell’Rz Pelletz. Boga solo diciassette anni, viene dalla Francia e punta a conquistare una maglia da titolare. Insieme a lui spera nel grande salto anche Patrick Bamford, attaccante che compirà 21 anni a settembre e che ha trascorso l’ultima stagione al glorioso Derby County, in prestito.

http://www.youtube.com/watch?v=AjGc-Urz1N0

Con la maglia degli Arieti, ha giocato 21 partite e segnato otto gol.
Un altro diciassettenne che spera di convincere Mou è Isaiah Jay Brown, meglio noto come Izzy. Centrocampista con spiccate doti offensive formatosi nel Wba, è arrivato allo Stamford Bridge l’anno scorso e di lui dicono che ha fatto faville nella cantera Blue.

 

Ha buone possibilità di entrare in prima squadra anche Kurt Zouma. Difensore, vent’anni compiuti da poco, francese nato da genitori centrafricani. Una colonna d’ebano da un metro e novantuno centimetri che arriva preceduto dalla fama sinistra di killer della difesa. Goubert se lo ricorda ancora, dato che con un sol tackle, Zouma riuscì a spezzargli tibia e perone. E’ arrivato quest’estate dal Saint Etienne, nobile decaduta del calcio transalpino in cui militò un giovanissimo Michel Platini, ed ha già vinto i Mondiali under 20, disputatisi l’anno scorso in Turchia.

(rassegna stampa, Barbadillo.it)