L’Italia ko in Germania, chef Conte deve friggere il pesce con l’acqua minerale

Conte-Ct(Barbadilloit) – Non aspettiamoci niente di che da Euro 2016. Antonio Conte, chef calcistico più bizzoso di Carlo Cracco alle prese con Rachida, non è che possa fare miracoli. Gli è toccato in sorte il beffardo compito, a lui cannibale eternamente affamato di vittorie, di dover friggere il pesce con l’acqua minerale. E non sarà facile.

La violenta sconfitta dell’Allianz Arena contro la Mannschaft campione del mondo restituisce una dimensione più modesta dell’Italia del cittì Conte. Gasarsi a Udine, contro la brillante Spagna di Vicente Del Bosque, era quasi obbligatorio: solo con un gol irregolarissimo gli iberici hanno acciuffato un pareggio altrimenti irraggiungibile per loro. Però, diciamolo senza paura di sconvolgere nessuno: le Furie Rosse, dopo anni di vittorie, gloria e allori, stanno ormai spente, passeggiando tichitacheggiando sul viale del tramonto. La Germania invece no. Gioca, vince e maramaldeggia. Ma non è che i panzer siano così invincibili. Chiedetelo a zio Vardy, ultima begonia del giardino dell’indescrivibile mister Hodgson.
Le amichevoli servono a testare lo stato dell’arte. E allora una prima analisi va pur tentata. Talentissimi in azzurro non è che ce ne siano tantissimi. Ma non è (solo) colpa dei pur volenterosi ragazzotti che se la sgomitano con addosso la maglia della nazionale. Il problema ha duplice lettura, da un lato ci sono calciatori bravi con poca (o nulla) esperienza internazionale e dall’altro ci sono calciatori non eccelsi (e che magari c’hanno pure l’esperienza internazionale) che non possono essere sostituiti, mossi o scambiati di posto per mancanza – palese – di alternative. Montolivo e Thiago Motta sono ormai insopportabili, per lentezza d’idee e di esecuzione. Il blocco Juve, in difesa, fa quello che può ma se Bonucci si fa male e Ranocchia è ancora imberbe non è che si può sognare troppo. L’attacco è potenzialmente letale, Lorenzino Insigne – folletto acido alla Sick Boy – può far male sempre agli avversari se ne deve soltanto convincere ancora di più. Simone Zaza è devastante se imbecca il sentiero giusto, altrimenti fa a testate contro le difese avversarie senza il minimo costrutto. Tutto il resto è ancora da rodare, da costruire, da valorizzare. Come dicono tutti in conferenza stampa, è solo un modo – più o meno eufemistico – per nascondere la tremenda realtà: l’Italia non può essere considerata tra le favorite e a Euro 2016 ha tutto da perdere.

La generazione d’oro del pallone azzurro è quasi tutta dispersa, tra panchine, ritiri e Stati Uniti. Intanto a mister Conte, chef improbabile delle cucine di Coverciano, tocca impastare ingredienti non di primissima e cavarci fuori qualsiasi cosa che non sia un deforme pasticcio. Gli tocca friggere il pesce con l’acqua minerale. In bocca al lupo.

 

(rassegna stampa a cura di Mario Bocchio)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *